venerdì 6 marzo 2015

Theo Walcott, la panchina e il rinnovo all’orizzonte: che fare?


Riavvolgiamo il nastro e torniamo a Dicembre 2012: Arsène Wenger annuncia i rinnovi di Carl Jenkinson, Kieran Gibbs, Jack Wilshere, Aaron Ramsey e Alex Oxlade-Chamberlain – decretando la nascita di quello che sarà chiamato British Core.
Nella soddisfazione generale, tuttavia, qualcosa stona: nel gruppetto di giovani giocatoi britannici che hanno appena legato i migliori anni della propria carriera all’Arsenal, manca Theo Walcott,  il più influente di tutti.

I suoi gol stanno trascinando una squadra ancora in cerca d’identità verso l’ennesima qualificazione alla Champions League, però il Club e il giocatore faticano a trovare un accordo per prolungare il sodalizio.
Club come Liverpool e Manchester United provano a convincere il giocatore a cambiare maglia e nell’aria fluttuano i pessimi ricordi delle vicende legate a Samir Nasri e Robin van Persie, ceduti proprio perchè non era stato possibile rinnovare i loro contratti.
L’ottimismo non è di casa, in quei giorni frenetici.
Nonostante la campagna mediatica lanciata al grido di #SignDaTing e gli sforzi “social” di Lukas Podolski, pare che Theo Walcott sia destinato a lasciare l’Arsenal e cercare fortuna altrove.

Poi, ad inizio Gennaio 2013, la notizia: Theo Walcott ha rinnovato il contratto!
Si vocifera che alla fine Arsène Wenger abbia acconsentito alla richiesta del calciatore di uno stipendio non lontano dalle  £100,000 a settimana e lo abbia rassicurato circa il suo impiego da attaccante, argomento molto importante per Theo Walcott.
Comunque sia, la buona notizia è che il problema è risolto e finalmente l’Arsenal ha potuto trattenere uno dei propri migliori giocatori.

Ora andiamo avanti di una stagione e mezza ed eccoci ai giorni nostri: Theo Walcott non è più un titolare inamovibile della squadra, ha visto arrivare nuovi compagni di squadra come Alexis Sanchez e Danny Welbeck a fargli concorrenza e una vecchia conoscenza come Alex Oxlade-Chamberlain sta dimostrando di avere i mezzi necessari per scalare le gerarchie.
L’unica cosa che è rimasta invariata è la situazione contrattuale: Theo Walcott infatti andrà in scadenza alla fine della prossima stagione.
Questa volta però i ruoli di forza si sono invertiti e non sembra esserci una lunga fila di Club a tentare l’ala inglese con offerte faraoniche.
In questo contesto, un eventuale rinnovo implicherebbe uno stipendio invariato – cosa che sicuramente l’agente del giocatore non apprezzerebbe – e un ruolo in squadra tutto da definire; senza una maggiore applicazione difensiva, il giocatore rischia di passare tanti altri minuti in panchina ad aspettare pazientemente il proprio turno, come sta succedendo in queste settimane.
Le prospettive attuali non sono delle più incoraggianti per Theo Walcott, il cui menu settimanale prevede qualche apparizione in partite più semplici, quasi sistematicamente giocate all’Emirates Stadium, e i minuti finali di partite in cui la situazione è disperata. Troppo poco per essere completamente soddisfatti.

Che fare quindi con Theo Walcott?
Personalmente penso che il giocatore possa tornare ad essere un elemento indispensabile per la squadra, a guardare bene è l’unico che trasmette l’impressione di poter segnare un gol a partita grazie ai suoi inserimenti improvvisi; purtroppo la scarsa predisposizione al lavoro di sacrificio che Arsène Wenger chiede ai suoi esterni lo sta penalizzando e la situazione non cambierà fino a quando Mesut Özil e Santi Cazorla occuperanno i due ruoli di centrocampo davanti a Francis Coquelin.
Per assurdo, toccherà ad Aaron Ramsey salvare Theo Walcott dall’impasse: se si riprenderà il proprio posto a centrocampo, il gallese offrirà quella copertura difensiva che nè Santi Cazorla, nè Mesut Özil riescono a garantire e permetterà quindi ad Arsène Wenger di potersi concedere il lusso di schierare un esterno meno attento alla fase difensiva.

Cosa succede invece se lo schieramento sarà quello attuale?
Non credo proprio che Theo Walcott voglia accontentarsi di un ruolo da comprimario; pur non creando nessuna polemica in pubblico e comportandosi da professionista esemplare, l’inglese sarà sempre più scontento e premerà per trovare spazio in campo – anche a costo di dover cambiare aria.
Se dovesse decidere di partire, Theo Walcott potrebbe tranquillamente decidere di aspettare una stagione in più e svincolarsi a parametro zero, provando così ad ottenere un contratto ancora più ricco; ovvio che la soluzione non piaccia ad Arsène Wenger, che  vedrebbe partire uno dei giocatori sui quali ha investito di più senza alcun ricavo, il quale potrebbe quindi decidere di accelerare la cessione per provare ad incassare quanto più possibile dalla sua cessione.

Come vedete, la situazione è estremamanente complicata.
Vi invito a mettervi quindi nei panni di Arsène Wenger, che fareste?

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