martedì 12 maggio 2015

Arsenal v Swansea 0-1: brutta sorpresa all’Emirates Stadium, la classifica torna in bilico


Come ha saggiamente detto Arsène Wenger, se la stessa partita fosse giocata altre venti volte, sicuramente ne vinceremmo diciannove.
È difficile spiegare come lo Swansea, arrivato nel nord di Londra con un anacronistico 4-6-0, sia riuscito a vincere una partita durante la quale ha avuto il 20% di possesso palla e ha superato la metà campo solo una volta per tempo; oltre ad essere difficile, tuttavia, è anche perfettamente inutile: il risultato è questo, il campo ha parlato.
Voltiamo pagina in fretta e pace.

Le possibilità di arrivare secondi ora sono minime, anche vincendo le tre partite che restano arriveremmo a pari punti con il Manchester City – che però ha una differenza reti di +41 contro il +32 nostro.
Il vero rammarico è quindi questo, ovvero aver regalato troppo facilmente ad un avversario la possibilità di scavalcarci in classifica – e brucia ancor di più averlo fatto a domicilio e nonostante una prestazione più che accettabile.

Di occasioni per vincere la partita ne abbiamo avute tantissime, mentre in difesa non abbiamo mai sofferto nè la velocità di Montero, nè l’imprevedibilità di Sigurdsson – incredibile quindi essere arrivati a questo epilogo; sarebbero bastati meno precipitazione per trovare il varco giusto e più altruismo nei pressi dell’area di rigore e avremmo vinto facilmente una partita ampiamente alla nostra portata – ed invece un singolo, solitario momento di distrazione ci è costato carissimo.

Shit happens, diceva un filosofo.
Adesso sotto con la trasferta di Old Trafford, la voglia di rivalsa sarà tanta – speriamo.

Le parole dei protagonisti
Come detto, Arsène Wenger ha espresso il proprio rammarico sottolineando come il risultato sarebbe completamente diverso se rigiocassimo la partita, un pensiero che mi sento di condividere in pieno.
Tuttavia, la partita non può essere rigiocata quindi oltre al rammarico bisogna aggiungere una sana autocritica – cosa fatta in maniera lucida sia dal manager che da Jack Wilshere.
Arsène Wenger ha detto: “l’importante era restare pazienti e non perdere se non fosse stato possibile vincere. La prestazione del secondo tempo è incoraggiante ma siamo frustrati, quando non puoi vincere una partita, devi non perderla. Sapevamo esattamente cosa sarebbe potuto succedere (in occasione del gol), non si è trattato nemmeno di un contropiede. Sapevamo che avrebbero potuto segnare grazie ad un cross di Montero eppure non abbiamo saltato. Per il resto abbiamo precipitato le nostre conclusioni e non abbiamo saputo segnare”
La musica non cambia quando a parlare è il centrocampista, mandato in campo verso l’ora di gioco: “abbiamo dominato il primo tempo [...] abbiamo creato occasioni e penso che Fabianski sia stato ottimo. Ci siamo addormentati due minuti e a questo livello non si può fare.”
Jack Wilshere ha poi risposto a chi chiedeva se il pareggio sarebbe stato meritato per i Gunners: “penso di si,. Forse la nostra prestazione nel primo tempo ci ha rilassati troppo. Fabianski è stato bravo nel primo tempo ed è sembrato addirittura migliorare col passare dei minuti. Abbiamo creato abbastanza occasioni and avremmo dovuto segnare almeno un gol.”

Parole giuste e condivisibili, non credo sia legittimo costruire ragionamenti troppo complicati su una sconfitta che assomiglia molto al classico incidente di percorso, niente che mi faccia preoccupare troppo.
Ciò che conta è analizzare la sfida persa contro lo Swansea e preparare al meglio la partita del prossimo weekend, quando andremo ad affrontare il Manchester United ad Old Trafford.

La buona notizia è che il terzo posto resterà nelle nostre mani a prescindere dal risultato della settimana prossima, l’obbiettivo tuttavia deve restare quello di vincere le tre partite che restano per poter approfittare del minimo rallentamento da parte del Manchester City e recuperare il secondo posto.

Come on you, Gunners!

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