lunedì 16 febbraio 2015

Arsenal v Middlesbrough 2-0: Gunners troppo forti per il povero Boro


Il risultato potrà anche dire che sono soltanto due i gol che ieri hanno separato l’Arsenal e il Middlesbrough, la realtà però è che c’è stato un abisso tra le due squadre.
Certo, stiamo parlando di una compagine di Championship che sbarca all’Emirates Stadium, però quella stessa squadra aveva costretto il Liverpool ai rigori in Capital One Cup e soprattutto sconfitto il Manchester City ai loro rispettivi domicili – oltre ad essere imbattuta da dieci partite – quindi l’esito del confronto era tutt’altro che scontato.

L’autorità e l’efficacia con la quale gli uomini di Arsène Wenger hanno piegato qualsiasi resistenza del Middlesbrough sono state impressionanti, soprattutto durante un primo tempo dominato in tutto e per tutto dai nostri; oltre ai due gol di Olivier Giroud – entrambi di ottima fattura – il referto avrebbe potuto (dovuto?) registrare almeno altre due marcature al termine della prima frazione, non arrivate per imprecisione nell’ultimo passaggio o grandi riflessi del portiere avversario.
Difficile trovare anche solo un neo alla prestazione dell’insieme dei giocatori scesi in campo ieri pomeriggio, sia per quanto riguarda la fase offensiva, sia per quella difensiva; il debuttante Gabriel si è mostrato sicuro e calmo al centro della difesa, i due terzini hanno offerto prestazioni che valgono tranquillamente una maglia da titolare in Premier League o Champions League e a centrocampo Mathieu Flamini è stato ordinato e preciso, avventurandosi addirittura nei pressi dell’area di rigore avversaria.
La vera differenza – com’è giusto che sia – l’hanno fatta la qualità tecnica e l’intelligenza di Santi Cazorla e Mesut Özil, entrambi inarrestabili: il primo, da posizione più arretrata, ha spesso cercato il dialogo con il secondo, sempre abile nello smarcarsi e ricevere il pallone in posizioni pericolose.
Impossibile per i volenterosi centrocampisti avversari arginare le nostre avanzate corali, sia che optassimo per una sovrapposizione sull’esterno, sia decidessimo di passare per vie centrali.

Il primo gol, durante la cui costruzione TUTTI i nostri giocatori hanno toccato palla almeno una volta, è stato un esempio illuminante di come far valere la propria superiorità tecnica: il pallone è passato da destra a sinistra, poi verso il centro e di nuovo a sinistra, in quel corridoio che i movimenti intelligenti dei nostri attaccanti hanno creato; l’iserimento di Kieran Gibbs e il tap-in facile di Olivier Giroud hanno suggellato un’azione da manuale, durante la quale i poveri avversari non hanno capito granchè.
Il secondo, anch’esso da manuale seppure per altre ragioni, ha di fatto chiuso la contesa.
Due a zero dopo poco più di mezz’ora, qualificazione archiviata con brio.

Nel secondo tempo abbiamo avuto altre occasioni per rendere il risultato più ampio con Theo Walcott, Mesut Özil e soprattutto Alexis Sanchez – sul cui colpo di testa il portiere avversario ha fatto un miracolo – e poi abbiamo controllato il finale senza troppi patemi, concedendo all’avversario una sola occasione da gol, quando lo spagnolo Kike ha colpito di testa in area, indirizzando però il pallone sul palo.
Wojciech Szczesny ha fatto lo spettatore, sporcandosi i guanti in una sola occasione – senza tra l’altro dover impegnarsi più di tanto.

Stasera alle 20:30 ora italiana ci sarà il sorteggio dei Quarti di Finale, da giocarsi il secondo weekend di Marzo: con sole quattro compagini di Premier League ancora in gioco (ammesso che lo United vinca contro il Preston North End), è ovvio che l’ottimismo circa le possibilità di difesa del trofeo vinto lo scorso Maggio aumentino, tuttavia la strada è ancora lunga.

Prima di qualsiasi pronostico o qualsiasi ipotesi, comunque,  c’è il prossimo impegno – che si chiama Crystal Palace a Selhurst Park.
Pensiamo a quello e a null’altro.

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