sabato 3 gennaio 2015

Preview, Arsenal v Hull City: la FA Cup ricomincia…dalla fine



Wembley, 17 Maggio 2014.
Emirates Stadium, 4 Gennaio 2015.

Sono passati 227 giorni da quel pomeriggio indimenticabile, per più ragioni: il primo è ovviamente la vittoria dell’undicesima FA Cup della storia del Club; il secondo è il ritorno ad un trionfo dopo nove lunghissimi anni di digiuno; il terzo, che merita di essere a pieno titolo parte di questa lista, è il fatto che dopo otto minuti eravamo sotto di due gol e abbiamo seriamente rischiato d’incassare anche il terzo.

Domani come quel giorno, il nostro avversario si chiama Hull City (Tigers rifiuto di aggiungerlo).

La squadra che ha vinto quel pomeriggio a Wembley, tuttavia, non sembra nemmeno lontana parente di quella che seguiamo oggi; sulla carta, quella di quest’anno dovrebbe essere una squadra esponenzialmente più forte di quella che ha trionfato a Wembley, eppure eccoci reduci dall’ennesima sconfitta evitabile e con la testa piena di dubbi.
L’Arsenal della stagione scorsa era una squadra compatta, solida in difesa e coperta a centrocampo; magari un po’ troppo prevedibile in attacco e priva di veri e propri esterni d’attacco, però nel complesso molto equilibrata.
Quella di quest’anno, soprattutto alla luce dell’arrivo di Alexis Sanchez e Danny Welbeck, oltre al rientro di Theo Walcott, sarebbe dovuta essere una squadra a trazione decisamente anteriore e avrebbe dovuto fare faville in contropiede, dove il piede esperto di Mesut Özil avrebbe avuto, nei giocatori appena citati, i ricevitori ideali di ogni passaggio in verticale.

Non è stato così finora, perché rispetto alla stagione scorsa una cosa proprio non è cambiata: l’infermeria è ancora al completo.

Ancora fuori Mesut Özil, Aaron Ramsey, Jack Wilshere, Mikel Arteta e Abou Diaby, gli ultimi ad aggiungersi all’elenco sono stati Mathieu Flamini, Yaya Sanogo e Danny Welbeck – ai quali faranno compagnia in tribuna lo squalificato Olivier Giroud e il desaparecido Serge Gnabry.
Senza contare ovviamente Lukas Podolski, appena sbarcato a Milano per giocare il resto della stagione nell’Inter di Mancini.
In queste condizioni, affrontare il sempre imprevedibile Hull City diventa più difficile di quanto dovrebbe essere ragionevolmente essere.

Impossibile applicare il benché minimo turnover, ovviamente.

Ad eccezione di David Ospina, Joel Campbell e Theo Walcott, il resto della formazione titolare non dovrebbe differire molto da quella che ha incassato una pesante sconfitta a casa del Southampton.
In difesa potremmo vedere qualche cambiamento nel caso in cui Nacho Monreal dovesse ritrovare una maglia da titolare – al posto di Kieran Gibbs oppure di Laurent Koscielny – e Hector Bellerin venisse schierato titolare al posto di Mathieu Débuchy, mentre a centrocampo non sarà possibile effettuare nessun cambiamento: Francis Coquelin farà ancora coppia con Calum Chambers, l’assenza di alternative obbligherà Arsène Wenger a questa scelta.
A completare la linea mediana dovrebbe essere Tomas Rosicky, con Santi Cazorla in panchina a riprendere fiato dopo la lunga serie di partite consecutive giocate nell’ultimo periodo.

Discorso leggermente diverso davanti, dove sia Joel Campbell che Theo Walcott – come visto – partiranno titolari; Alex Oxlade- Chamberlain beneficierà di un turno di riposo, anche per curare il problema al polpaccio, mentre Alexis Sanchez potrebbe giocare ancora dal primo minuto – magari solo per un’ora – prima di lasciare spazio a Chuba Akpom.

Visto il sorteggio complicato, impossibile aspettarsi di vedere in campo molti ragazzi – per lo meno non dal primo minuto: Glen Kamara, Geodion Zelalem (appena divenuto cittadino statunitense), Ainsley Maitland-Niles e Dan Crowley si sono tutti allenati con la prima squadra, assieme a Chuba Akpom almeno altri tre di loro faranno parte dei diciotto ufficialmente convocati per la sfida di domani pomeriggio.

Per quanto riguarda l’avversario di domani, basta ricordare quanto successo in occasione della sfida di Premier League dell’Ottobre scorso – quando un gol di Danny Welbeck al novantesimo ci ha evitato una brutta sconfitta casalinga.
In quell’occasione, come in tante altre successivamente, due errori difensivi hanno reso la partita estremamente complicata per noi – quindi sarebbe bello, per una volta, ritrovare la solidità e la compattezza della scorsa stagione.
Più di qualsiasi altra cosa, vorrei vedere una squadra con un vero equilibrio in campo, una vera armonia tra fase difensiva e fase offensiva, non una compagine sconnessa e incapace di mantenere le giuste distanze tra i reparti.
L’ultima volta che la squadra di Bruce è arrivata all’Emirates, gli spazi tra difesa e centrocampo hanno reso ogni pallone perso una potenziale occasione da gol per gli ospiti; se lo spartito sarà ancora quello, le possibilità di difendere il trofeo rischiano di avvicinarsi pericolosamente allo zero.

Questi gli undici titolari che Arsène Wenger potrebbe mandare in campo contro la squadra di Bruce domani pomeriggio  (ore 18:30 in Italia)


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