lunedì 1 dicembre 2014

West Brom v Arsenal 0-1: Vittoria e contestazione per i Gunners, tutto normale


Per raccontare la vittoria a casa del West Brom preferisco partire dalla fine.
Parto dalla traversa colpita da Berahino sul finale di partita per sottolineare come quella sia stata l’unica occasione avuta dai padroni di casa in tutti e novantacinque i minuti giocati.
Certo, sarebbe potuta finire in porta, però da lì a dire che la vittoria è stata sofferta ce ne passa.

Gli uomini di Irvine non hanno mai chiamato Emiliano Martinez a sporcarsi i guanti, mentre dall’altra parte avremmo meritato di chiudere in vantaggio il primo tempo e raddoppiare nella ripresa – ed invece siamo andati via da Hawthorns con una vittoria striminzita.

Per quanto non sia stata una prestazione scintillante, siamo lontani dal vecchio Boring Arsenal evocato dalla stampa e da qualche tifoso.
L’unico dato preoccupante è la scarsa lucidità mostrata negli ultimi dieci minuti, però dopo due partite intense come quelle contro Manchester United e Borussia Dortmund, un calo psicofisico può starci.
Vediamo piuttosto come si comporterà la squadra mercoledì sera, quando il Southampton di Koeman arriverà all’Emirates Stadium: pur reduci dalla pesante sconfitta interna contro il Manchester City e privi di Schneiderlin, i Saints saranno un avversario che metterà alla prova la fragile solidità difensiva dei nostri.

Secondo punto, la contestazione andata in scena subito dopo il fischio finale.
Non metto in dubbio la legittimità della protesta, perché ognuno ha il diritto inalienabile di contestare ciò che non apprezza, però resto dell’idea che sia un gesto evitabile.
Con i giocatori che si sono avvicinati agli spalti per condividere la soddisfazione per la vittoria, accoglierli con uno striscione di protesta anziché con gli applausi mi pare inappropriato. Quelli che stavano tenendo lo striscione hanno perso una buona occasione per applaudire i giocatori – che possono anche sbagliare ma non hanno mai fatto mancare l’impegno in campo.
Poco importa se lo striscione era dedicato ad Arsène Wenger e non ai giocatori, una protesta nell’immediato dopo partita di una vittoria è un cattivo segnale, a mio modesto parere.

Fine della storia.

Tornando alla partita, come detto non è stata propriamente memorabile ma ciò che conta è aver portato a casa i tre punti: in un periodo nel quale ogni mezza occasione per gli avversari si trasforma in un gol, aver mantenuto la porta inviolata è cosa molto incoraggiante.
Positivo il rientro di Laurent Koscielny – soprattutto buttando un occhio a quel che ci riserva il calendario da qui all’anno nuovo – così come la prima presenza da titolare di Olivier Giroud in Premier League; grandissima la prestazione di Santi Cazorla, tornato quel fantasista a tutto campo che fa impazzire le difese avversarie. Allo spagnolo manca solo un meritatissimo gol, però nell’attesa ci delizia con assist da applausi.
Incompleto invece l’esperimento che ha proposto Arsène Wenger, che ha schierato Danny Welbeck e Olivier Giroud in contemporanea: i due non hanno dialogato moltissimo, però l’inglese ha offerto velocità e fisicità partendo dalla fascia sinistra e creato non pochi problemi con i frequenti cambi di posizione con Alexis Sanchez.
Meno positive invece le notizie che riguardano Nacho Monreal (infortunio al ginocchio) e Kieran Gibbs (infortunio alla caviglia), visto che entrambi potrebbero non essere disponibili per la partita contro il Southampton.
Sapendo che il prossimo avversario fa delle fasce la propria arma migliore, avere tre dei quattro terzini indisponibili non è proprio il meglio che possa capitarci.

È ancora e sempre emergenza in casa Arsenal, le tradizioni sembrano essere dure a morire.

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