12 aprile 2015

Burnley v Arsenal 0-1: One-nil to the Arsenal, mai tormentone è stato più piacevole!


Che sarebbe stata una partita difficile lo avevo detto in occasione dell’anteprima, quindi è impossibile dirsi sorpresi dallo svolgimento della sfida di Turf Moor; il Burnley di Dyche ci ha dato filo da torcere a livello fisico e di volontà, però è anche vero che per la prima volta da non so quanto tempo, abbiamo finito la partita con un larghissimo dominio del pallone.

Purtroppo non siamo stati capaci di trarre il massimo dalle occasioni da gol create, in parte a causa dell’imprecisione di Alexis Sanchez, Santi Cazorla e Danny Welbeck ma in parte anche a causa della prontezza dei difensori avversari, spesso puntuali nelle chiusure della disperazione.
Fortuna che la rete firmata da Aaron Ramsey dopo una dozzina di minuti è bastata per portare a casa i tre punti e confermare il secondo posto, anche se David Ospina è stato chiamato in causa in un paio di occasioni e solo la cattiva coordinazione ha impedito a Boyd di concludere a botta sicura; il portiere colombiano non ha avuto granché da fare, però si è fatto trovare pronto nelle uniche due occasioni in cui è toccato a lui allontanare un pericolo – cosa che sta diventando una piacevole abitudine e che tiene Wojciech Szczesny sempre più lontano dalla maglia da titolare.
In mezzo a tante note positive, che variano dall’ispirazione di Mesut Özil alla solidità di Francis Coquelin, sono emersi purtroppo alcuni motivi di preoccupazione come il pomeriggio di passione sofferto da Hector Bellerín o le indecisioni di Per Mertesacker al centro della difesa.

Comunque sia, noi il nostro compito lo abbiamo fatto – andando a vincere su uno dei campi più difficili della Premier League in questo momento; non ci sono riusciti Manchester City e Tottenham, noi invece siamo usciti vincitori e restiamo i primi inseguitori del Chelsea capolista.

A proposito di avversarie, gli Spurs hanno perso in casa contro l’Aston Villa – avvicinando così ulteriormente la data del St. Totteringham Day 2015 – così come il Manchester City ha perso di schianto contro i rivali cittadini – che restano quindi incollati ai nostri calzettoni. Sempre in tema di rivali cittadine, il Chelsea ha strappato la vittoria a casa del QPR ed è ora a sette lunghezze di distanza, con un’altra partita da recuperare; in altre parole, il titolo appartiene già agli uomini di José Mourinho.
Purtroppo per noi e per il calcio in generale.

Le parole dei protagonisti
Arsène Wenger ha ovviamente sottolineato la grande prestazione difensiva della squadra, dichiarando alla stampa che “per alcuni momenti siamo dovuti restare compatti, ben organizzati e calmi in difesa e credo che la nostra difesa e il nostro portiere meritino di essere complimentati”; il manager ha poi fatto i complimenti agli avversari, definendo la squadra di Dyche, elogiando come il Burnley sia “estremamente ben organizzato, pressi bene, sia un gruppo molto solidare e molto preparato a livello fisico”.

Arsène Wenger ha poi concluso confermando che il Chelsea abbia il titolo in mano e tessendo le lodi di Francis Coquelin, sempre più indispensabile alla squadra: “in primo luogo ha messo in mostra le sue doti individuali nel recuperare il pallone e distribuirlo velocemente; in secondo luogo, è bravissimo nel dare equilibrio alla squadra anche se ciò è meno visibile. L’equilibrio di una squadra spesso dipende da un solo giocatore, che ha caratteristiche diverse dai compagni – sembra che abbia contribuito enormemente a ciò.

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