giovedì 5 marzo 2015

QPR v Arsenal 1-2: i Gunners non mollano, il terzo posto è ancora nostro


Che sarebbe stata una trasferta difficile lo si sapeva, quindi non posso dire di essere rimasto sorpreso dall’intensità che il QPR ha messo in campo per tutto il primo tempo.
Le sorprese sono state altre, la principale delle quali è stata la formazione iniziale scelta da Arsène Wenger: dentro Tomas Rosicky a centrocampo e panchina per Alex Oxlade-Chamberlain, Danny Welbeck e Theo Walcott; non del tutto inatteso invece il rientro di Per Mertesacker, anche se credevo che sarebbe stato Gabriel a tornare in panchina e non Laurent Koscielny.
Personalmente, pensavo che Alexis Sanchez avrebbe beneficiato di un turno di riposo in vista della partita di FA Cup, fortuna che non sono io il manager...

La sfida di Loftus Road ha avuto due facce completamente diverse: durante i primi quaranta minuti, i padroni di casa hanno avuto la meglio in ogni duello, hanno creato una manciata di occasioni da gol e non hanno mai permesso ai nostri di rendersi pericolosi dalle parti di Green; fino ai minuti finali della prima frazione, a mantenere il risultato in parità sono stati i riflessi di David Ospina e l’imprecisione di Austin e Phillips – mentre dall’altra parte Olivier Giroud ha faticato a creare problemi ai difensori avversari e nessuno dei nostri fantasisti ha trovato il modo di rendersi pericoloso sulla trequarti.
I nostri si sono svegliati solo a ridosso della pausa, quando Olivier Giroud ha concluso per la prima volta verso la porta dei padroni di casa e Santi Cazorla ha costretto Green ad un difficile intervento.

La musica è cambiata drasticamente non appena è iniziata la seconda frazione, tuttavia; gli uomini di Arsène Wenger hanno accelerato i ritmi a centrocampo e la resistenza degli Hoops ha iniziato a vacillare, fino al momento in cui l’ennesima incursione di Alexis Sanchez ha favorito l’inserimento di Kieran Gibbs e la successiva zampata di Olivier Giroud.
Da quel momento in poi, è stato dominio assoluto: prima Alexis Sanchez si è divorato l’occasione per il raddoppio, poi si è riscattato con un’azione delle sue e ha freddato Green sul primo palo; due a zero e partita chiusa, anche perchè l’Arsenal non ha rallentato ma ha invece creato altre occasioni da gol – nessuna delle quali purtroppo andata a segno; Tomas Rosicky si è fatto trovare pronto a centro area per raccogliere l’ottimo cross basso di Hector Bellerín, salvo vedere la propria conclusione a botta sicura rimpallata da Olivier Giroud – poi un controllo del pallone fenomenale ha permesso a Mesut Özil di liberarsi per la conclusione, sventata da Green con grande difficoltà e con l’aiuto del palo.

Siccome siamo l’Arsenal, però, ci siamo regalati un finale di partita da brividi permettendo ad Austin di concludere in maniera irresistibile e riaprire una partita che sembrava già bella che chiusa.
Con otto minuti più recupero da giocare, i palloni lunghi hanno cominciato a fioccare verso la nostra area ma i nostri difensori hanno respinto ogni attacco senza nemmeno soffirire troppo.
Avrei evitato volentieri quel quarto d’ora scarso di ansia, però rispetto alla trasferta a casa del Crystal Palace, quella di ieri è stata una passeggiata di salute.

Unica pecca della serata, l’infortunio occorso a Gabriel: il brasiliano ha dovuto cedere il posto a Laurent Koscielny a causa di un problema all’adduttore e dovrebbe restare fuori le canoniche tre settimane.

La corsa alla prossima Champions League sarà difficile e incerta fino all’ultimo, è quindi molto rassicurante vedere i nostri pronti alla battaglia; le vittorie – più o meno risicate – di Chelsea, Manchester City, Manchester United, Southampton, Liverpool e Spurs lasciano invariata la classifica e ci mantengono al terzo posto, con un margine minimo di appena tre punti sul quinto posto.
Da qui alla fine del campionato ci sono dieci partite da giocare, sei delle quali all’Emirates Stadium e tre delle quali contro dirette concorrenti (nell’ordine, Liverpool in casa, Chelsea in casa e Manchester United in trasferta); la buona notizia è che siamo padroni del nostro destino e non dipendiamo da nessun risultato proveniente da altri campi. L’obbiettivo è ovviamente fare in modo che la situazione resti tale fino alla fine.

Prima di tutto questo, tuttavia, c’è la sfida di Old Trafford da preparare: gli uomini di van Gaal ci aspettano al varco dopo la sorprendente vittoria strappata a casa nostra, in palio c’è un bel viaggio a Wembley che ripeterei volentieri.
Appuntamento a lunedì sera.

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