martedì 13 gennaio 2015

Peter Storey, epopea di un mediano fuori dal comune


Si parla spesso di mediani negli ultimi tempi, un ruolo che in passato, quando il calcio inglese non era uno sport per signorine, vide in Peter Storey uno dei più efficaci interpreti della storia del club. Ma Peter Storey non è stato solo un eroe di campo, e la sua vita al di fuori del rettangolo di gioco è stata contraddistinta da episodi criminali che lo hanno portato addirittura dietro le sbarre!

501 caps con la maglia dell'Arsenal, 19 con la maglia della nazionale inglese, una storia che inizia nel 1960, quando il nostro eroe entra a far parte del club dopo essere cresciuto nell'Aldershot. Il contratto venne firmato nella casa dei genitori davanti ad una tazza di tè (che tempi...), ma la prima gara con la sua nuova maglia arriverà il 30 ottobre del 1965, quando Billy Wright lo mandò in campo nella trasferta di Leicester. Quel giorno giocò da terzino, e l'ala avversaria Jackie Sinclair uscì dal campo con le gambe piene di lividi! Amante del tackle, fisico roccioso, un caratteraccio non da poco, e così, grazie ad un'intuizione di Don Howe, Peter Storey si ritrovò a spezzare le azioni avversarie nella posizione di mediano, ruolo che ricoprì a modo proprio: come fosse un cingolato davanti alla propria difesa! "Gente come me oggi non resterebbe in campo per più di cinque minuti", rammenta il nostro eroe nella sua biografia, e aggiunge: "Non ho mai spezzato una gamba a nessuno, anche se almeno a George Best avrei tanto desiderato farlo. Era un fenomeno assolutamente imprendibile. Mi faceva uscire di senno."

Il 1971 è l'anno d'oro per il mastino, con la conquista di campionato ed F.A. Cup in poche settimane, e con tanto di prima convocazione in nazionale contro la Grecia. La finale di Coppa d'Inghilterra non la giocherà, ma la sua doppietta in semifinale contro lo Stoke risulterà decisiva, con l'Arsenal sotto di due reti che potè contare sul match di replay poi vinto. Di quella stagione merita di essere citata la leggendaria immagine di Peter Storey in campo contro il Leeds nonostante la guancia aperta da una pedata di Bremner!
La partenza di Don Howe assume un ruolo negativo per molti eroi di quella squadra, ancor più per un personaggio del calibro di Peter Storey, e l'ingaggio di Alan Ball dal WBA spaccò lo spogliatoio a causa del suo elevato ingaggio; il buon Peter cercò di arrotondare acquistando un pub, il Jolly Farmers, evento che cambierà la vita del mastino di Highbury già non proprio tranquilla.
Peter Storey, come molti all'epoca, comincia ad affogare la propria vita nella birra, tornando in campo sempre più raramente, come nel 1975, quando Terry Neill tenta invano di dargli una chanche. Il business nel frattempo si espande al settore dei trasporti con l'acquisto di ben 25 taxi, e nel gennaio del 1977 gioca la sua ultima gara con l'Arsenal in un match di F.A. Cup contro il Coventry. L'anno successivo tenterà la fortuna nel Fulham dove ritroverà George Best, ma dopo 17 partite il Jolly Farmers e le cattive compagnie prenderanno il sopravvento. Prima si ritrova a finanziare una banda di falsari di monetine di vecchio conio molto ricercate dai collezionisti, venendo arrestato dopo essere stato incastrato da un infiltrato della polizia; poco dopo verrà arrestato per sfruttamento della prostituzione! Ma non finisce qui, infatti due dei suoi taxi risultano rubati, finendo ancora dietro le sbarre. Negli anni 90' verrà condannato per importazione illegale di materiale pornografico!
Dopo una vita così folle e.....tanti matrimoni, Peter Storey vive oggi in Francia, e se gli chiedete un parere sull'Arsenal odierno, ecco la sua risposta: "Wenger ha fatto la storia del club, ma per tornare a vincere servirebbero un paio di giocatori come il sottoscritto: con le palle!".

La conclusione: "Più che un criminale sono stato uno stupido. Non ho mai fatto del male a nessuno, se non a me stesso."

Pietro La Barbera

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