giovedì 4 dicembre 2014

Arsenal v Southampton 1-0: le cose belle succedono a chi sa aspettare...


Che ironia: i due peggiori in campo hanno risolto la partita.
Aaron Ramsey e Alexis Sanchez, fino a quel punto del tutto inutili alla causa – se non dannosi – hanno deciso la partita quando ormai sembrava che dovessimo vivere l’ennesima serata d’isteria collettiva tra i tifosi.

La prospettiva di un pareggio interno contro il terzi in classifica, sommata ad un gioco confusionario e tante occasioni sprecate, avrebbe sicuramente generato l’ennesima ondata di frustrazione e sarebbe stato accompagnato dalle solite lamentele verso il managere, questo o quel giocatore.
Fortuna che proprio sul filo di lana è arrivato il gol decisivo.

Non è stata la miglior partita dell’anno, questo è ovvio, però non è stata nemmeno tanto terribile quanto un pareggio avrebbe potuto farla apparire: abbiamo avuto una buona manciata di occasioni per andare in vantaggio, seppur mai con azioni veramente limpide e ben costruite, mentre dall’altra parte il temibile Southampton ha avuto una sola, enorme, possibilità per mettere la partita in salita per i Gunners.
Fortuna che Pellé abbia sparato in curva da posizione più che favorevole, altrimenti rimontare sarebbe stato davvero complicato.
Scampato il primo pericolo, la nostra retroguardia non ha avuto molto di cui preoccuparsi – il che la dice lunga sull’ottimo approccio e la grande concentrazione dei nostri in fase difensiva.

Come da previsione, il Southampton ha confermato di avere una difesa solida ed un’organizzazione vicina alla perfezione: i due terzini sono sempre al posto giusto nel momento giusto – che sia in difesa o in attacco – mentre i tre centrocampisti soffocano sul nascere qualsiasi ripartenza dell’avversario.
Ieri sera è toccato ad Alexis Sanchez, Santi Cazorla e Aaron Ramsey subire le attenzioni di Wanyama e Davies, spesso oltre i limiti del regolamento, senza che l’abritro avesse la buona idea di chiarire che il fallo sistematico non sarebbe stato tollerato.
Non sarà l’unico errore del signor Marriner, purtroppo.

C’è voluta tanta pazienza per aver finalmente la meglio dell’avversario di serata,  ci sono voluti soprattutto il fisico e la volontà di Olivier Giroud – subentrato ad Alex Oxlade-Chamberlain dopo un’ora di gioco: il francese si è piazzato tra i due centrali difensivi avversari ed ha catalizzato ogni pallone, sfiorando il gol in due occasioni e soprattutto offrendo un assist pazzesco a Danny Welbeck, il quale purtroppo ha trovato Forster sulla sua strada.
Ecco una cosa di cui rallegrarsi non poco, le opzioni di cui dispone Arsène Wenger: con la partita bloccata e i titolari che facevano fatica a trovare il varco giusto per abbattere la caparbia resistenza dell’avversario, il manager ha potuto mandare in campo due giocatori come Olivier Giroud e Lukas Podolski – la cui energia e determinazione hanno finito col fare la differenza in campo.
Quanto sono lontani i tempi in cui le alternative si chiamavano Marouane Chamakh e Chu-Young Park?

I tre punti portati a casa ieri sera servivano come il pane per ristabilire un po’ di fiducia e ridare coraggio alla squadra: terza vittoria di fila, terza partita consecutiva senza incassare gol e di nuovo quella sensazione di calma, solidità e determinazione che ha caratterizzato la stagione scorsa.

Avanti così Gunners, sabato dobbiamo provare a conquistare Mordor...oops, il Britannia Stadium.

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