martedì 24 febbraio 2015

Il Diario Europeo: il paradosso Monaco, più pericoloso perchè più debole?


Riparte la campagna d'Europa, e riparte con un doppio confronto che, a differenza della fase a gironi, dovrà essere affrontato con la massima concentrazione, vista l'importanza della posta in palio, unita alla delicatezza di una doppia sfida in cui ogni minima distrazione potrebbe risultare fatale. L'avversario si chiama AS Monaco, club facente parte della nobiltà del calcio transalpino, ex squadra di Wenger, ma anche del totem Henry.
Se il sorteggio è stato tutto sommato benevolo, l'Arsenal ha parecchie ragioni per non doversi sentire già ai quarti, come del resto ha commesso un grave errore quella pseudo-stampa volta a definire questa sfida come un ottavo di finale di "seconda fascia".
Dopo una prima parte di stagione non esattamente serena, l'Arsenal ha saputo ritrovarsi, risalendo in classifica grazie ad un rendimento positivo e costante, figlio del recupero dei tanti infortunati che hanno fin qui caratterizzato la stagione. Tuttavia l'avversario che andremo ad affrontare in Champions League, rappresenta il prototipo di squadra contro cui i londinesi hanno fatto più fatica; il Monaco è una squadra solida e compatta, capace di chiudersi con molti uomini rendendo sterile il possesso palla avversario. I numeri della fase a gironi hanno visto i francesi chiudere con una sola rete al passivo, anche se palesando una fase realizzativa non esattamente indimenticabile; certo è, che la squadra di Leonardo Jardim ha saputo quasi sempre capitalizzare quanto creato, facendo leva sulla propria solidità difensiva: un vero e proprio muro contro il quale, Bayer Leverkusen, Zenit e Benfica sono andate a sbattere non senza qualche imbarazzo.

AS Monaco: da possibile potenza ad una "quasi" normalità
L'estate scorsa fece scalpore l'improvviso disimpegno del magnate russo Dmitrij Rybolovlev, arrivato dopo una campagna acquisti faraonica, peraltro da neopromossa. I maligni sostengono che uno dei problemi alla base dell'improvviso passo indietro sia da ricercare nel divorzio dalla ex moglie Elena Rybolovleva, con quest'ultima che dovrebbe intascare qualcosa come tre miliardi di euro! Sempre secondo voci maliziose, il russo avrebbe acquistato il Monaco nel tentativo di evadere ai suoi doveri finanziari nei confronti della ex consorte, anche se, ognuna di queste ipotesi è da prendere con le pinze. Una cosa è certa: il Monaco non si è mosso con una progettualità di base, completando acquisti insensati seguiti da risultati inevitabilmente non in linea con le idee del ricchissimo patron. Nonostante la lotta per il titolo contro il PSG si sia protratta quasi fino alla fine, l'impressione che ai vari Falcao e James Rodríguez il palcoscenico dello Stade Louis II stesse stretto era quantomai evidente; ma i capricci di Rybolovlev lasciano intendere che siamo dinanzi all'ennesimo Paperone incapace di attendere che un progetto si sviluppi nel tempo. In estate sono "fuggiti" molti dei protagonisti principali della stagione precedente, alcuni con delle operazioni nemmeno tanto vantaggiose (basterebbe citare il prestito di Falcao...) seguite da innesti meno effervescenti.

Poche stelle "vere", ma tanta più sostanza
Attualmente la squadra naviga nella parte alta della classifica, ma fuori dai giochi per quanto riguarda il titolo e l'ambizione di una nuova qualificazione alla prossima Champions League. Discorso diverso in Europa, dove la squadra, lungi dall'esprimere un calcio di pregevole fattura, ha saputo trarre il meglio dal mix di esperienza e sostanza di alcuni dei propri uomini, con alcuni elementi che, liberatisi di alcune presenze ingombranti, hanno saputo tirare fuori il meglio del proprio repertorio. In difesa, l'assenza di Carvalho, unita alla partenza di Abidal, ha visto salire le quotazioni del giovane brasiliano Wallace, cresciuto con costanza al fianco dell'eccellente Abdennour, marocchino e leader della retroguardia. Sulle corsie esterne è emerso tutto il valore degli ottimi Fabinho e Kurzawa, per un reparto difensivo che può contare sulla presenza di uno dei mediani più forti e sottovalutati del calcio europeo, quel Toulalan che, a Lione e Malaga, sfiorò per ben due volte l'impresa di accedere ad una finale di Champions League. Se Kondogbia va a corrente alternata, Moutinho è l'unica stella che ha saputo esprimersi su livelli elevati, e sarà un elemento da tenere sotto controllo viste le notevoli qualità tecniche e visione di gioco. L'attacco appare il reparto meno brillante, con Lacina Traoré che fin qui ha deluso, ed il vecchio Berbatov quale elemento di maggior spicco, ma che tutti noi conosciamo bene per i suoi trascorsi in Premier League; il bulgaro è uno di quei giocatori che sanno essere letali sotto porta nonostante diano l'impressione di giocare giusto per fare un piacere.....
Nel 4-3-3 di Jardim sarà fondamentale il contributo delle ali, ma fin qui, solo Ferreira Carrasco ha tenuto fede al proprio talento, mentre i suoi colleghi Dirar ed il trequartista Bernardo Silva hanno offerto delle prestazioni altalenanti.

Cosa aspettarci?
L'Arsenal dovrà essere arrembante sfruttando la sua migliore qualità complessiva; il Monaco è una squadra prevalentemente difensiva e, con un pizzico di coraggio, potremo tenere a bada il contropiede dei francesi. Difficile che il Monaco giochi una gara tambureggiante, specie avendo l'opportunità di giocare in casa la gara di ritorno, anche se, il Louis II non è esattamente il più caldo degli stadi.....

Probabile formazione
(4-3-3) Subasic; Fabinho, Wallace, Abdennour, Kurzawa; Toulalan (cap.), J. Moutinho, Kondogbia; Dirar, Berbatov, F. Carrasco  All. Leonardo Jardim

Pietro La Barbera

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