giovedì 30 aprile 2015

Arsenal e Chelsea, qual'è la distanza tra i due Club?


Ci vuole fisico!
180 minuti per constatare quanto sia solida la difesa del Chelsea, per comprendere quanto la squadra di Mourinho riesca a creare situazioni potenzialmente pericolose senza necessitare di giocare a calcio, e per capire quale sia il reale divario tecnico tra l'Arsenal e la prima della classe.


La sfida contro il Chelsea era da molti attesa come l'ultima possibilità di vivacizzare le ultime giornate di Premier League; appurato che il titolo ha già un padrone, è stata comunque una sfida da lente di ingrandimento. La partita di andata fu caratterizzata dall'incapacità di creare pericoli alla difesa avversaria, da una poca cattiveria complessiva che ci costò un secco 2-0; in quella occasione, l'unico pericolo vero fu un pallone controllato da Wilshere con fin troppa parsimonia all'interno dell'area avversaria, poi solo un muro difensivo invalicabile ed il sentore di pericolo imminente ad ogni accellerazione di Hazard o verticalizzazione di Fabregas. La bella notizia è che questa volta abbiamo saputo rendere la vita di Terry e compagni un po' più complicata. Se è vero che nel primo tempo il Chelsea avrebbe potuto andare a segno, è pur vero che la reazione dell'Arsenal è stata comunque apprezzabile. Come giustamente sottolineato nell'analisi di Andrea, Giroud è stato neutralizzato con estrema facilità, e forse la rapidità di Welbeck o Walcott avrebbe fatto comodo ben prima, ma il punto è che abbiamo creato diverse occasioni, con personalità, fallite solo per errori tecnici nella fase conclusiva.

Abbiamo messo in campo carattere e determinazione, commesso quei falli tattici che all'andata vennero "evitati", e gestito la partita osando ma senza fare le vittime sacrificali. La differenza, allora? Ancora una volta il Chelsea ci ha messo il fisico, o per meglio dire, ci ha messo dinanzi ad un Matic! Capace di essere ovunque, pronto a fermare chiunque gli girasse intorno, svettando sui palloni alti e mettendo pressione al portatore di palla. La differenza, a mio parere, è stata ancora una volta la mancanza di un giocatore con queste caratteristiche e con questa personalità. Se è vero che Francis Coquelin non ha sfigurato, è altrettanto vero che la differenza tra i due, specie in termini di personalità e capacità di incidere sulla partita, c'è stata.
La conclusione è che l'Arsenal necessita di un giocatore dinamico e fisico, cattivo e capace di incidere sulla partita in modo prepotente. Ricordate la piovra Vieira? Ecco, un nuovo Vieira, meno infortuni, e il Chelsea sarà davvero vicino, molto vicino! Intanto Mourinho ha fatto il verso ad Henry: "Con quattro Top Player, l'Arsenal tornerà invincibile", eppure potrebbe bastarne uno.....

Chiusura catalana
Chissà se la sostituzione di Fàbregas sia stato un espediente per scatenare qualche veleno mourinhiano, ma resta il fatto che, espediente o meno, il pubblico dell'Emirates non ha abboccato. Sebbene non siano mancati fischi e gesti inequivocabili, l'applauso della maggior parte dei tifosi, è stato un segno di rispetto che il catalano dovrà prendere come un'autentica lezione di vita.

Nello stesso giorno, in Italia si assisteva al consueto scempio da spalti e non; a Londra ha vinto la civiltà. Bravi!

Pietro La Barbera

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