mercoledì 21 gennaio 2015

Un nuovo Arsenal all'orizzonte?


Cinque vittorie nelle ultime sei gare, con lo scivolone contro il Southampton a rovinare una media altrimenti perfetta. Dallo scialbo pareggio contro il Liverpool sono cambiate molte cose, dalle nuove varianti tattiche al recupero di molti elementi, che nei mesi precedenti erano stati indisponibili a causa della tempesta di infortuni che si era letteralmente abbattuta senza pietà contro di noi, e che continua tuttora a mietere vittime. Ma c'è un aspetto ancor più dolce in questa scia positiva: la vittoria sul Manchester City, gara che potrebbe essere definita lo spartiacque della stagione, sia per come è stata portata a termine, sia per il livello dell'avversario.

Una vittoria, molte indicazioni
Sta mutando l'Arsenal, e questo mi sorprende molto, soprattutto si ha l'impressione di una squadra che non cerca più di fare gioco a tutti i costi, cercando invece di rompere la manovra avversaria rendendone sterile il possesso palla, sfruttando anche il contropiede; un po' come se all'improvviso i nostri ragazzi siano di colpo maturati diventando cinici e spietati. Basta dare un'occhiata ai numeri, al possesso palla dei Citizens, reso assai sterile dalla voglia dei nostri di battersi come leoni per recuperare un pallone perso. 

Che cosa è successo? 

Forse ci siamo resi conto che a volte essere umili rende di più, con un approccio che finalmente è quello giusto, quello di chi è consapevole di dover dare delle risposte positive senza badare all'estetica. 
Naturalmente c'è la migliore condizione fisica di alcuni elementi che nei mesi scorsi non avevano offerto delle prestazioni convincenti, e basterebbe vedere il Cazorla sontuoso ammirato domenica, che non solo offre lampi di classe, ma insegue gli avversari come fosse un medianaccio. Questo è lo spirito giusto! E Rosicky? Ve lo ricordate il Mozart di qualche settimana addietro? Ma il discorso lo si potrebbe estendere all'intera squadra, dando prova che i detrattori di Wenger hanno sparato sulla Croce Rossa, peccando di presunzione mentre l'alsaziano non sapeva più chi mandare in campo! 

Questa vittoria porta la firma di Santi Cazorla e Giroud, ma in calce c'è la firma di Wenger, testardo e qualche volta autolesionista, ma ancora ben capace di tirare fuori il meglio dal proprio gruppo. Prendiamo Coquelin, uno che qualsiasi altro allenatore avrebbe già ceduto a titolo definitivo da un pezzo. 
Non Wenger.
Testardo nel credere ancora nel ragazzo fino a gettarlo nella mischia ricavandone una prestazione da applausi. Non mi sorprenderebbe che Wenger decida di puntare fino in fondo sul francese, aspettando di capire quale contributo sia in grado di offrire Bielik,e in fondo è giusto così. Adesso tutto potrebbe cambiare, e persino l'infortunio di Débuchy non appare più una montagna da scalare: avete visto Héctor Bellerín? E soprattutto: ricordate quando lo spagnolo era divenuto "il punto debole" di una notte di Champions League? Adesso la musica è cambiata, e se anche uno il cui soprannome è Mozart comincia a girare, credo che il futuro post-Manchester City sia davvero la luce, e non "quella luce in fondo al tunnel".

Pietro La Barbera

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