lunedì 23 febbraio 2015

Crystal Palace v Arsenal 1-2: tre punti d’oro tra troppa sofferenza


Il palo al novantaquattresimo ha levato lustri di vita a tutti noi.
Dopo novanta minuti durante i quali abbiamo controllato – se così si può dire – la furia di un Crystal Palace indemoniato, per poco non roviniamo un pomeriggio altrimenti fantastico con cinque minuti di autentica follia: prima il gol di Murray, arrivato quando in campo avevamo SEI difensori, poi il quasi irreparabile sull’azione successiva – durante la quale lo spirito di Manuel Almunia si è impossessato di un altrimenti impeccabile David Ospina.

Già il pareggio sarebbe stato di per sè una beffa, poi lasciare per strada punti proprio quando Manchester United, Tottenham, Southampton e Chelsea incappano in battute d’arresto inaspettate sarebbe stato difficile da digerire.

Per fortuna il palo ha salvato la partita e tutto il weekend, proiettandoci direttamente al terzo posto; una posizione di classifica positiva ma pur sempre incerta, dal momento che ci sono appena quattro punti a separarci dal settimo posto.
Per dirlo in altre parole, ci sarà da soffrire – e parecchio.
A livello di prestazione, credo sia doveroso spendere una parola su Danny Welbeck e l’enorme mole di lavoro che svolge ad entrambe le estremità del campo: la sua perseveranza ci ha infatti regalato il rigore (in are? Fuori area?) che Santi Cazorla ha trasformato con freddezza, mentre un suo inserimento di rara intelligenza ha generato la respinta corta che ha permesso a Olivier Giroud d’insaccare il gol che risulterà essere decisivo.
Non passerà forse alla storia come un attaccante implacabile né come un mago dell’assist, però il contributo che Danny Welbeck porta in dote non deve assolutamente essere sottovalutato.
Il mix di velocità, forse e spirito di abnegazione fanno dell’ex giocatore del Manchester United l’uomo ideale per partite complicate come quella di sabato – molto di più di quanto possa esserlo Theo Walcott, il cui lavoro difensivo non è all’altezza se comparato a quello di Danny Welbeck.

Detto ciò, abbiamo sofferto davvero troppo.
Nacho Monreal e Calum Chambers hanno sofferto l’intraprendeza di Zaha e Puncheon – per non parlare di Bolasie – e a centrocampo non sempre il gioco stretto di Santi Cazorla e Mesut Özil è stato sufficiente per alleviare la pressione; sia lo spagnolo che il tedesco hanno fatto la propria parte, però nell’insieme la squadra è apparsa troppo frettolosa nel liberarsi del pallone.
Per quanto il campo fosse orribile – e lo era – avremmo dovuto essere molto più efficaci nel possesso palla e soprattutto molto più abili in contropiede, cosa che siamo riusciti a fare in una sola occasione; quando Mesut Özil ha recuperato palla sulla trequarti, saltato il diretto marcatore e imbeccato in maniera favolosa l’impreciso Alexis Sanchez – peccato però che il cileno non abbia chiuso definitivamente la partita in quel momento.

Un plauso va rivolto anche a Francis Coquelin, disciplinato e combattivo nonostante un intervento omicida che avebbe potuto valergli il rosso dopo meno di cinque minuti; bravo anche David Ospina, a parte l’uscita a vuoto nel finale, e bravi Laurent Koscielny e Per Mertesacker – che sono sicuro si aspettavano un pomeriggio ben più tranquillo.

Spazio adesso al Monaco, di scena all’Emirates Stadium mercoledì sera.
Come sempre, Pietro ha preparato un resoconto di ciò che dobbiamo aspettarci dalla squadra monegasca – che sarà seguito dall’anteprima.
Prima, però, arrivano le pagelle!
Stay tuned, Gooners.

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