lunedì 18 maggio 2015

Manchester United v Arsenal 1-1: prendi un punto e scappa!


Per la prima ora di gioco, i Gunners sono stati troppo brutti per meritare la bechè minima ricompensa, uscendo da Old Trafford: nonostante le assenza di Rooney e van Persie,  infatti, gli uomini di van Gaal si sono dimostrati più reattivi, più affamati e più precisi di un Arsenal molle e sbadato.

A parte sette minuti di gioco piacevole ed autoritario, gli uomini di Arsène Wenger – gli stessi per la sesta volta di fila in campionato – hanno presto perso le misure e l’intensità, lasciando campo ed iniziativa ai padroni di casa; Young ha fatto il fenomeno sulla corsia sinistra, Fellaini ha dominato i nostri centrocampisti e Mata ed Herrera hanno controllato la manovra senza dover fare granché – limitandosi semplicemente a raccogliere i palloni buttati via troppo facilmente da Santi Cazorla e Alexis Sanchez.

Senza sorpresa alcuna, i Red Devils sono passati in vantaggio grazie ad una bella conclusione al volo di Herrera, dimenticato in area da Nacho Monreal e Alexis Sanchez; dalle immagini sembrerebbe che le istruzioni di Arsène Wenger fossero chiare: raddoppiare Fellaini su ogni pallone alto; così fosse, Alexis Sanchez ha una grossa parte di responsabilità in occasione del vantaggio avversario.
Anziché reagire, l’Arsenal si è spento: non fosse stato per una fortunosa deviazione da parte di Smalling sulla conclusione a giro di Blind da fuori area, avremmo concluso il primo tempo sotto di due a zero e a quel punto una qualsiasi rimonta sarebbe stata un miraggio.

Nulla lasciava preagire che avremmo potuto rispondere al gol di Herrera, almeno fino a quando Arsène Wenger non ha mandato in campo Jack Wilshere e Theo Walcott al posto di Bellerín e Cazorla: la mossa dell’alsaziano – va detto – ha cambiato radicalmente la dinamica della partita e spostato il piatto della bilancia nettamente dalla nostra parte.
Con Francis Coquelin spostato a fare il terzino e il trio Jack Wilshere, Aaron Ramsey e Mesut Özil ad orchestrare dal centro del campo, gli equilibri sono cambiati: senza voler dimenticare l’orrore della prima ora di gioco, l’ultima mezz’ora è stata un monologo assoluto da parte nostra e il gol del pareggio – per quanto aiutato dalla fortuna – una conseguenza inevitabile.

Non fosse stato poi per l’errore sottoporta di Olivier Giroud...
Va bene così, portare via i tre punti sarebbe stato un vero furto.

Le parole dei protagonisti
Arsène Wenger ha analizzato la partita partendo dai tanti difetti: “Non siamo stati convincenti nei movimenti offensivi e abbiamo perso troppi palloni durante il primo tempo; siamo stati troppo prudenti, non abbastanza incisivi, un po’ timidi e non abbiamo mosso il pallone abbastanza verso l’avanti” – ha detto il manager, che si è poi soffermato sugli aspetti più positivi – “nel secondo tempo siamo entrati in campo con un approccio diverso [...] abbiamo fatto girare il pallone più velocemente e questo ha fatto una grossa differenza. Poco a poco abbiamo preso il sopravvento e siamo stati superiori nell’ultima mezz’ora, avremmo potuto vincere la partita ma sono molto soddisfatto della reazione che abbiamo avuto nel secondo tempo.”

Parlando dell’importanza di questo risultato, Arsène Wenger ha detto: “era importante (fare risultato) perchè si tratta di un big match e recuperare il risultato in queste partite richiede una forza particolare. Ci siamo riusciti e ciò dovrebbe farci sentire più forti in vista della prossima stagione.

A fare eco al manager ci ha pensato Theo Walcott, dal cui cross è arrivato l’autogol che ha portato al pareggio: “Ci siamo preparati dimenticando tutti i brutti risultati che abbiamo subito qui a Manchester; quest’anno abbiamo fatto un cambiamento enorme all’interno della squadra, dalla difesa fino all’attacco. Siamo riusciti ad essere molto più compatti e ciò ci ha aiutati nelle partite di vertice.”
L’attaccante ha poi analizzato la prestazione della squadra: “il ritmo nel primo tempo è stato un po’ lento ma nel secondo tempo abbiamo giocato come sappiamo. Abbiamo offerto un calcio veloce e incisivo e ha funzionato. Il primo tempo è stato molto deludente e i giocatori hanno immediatamente capito che serviva un cambiamento radicale all’intervallo.”
Theo Walcott ha poi parlato del risultato, dei tifosi e degli ultimi tre impegni della stagione: “Era importante non perdere oggi. (Old Trafford) è uno stadio bellissimo in cui giocare, i nostri tifosi sono stati fantastici e affrontiamo le ultime tre partite con grande positività”

Le conclusioni
Visto come il Manchester United ha vinto all’Emirates Stadium all’andata, l’idea di rendere il favour non mi sarebbe dispiaciuta affatto.
Restando invece realisti, il pareggio strappato ad Old Trafford ci spinge ad appena due punti dalla qualificazione automatica alla prossima Champions League: basteranno due pareggi in altrettante partite – entrambe in casa, contro Sunderland e West Brom – per sigillare il terzo posto e passare un’estate tranquilla.
I giocatori hanno due partite per dimostrare di meritare una maglia da titolari a Wembley e tanti di loro non si sono fatti una gran pubblicità ieri: Santi Cazorla, Olivier Giroud e Alexis Sanchez hanno deluso tantissimo ma anche giocatori come Mesut Özil e Hector Bellerín non si sono dimostrati all’altezza della situazione.
Al contrario, Jack Wilshere si è dimostrato molto brillante e pericoloso, confermando le buone sensazioni trasmesse durante le apparizioni contro Hull City e Swansea; se continua così, è possibile che strappi una maglia a Wembely; discorso diverso per Theo Walcott, invece, che ha avuto un ruolo determinante contro il Manchester United ma ha profondamente deluso contro lo Swansea; l’attaccante non è ancora tra i candidati ad un posto da titolari – a differenza di Danny Welbeck, qualora recuperi completamente: con Olivier Giroud appannato, l’inglese potrebbe approfittarne per scavalcarlo e guidare l’attacco in occasione della finale di FA Cup.
Come detto, restando due partite per convincere Arsène Wenger: appurato che la serie di sei partite consecutive giocate con gli stessi undici si fermerà mercoledì sera, ogni giocatore sano ed arruolabile può aspirare ad un posto negli undici che sfideranno l’Aston Villa il 30 Maggio.

A voi cogliere l’occasione, Gunners.

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