29 maggio 2015

Preview, Arsenal v Aston Villa: a Wembley pronti alla battaglia per confermarci campioni



Ci siamo, è l’ora della finale di FA Cup.
Tra poche ore, Arsenal e Aston Villa scenderanno in campo a Wembley per contendersi il trofeo più antico del mondo; se gli uomini di Sherwood arrivano al grande appuntamento con una classifica che li ha visti salvarsi per un pelo e con sul groppone una sconfitta casalinga per mano del Burnley, noi sbarchiamo a Wembley forti del titolo di campioni in carica, già qualificati alla prossima Champions League grazie al terzo posto in classifica e sull’onda di una bella vittoria per quattro a uno contro il West Bromwich Albion.
 Non so voi, però si sente profumo di banane da qui.
A patto di non dimenticare immediatamente il momento di forma attuale, le situazioni di classifica agli antipodi e i due scontri in campionato (3-0 e 5-0 a zero per noi), si rischia seriamente di affrontare la partita nel modo sbagliato.

Concentrazione e umiltà, Gunners, oppure l’Aston Villa diventerà un avversario indigesto.

La Conferenza Stampa
Incontrando i giornalisti a tre giorni dalla partita, Arsène Wenger si è fermato a riflettere sulla finale dell’anno scorso e sulla pressione che circonda la squadra: “Credo che andare a Wembley è sempre un’occasione speciale. Sono stato fortunato abbastanza da farlo tante volte e per noi rappresenta un’opportunità per terminare la stagione in bellezza e ricompensare tutti con un trofeo [...] Non sono in grado di misurare il mio proprio livello di pressione, ma per quanto mi riguarda provo sempre lo stesso desiderio: vincere. Forse l’anno scorso le aspettative erano più grandi ma abbiamo grandi attese all’interno della squadra  e vogliamo farlo di nuovo.”
Il manager ha poi parlato dell’avversario di Benteke e del collega Sherwood, pericolo numero uno tra le fila dell’Aston Villa: “Loro sono una squadra forte, hanno disputato un grande semifinale e sono un avversario duro; Benteke è un giocatore dal potenziale enorme [...] è intelligente, può segnare sia di piede che di testa; nel gioco aereo è fantastico e può far gol a qualsiasi squadra del campionato. Tim Sherwood ha fatto estremamente bene. Ha ridato fiducia al gruppo e li ha fatti ripartire [...] credo abbia fatto un buon lavoro.”
Arsène Wenger ha in seguito dato le ultime novità provenienti dall’infermeria, che non è ancora del tutto vuota: “Danny Welbeck è ancora fuori, è l’unico infortunio che abbiamo al momento [...] la botta al ginocchio non si è assorbita del tutto e ha bisogno di riposo. Mikel Arteta è tornato in gruppo, Mathieu Débuchy e Alex Oxlade-Chamberlain sono a disposizione ma mancano di minuti nelle gambe”

L’Avversario
Come detto, Benteke sarà l’uomo da tenere d’occhio tra gli avversari: il belga è potente, bravissimo sui palloni alti e un pericolo costante per i nostri centrali. L’obbligo sarà quello di far arrivare meno cross possibili in area e impedire a Benteke di controllare con troppa facilità i palloni lunghi che gli pioveranno addosso; i nostri due terzini dovranno quindi essere molto attenti a non lasciare troppo spazio alle proprie spalle, mentre Laurent Koscielny sarà incaricato di aggredire l’attaccante avversario quando si trova spalle alla porta.
A centrocampo il trio composto da Westwood, Cleverley e Delph offirà corsa, generosità ma soprattutto un pressing asfissiante sui nostri, nel tentativo di soffocare ogni manovra sul nascere.
Il punto debole dell’Aston Villa sembra essere la difesa, spesso disunita centralmente e non abbastanza veloce per recuperare un errore; sarebbe un errore considerarli il vero anello debole, soprattutto vista la compattezza tra i reparti, però Okore e Vlaar sono spesso finiti sul banco degli imputati in casa Villains.
Come detto, è imperativo dimenticare qualsiasi cosa successa in campionato perchè all’epoca era tutto un altro Aston Villa, a corto di fiducia e guidato da un altro manager.

La Formazione di Arsène Wenger
Chi saranno i prescelti? Difficile a dirsi, anche in virtù di quanto (non) detto da Arsène Wenger in sala stampa: i due portieri non sanno chi partirà titolare e chi siederà in panchina; le carte sono mescolate sia a centocampo che in attacco e perfino la linea difensiva – che generalmente subisce il minor numero di cambiamenti – non è ancora stata decisa.
Partendo dal duello Szczesny/Ospina, si possono elencare almeno altri quattro ballottaggi: Mertesacker/Gabriel per affiancare Koscielny, Gibbs/Monreal per il ruolo di terzino sinistro, Wilshere/Ramsey per quello di esterno destro e Walcott/Giroud per decidere chi guiderà l’attacco; per come la vedo io, sono sei i giocatori sicuri di una maglia: Bellerín, Koscielny, Coquelin,  Cazorla, Özil e Sanchez.
Dovendomi sbilanciare, direi che Wojciech Szczesny partirà titolare in porta, per rispetto della tradizione; in difesa vedo la conferma della coppia centrale abituale, composta da Laurent Koscielny e Per Mertesacker, mentre a sinistra Nacho Monreal dovrebbe avere la meglio su Kieran Gibbs. Diverso il discorso a centrocampo, dove molto dipenderà dalla scelta dell’esterno destro: se Aaron Ramsey tornerà ad occupare questa posizione, allora Francis Coquelin farà da schermo alla difesa e Santi Cazorla e Mesut Özil agiranno davanti a lui; se invece saranno Jack Wilshere o addirittura Theo Walcott a completare la linea offensiva, a quel punto Aaron Ramsey potrebbe spodestare Francis Coquelin e giocare da playmaker basso, al fianco di Santi Cazorla. Anche qui, dovendo fare una previsione direi che Arsène Wenger opterà per la prima ipotesi.
L’attacco, adesso: Theo Walcott è reduce da un sontuosa tripletta contro il West Brom, mentre Olivier Giroud non segna da ben otto partite, per me quindi l’inglese merita di guidare il nostro attacco. A prescindere dai gol dell’ultima di campionato, credo che la velocità e la mobilità di Theo Walcott possano far male alla difesa dell’Aston Villa più di quanto possano fare la forza e il gioco aereo di Olivier Giroud; credo che Arsène Wenger voglia utilizzare il francese come arma a sorpresa, da sfoderare magari nel secondo tempo in un 4-4-2 più canonico – un po’ come fatto con Yaya Sanogo contro l’Hull City. L’auspicio ovviamente è che non serva correre ai ripari con una punta in più, però è bello sapere che esistono tante buone opzioni.

Questi gli undici che Arsène Wenger potrebbe schierare domani pomeriggio a Wembley, alle 18:30 (ora italiana):


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