venerdì 9 gennaio 2015

L'Arsenal e gli acquisti sbagliati? Una tradizione che viene da lontano...

Nuovo appuntamento con il peggio del peggio dei giocatori cui è stato inspiegabilmente concesso di vestire la nostra gloriosa maglia; oltre a nuovi lungimiranti acquisti di George Graham e Arsène Wenger, oggi facciamo un salto nei favolosi anni '60 - a conferma che tanto favolosi poi non sono stati, almeno per noi...

Gus Caesar: una sicurezza.....quando non giocava!
Entrato nel settore giovanile dell'Arsenal all'età di sedici anni, Gus Caesar debuttò in prima squadra nel 1984 sostituendo lo squalificato Viv Anderson. Terzino destro, schierabile anche al centro della difesa, a dispetto del nome, Caesar non è mai stato un leader, venendo ricordato con piacere più dai tifosi del Luton Town che dai supporters dell'Arsenal; infatti, nella finale di Football League Cup del 1988, il nostro Gus si distinse per una serie di errori che permisero al Luton Town di battere l'Arsenal per 3-2, conquistando così il primo ed unico trofeo della propria storia. Rimase all'Arsenal fino al 1991, periodo nel quale subì tre gravi infortuni che, per la gioia dei tifosi, lo tennero spesso lontano dai campi di gioco. Dopo 44 apparizioni con la maglia dei Gunners, Gus Caesar passò al QPR, iniziando così un lungo peregrinare in piccole squadre fino al trasferimento ad Hong Kong, dove chiuse la carriera nel 2002. Provate a chiedere a qualsiasi tifoso di allora di stilare l'undici peggiore di quegli anni: Gus Caesar sarà sempre una presenza fissa!

Ian Ure: il brivido scozzese!
John Francombe Ure, più semplicemente noto come Ian, arrivò all'Arsenal dal Dundee nel 1963, peraltro in cambio di una cifra allora importante. Difensore centrale, Ian ci mise ben poco per entrare nella memoria dei tifosi dell'Arsenal, garantendo una serie infinita di orrori da far perdere il sonno! Legnoso, dotato di una tecnica accomunabile ad un comodino senza cassetti, Ian si distinse in alcune tra le sconfitte più umilianti dell'epoca, come nella finale di coppa di lega del 1969 contro lo Swindon, dove il nostro eroe fece tutto quello che un difensore non dovrebbe mai fare, incluso un retropassaggio criminale verso il proprio portiere che spalancò le porte della vittoria ai nostri avversari, infatti, la gara terminò con un umiliante 3-1! Dopo quella finale, lo scozzese venne invitato a lasciare Highbury, ma, la cosa più sorprendente fu il fatto che ad acquistarlo fu Manchester United! Dopo essersi distinto quale autentica sciagura anche dalle parti di Old Trafford, lo scozzese tornò nella sua terra, chiudendo con il St. Mirren dopo pochissime apparizioni. Con la maglia dell'Arsenal rimase per sei anni collezionando 168 presenze: pare che molti tifosi si ubriacassero prima delle partite, questo per reggere i brividi che Mr. Ian avrebbe garantito loro!

Chris Kiwomya: cosa ci sei venuto a fare ad Highbury?
Christopher Mark Kiwomya è stato uno degli ultimi acquisti della gestione Graham, passando alla storia (che parolone.....) per essere stato un flop. Arrivato dall'Ipswich nel 1995 dopo aver ben impressionato, Kiwomya fece molta fatica ad adattarsi alla sua nuova squadra, evidenziando una scarsa intelligenza tattica, unita ad una mira invero assai infelice che, per un attaccante non è proprio il massimo. Con un misero bottino di tre reti in 17 presenze, l'attaccante venne messo ai margini durante la gestione Rioch, venendo ceduto in prestito, prima ai francesi del Le Havre, dove in sette presenze non riuscì a segnare lo straccio di una rete, poi passando per il campionato malese con la maglia del Selangor. Scaduto il contratto con i Gunners, Chris si trasferì a parametro zero al QPR, dove lasciò un discreto ricordo, prima di chiudere la carriera nel 2002, dopo aver indossato la maglia dei danesi dell'Aalborg per appena quattro comparsate.....senza reti naturalmente.

Philippe Senderos: infortuni fisici ed infortuni tecnici sono la sua normalità
Per comprendere il fenomeno Senderos e la sua vita sportiva, occorre dare uno sguardo a quella che è la sua giornata tipica:
ore 8.00: Senderos si sveglia e cade dal letto procurandosi ogni mattina una frattura diversa al piede.
ore 9.00: Senderos inizia l'allenamento correndo intorno al campo; Giroud gli fa lo sgambetto: tibia rotta;
ore 11.00: dopo la fine dell'allenamento mattutino, Senderos corre a mangiare ma nella corsa cade e si rompe il perone;
ore 13.00: Senderos va a dormire e sogna di rompersi la spina dorsale;
ore 14.00: Senderos si sveglia con un forte mal di schiena; dopo la diagnosi si scopre che si è rotta la spina dorsale;
ore 15.00: Senderos inizia l'allenamento facendo stretching, durante l'esecuzione del quale gli viene un crampo al muscolo della gamba destra.
Quando arriva all'Arsenal dal Servette è il 2003 e, le sue prime apparizioni con la nuova maglia non sono affatto male, facendo pensare ragionevolmente di aver pescato un prospetto davvero ottimo; tuttavia, con il passare del tempo, il difensore svizzero colleziona una serie di infortuni che, inevitabilmente ne minano la carriera. Il suo rendimento comincia a scemare, diventando presto propenso a commettere errori spesso fatali, specie per i suoi movimenti sempre meno dinamici. Non sono mancate le buone prestazioni, come quella contro il Liverpool condita dalla rete della vittoria, ma, nei sei anni trascorsi all'Arsenal si ricordano più ombre che luci. Mandato in prestito al Milan, lo svizzero riuscì a fare pure peggio, convincendo Wenger a disfarsene mandandolo nuovamente in prestito all'Everton, prima del passaggio a titolo definitivo al Fulham. 
Se lo incrociate per strada, provate a gridargli "DROGBA!"...
Pensare che abbia indossato la numero 6 che fu di Tony Adams mi fa soffrire ancora oggi.....

Peter Marinello: poteva diventare un grande, ma l'amore per la bottiglia.....
Acquistato dall'Hibernian nel 1970 per 100mila sterline, allora una somma importante, Peter Marinello arrivò appena diciannovenne acclamato dalla critica come "il George Best scozzese". Nemmeno a farlo apposta, il buon Peter si presentò segnando all'Old Trafford con un assolo da campione, perdendosi però nelle mille tentazioni londinesi. Nelle tre stagioni con la maglia dell'Arsenal, l'ala scozzese segnerà altre due reti e, quando il "vero" Best andrà a svernare al Fulham insieme ad altri due grandi appassionati della bottigli, Bobby Moore e Rodney Marsh, Marinello si sarà già eclissato in una carriera assai modesta, spesa tra Portsmouth, Motherwell, Fulham e Heart of Midlothian. Per i tifosi dell'Arsenal resterà per sempre un enigma.

Pietro La Barbera

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