venerdì 7 novembre 2014

Preview, Swansea v Arsenal: Gunners, abbiamo ripassato? Guardate che poi Bony interroga...



Doppietta di Anthony Vanden Borre – professione terzino.
Gol di Aleksandar Mitrović – professione teppista.
Che succederà domenica al Liberty Stadium di Swansea, quando Per Mertesacker e soprattuto Nacho Monreal si troveranno di fronte Wilfried Bony e Gylfi Sigurðsson?

Una domanda della cui risposta ho molta paura.

Mettiamo pure che i venti minuti finali della partita di martedì sera fossero un risarcimento morale che Arsène Wenger e i suoi uomini hanno lucidamente deciso di offrire ai poveri belga, un modo per farsi perdonare l’insperata vittoria a casa dell’Anderlecht; anche se fosse,  la questione rimarrebbe aperta: come si comporterà un terzino sinistro di esile corporatura, adattato a fare il centrale, contro una forza della natura come l’attaccante nigeriano dello Swansea?

Arsène Wenger e Steve Bould hanno certamente avuto tantissimo lavoro da sbrigare in settimana, di errori da corregere e morali da risollevare ce ne sono a bizzeffe tra le fila dei Gunners.
Bisgona capire come evitare che piovano troppi cross in area; bisogna trovare una contromisura ai movimenti tra le linee di Sigurðsson; bisogna preparare contromosse adeguate ai tagli degli esterni della squadra di Garry Monk e bisogna – dovesse restare tempo – trovare un trio di centrocampo che ispiri davvero fiducia, a differenza delle partite più recenti.
Mikel Arteta non sarà disponibile per la sfida di domenica e forse nemmeno per quelle successive, quindi l’unico uomo (che vi piaccia o no) in grado di organizzare il reparto ce lo siamo giocato martedì sera.
Restano a disposizione:

 Mathieu Flamini, il mediano più basso e meno muscoloso del mondo.
 Aaron Ramsey, un mistero rinchiuso nel corpo di un centrocampista fortissimo.
Jack Wilshere, il cui sogno più intimo dev’essere quello di diventare un ariete pur essendo un bassotto.
Tomas Rosicky, da cercarsi in fondo ad un cassetto e che probabilmente ha bisogno di una spolverata.

Che vogliamo fare, Arsène?
Suggerirei di fare di necessità virtù – come sempre, del resto.
Sono anni che dobbiamo arrangiarci e rattoppare qua e là, con la piccola differenza che prima la cosa era imputabile alle finanze ristrette, ma ora?
Avanti quindi con i giocatori fuori forma, sperando che improvvisamente si accenda la luce e ritrovino l’uso di testa e piedi.
Lo Swansea è squadra ben organizzata, brava con il pallone tra i piedi e velocissima dal centrocampo in su, però oggi sembra vversario più pericoloso di quanto realmente sia.
Con una sola vittoria nelle ultime sei partite, i gallesi sono tutt’altro che in forma smagliante – quindi le possibilità di recuperare dal brutto pareggio in Champions League ci sono.
Ovviamente non sarà facile e probabilmente non assisteremo ad una bella partita, però l’Arsenal domenica può cancellare gli orrori di martedì sera e riprendere il proprio cammino incerto.

Sarebbe bello rivedere una squadra solidale e attenta come ai bei tempi (basterebbe già queli della stagione scorsa), non un’accozzaglia di giocatori che vagano senza metà per il campo.

Come detto, Mikel Arteta non sarà della partita causa infortunio ma a parte lo spagnolo, nessuna grossa novità è arrivata dall’infermeria: Mesut Özil, David Ospina e Mathieu Débuchy stanno recuperando secondo i tempi previsti, Laurent Koscielny potrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo dopo la sosta per le Nazionali e Olivier Giroud sarà disponibile a breve, visto che riprende gli allenamenti la settimana prossima.

Possibile che ci sia qualche cambio in formazione, soprattutto viste le prove opache di Santi Cazorla e Aaron Ramsey, con Theo Walcott che scalpita per giocare dal primo minuto e Jack Wilshere che rientra dopo lo stop dovuto all’influenza.
Intoccabili Alexis Sanchez e Alex Oxlade-Chamberlain, molto probabile che anche Danny Welbeck conservi la sua maglia da titolare in attacco.
La difesa si disegna da sé, purtroppo.

Ecco gli undici che Arsène Wenger dovrebbe mandare in campo domenica pomeriggio, ore 17 in Italia:


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