giovedì 14 maggio 2015

Caro Arsène, hai visto Lewandowski e Benzema?



Premessa doverosa: Olivier Giroud è un ottimo attaccante, che conosce i propri punti di forza e sa farli fruttare al meglio; le cose che deve fare riesce quasi sempre a farle bene ed un bottino di quattordici gol in appena diciotto partite da titolare in campionato merita i miei applausi.

Detto ciò, ad Olivier Giroud mancano alcune qualità che farebbero la sicuramente la differenza per la squadra.

Il francese pecca di velocità, dribbling e creatività, doti che in un attaccante permettono di tirare fuori la giocata improvvisa e cambiare le sorti di una partita.
Pur avendo in rosa giocatori che di queste qualità fanno la propria arma migliore (Alexis Sanchez, Mesut Özil, Alex Oxlade-Chamberlain), spesso ci ritroviamo a sbattere contro la difesa avversaria e non trovare il colpo improvviso che destabilizza anche la più solida delle barriere.
La soluzione inaspettata non è nelle corde di Olivier Giroud ed è esattamente quello che ci servirebbe per colmare ancora un po’ il divario con i migliori Club d’Inghilterra e d’Europa.

Mi è capitato di guardare qualche spezzone delle semifinali di Champions League e vedendo all’opera Robert Lewandowski ho capito che a noi servirebbe un attaccante come lui.
Non esattamente lui – perchè convincerlo a lasciare il Bayern per venire da noi è una missione impossibile – ma qualcuno in grado sia di giocare spalle alla porta che dettare il passaggio in profondità; il gol del polacco che ha rimesso in parità la partita dell’Allianz Arena è una perla assoluta: da quella posizione, Olivier Giroud non avrebbe potuto fare nient’altro che appoggiare ad un compagno o prendere tempo, mentre l’attaccante del Bayern invece ha potuto utilizzare la propria tecnica e la propria immaginazione per ingannare Mascherano e crearsi lo spazio necessario a freddare Ter Stegen.
A chi ipotizza che spalle alla porta il polacco non sarebbe altrettanto efficace, faccio notare la protezione del pallone ed il successivo colpo di tacco che ha mandato in porta Mario Götze (poi anticipato al momento di concludere), una giocata tipica di Olivier Giroud che Robert Lewandowski ha dimostrato di poter effettuare.
Non sempre servono muscoli e centimetri per sapere proteggere un pallone, altrimenti giocatori come Sergio Agüero e il nostro Santi Cazorla non avrebbero mai fatto carriera.

Lo stesso discorso vale per Karim Benzema, che al Real Madrid viene oscurato dai più illustri compagni di reparto ma che svolge un ruolo determinante per Cristiano Ronaldo e Gareth Bale: se non fosse per il movimento costante del francese, gli altri due sarebbero sistematicamente raddoppiati e vedrebbero gli spazi attorno a sé – indispensabili per poter sfruttare esplosività e agilità – ristretti al nulla.
Karim Benzema parte da una posizione centrale, s’incarica di occupare i marcatori avversari e portarli a spasso per il campo, per poi scappare in profondità oppure imbeccare gli inserimenti dei compagni.
Questo movimento perpetuo e la possibilità di difendere il pallone e cercare un compagno oppure girarsi e puntare l’uomo rendono Karim Benzema un incubo per il proprio marcatore, mentre qualsiasi stopper sa con largo anticipo che Olivier Giroud non azzarderà mai un dribbling ma cercherà di mantenere il possesso del pallone e aspetterà l’arrivo dei compagni.

Alexis Sanchez ha più volte dimostrato quest’anno quanto sia importante una giocata inattesa, a meno di non clonarlo direi che ci serve un attaccante che possa dividere con lui l’onere di risolvere una partita in un secondo; non parlo per forza di un funambolo (anzi) ma di un centravanti che abbia tante frecce nella propria faretra e possa improvvisare quando necessario: un dribbling, un movimento senza palla, un inserimento o qualsiasi cosa destabilizzi chi lo sta marcando e pensa di avergli preso le misure.

Caro Arsène Wenger, dammi retta!

1 commento:

  1. Concordo in pieno! Giroud è un ottimo centravanti, ma non è il terminale offensivo ideale per chi, come noi, punta a colmare il divario con le principali squadre del continente. Una prova a supporto di questa teoria la si può trovare nelle sfide di vertice, quando Giroud, dovendo giocare frontalmente alla porta, è stato annullato con estrema facilità dai reparti difensivi avversari. Comunque sia, la prossima stagione confido nelle potenzialità di Welbeck; se cominciasse a buttarla dentro con continuità, allora avremmo due ottimi terminali offensivi.....vedremo.

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