lunedì 8 dicembre 2014

Stoke City v Arsenal 3-2: il Britannia Stadium non è posto per noi, Gunners



Sono stato punito per l’aver mirato troppo in alto, mi prendo la responsabilità della sconfitta di sabato contro lo Stoke City.
Ho osato sperare di vedere, anche per una volta sola, l’approccio disumano dello Stoke City venire spazzato via da un calcio educato e positivo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Primo gol incassato dopo diciannove SECONDI, tra l’altro di una comicità tragica, ed ecco che il pomeriggio ha preso quella piega che non vorremmo mai vedere: difesa spaesata, centrocampo incapace di fare filtro e attaccanti che sprecano l’impossibile – con il risultato di venire travolti.
Colpa di tutti e colpa di nessuno, come in ciascuna delle prestazioni orribili vista negli ultimi tre anni.
Qualcuno punta il dito unicamente verso Arsène Wenger, però lasciare i giocatori fuori da questo gioco al massacro mi sembra quantomeno generoso.
Che ci siano stati errori da parte di Arsène Wenger nella preparazione della partita è palese, però vedere giocatori d’esperienza come Per Mertesacker o Mathieu Flamini farsi trovare impreparati davanti all’inizio intenso dello Stoke City è quantomeno sospetto: davvero non si aspettavano di trovarsi di fronte una squadra aggressiva e fisica?

Personalmente, non credo che l’approccio mentale fosse sbagliato: il primo gol è figlio di un liscio di Calum Chambers,  non di un errore di posizionamento o un contrasto mancato; la stessa cosa sarebbe potuta succedere in qualsiasi momento e avrebbe portato alle stesse conseguenze.
Il secondo gol invece mi ha preoccupato di più, per la semplice ragione che nessuno dei tre giocatori implicati – ovvero Mathieu Flamini, Per Mertesacker e Aaron Ramsey – abbia voluto prendersi la responsabilità di opporsi al pericolo appena avvistato.
Il gallese ha seguito Bojan per un secondo, poi si è disinteressato all’azione; Per Mertesacker è rimasto a metà strada, indeciso se contare sul recupero tardivo di Kieran Gibbs su Walters o andare a chiudere, lasciando di fatto lo spazio a Bojan per infilarsi in area; Mathieu Flamini invece ha commesso l’errore decisivo, a mio modesto parere: ha seguito visivamente il movimento di Bojan ed è stato il primo a rendersi conto del potenziale pericolo, lo ha tenuto d’occhio per un po’ di tempo e poi si è sbracciato affinché Per Mertesacker si facesse carico di controllare lo spagnolo – anziché seguire l’avversario in prima persona e arginarne l’inserimento.
Prendersi una responsabilità dovrebbe essere il primo compito di un giocatore come Mathieu Flamini, che ama tanto riprendere i compagni e richiamarli a fare questo o quello.
Con che credibilità, adesso?

Arrivato il terzo gol, anch’esso piuttosto rocambolesco e aiutato enormemente dalla scarsa intesa di una linea difensiva inedita, la partita era già da archiviare.

Difficile salvare qualcosa o qualcuno dalla batosta del Britannia Stadium, però alla fine qualche segnale non troppo negativo l’ho trovato: non sarà servito a nulla e non compensa la prestazione orribile del primo tempo, però la squadra ha almeno reagito alle avversità e provato a raddrizzare la partita.
Ripeto, non basta assolutamente per perdonare la colpevole assenza del primo tempo ma per lo meno mostra che questi giocatori (e questo manager) un minimo di carattere ce l’hanno.
Chissà che senza la ridicola espulsione di Calum Chambers non potesse succedere l’imponderabile...
E qui veniamo ad un tasto delicato, ovvero la prestazione dell’arbitro: dire che abbia preso una serie di decisioni tanto imbarazzanti quanto la nostra difesa è tutt’altro che insensato, anche senza voler essere un alibi per la squadra.
Calum Chambers è stato espulso per aver commesso due falli, Crouch e Adam invece sono rimasti regolarmente in campo nonostante un gioco fatto di gomitate e tentati strangolamenti.
Se ad una squadra come lo Stoke City viene concesso d’utilizzare maniere ancora più forti di quelle già abitualmente in uso al Britannia Stadium, il risultato non può che essere un incontro di WWE più che una partita di calcio.
O si permettono le maniere forti a tutti, oppure a nessuno.
Non mancano neppure le decisioni sbagliate che sono andate a nostro favore – come l’annullamento del quarto gol dello Stoke City o il rigore concesso a Mathieu Flamini – quindi sarebbe magari tempo per la Football Association di buttare un occhio alla qualità dei propri arbitri.

Altro punto un minimo positivo è stato il ritorno al gol di Aaron Ramsey e Santi Cazorla: sappiamo tutti quanto entrambi fossero alla ricerca di una rete, speriamo che entrambi si siano sbloccati nonostante la giornata pessima.

L’analisi finisce qui, così come la voglia di pensare di nuovo alla partita di sabato.
Giriamo la pagina, domani ci aspetta una trasferta a casa del Galatasaray senza alcuna ansia e poi sabato si gioca contro il Newcastle di Pardew – squadra tra le più in forma del momento e complice indispensabile nel regalarci la certezza che gli Invincibles sono solo nostri.

Con tutti i problemi e tutti gli imbarazzi che questa squadra sta mostrando, il terzo posto disterà al massimo sei punti  dopo la sfida di stasera tra Southampton e Manchester United (quattro in caso di pareggio, cinque se vincono i Red Devils e sei se invece vincono gli uomini di Koeman).

La fine del mondo non è ancora così vicina.

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