16 maggio 2015

Theo Walcott, che vogliamo fare?


In una delle mie previsioni più azzeccate di sempre, mi ero detto pronto a contare una ventina di gol all’attivo per Theo Walcott questa stagione.
Non voglio mostrarmi pessimista, però è difficile che la mia previsione si avveri di qui a due settimane: fermo com’è a tre gol stagionali, Theo Walcott dovrebbe mandare a referto tre prestazioni da sei gol ciascuna per arrivare all’obbiettivo.
Si parlasse di Nicklas Bendtner manterrei viva una speranza, tuttavia siamo di fronte ad un attaccante di tutt’altra caratura quindi inutile farsi illusioni.

In quale momento è andato tutto così storto per Theo Walcott?

Il primo sentore che questa non sarebbe stata la sua stagione migliore si è avuto in occasione del rientro, o per meglio dire dei tanti rinvii che lo hanno preceduto: dato inizialmente disponibile per fine Ottobre, l’attaccante ha fatto il tanto sospirato debutto dal primo minuto in Gennaio in occasione della sfida di FA Cup contro l’Hull City, terminata con un sonoro 3-0 per noi; complice la rivoluzione attuata da Arsène Wenger in seguito alla sconfitta rimediata a casa del Southampton, Theo Walcott è diventato un lusso assoluto per una squadra che è molto più compatta, grintosa e difensiva rispetto all’inizio della stagione.
Eccoci quindi al secondo punto che ha fatto la differenza per il nostro attaccante: la disponibilità al sacrificio.
Danny Welbeck, Alex Oxlade-Chamberlain e Aaron Ramsey hanno tutti occupato la posizione che normalmente dovrebbe essere di Theo Walcott, per quale ragione? Facile, per il loro incredibile spirito di abnegazione! A differenza dei tre citati sopra, Theo Walcott non sembra molto incline a dare una mano in difesa e soprattutto non è tra i migliori quando si tratta di trasformare un recupero difensivo in una riparentenza veloce.
Non che la rapidità manchi, però di certo l’assenza di qualità tecniche di spessore e la scarsa visione di gioco spesso lo hanno tradito e gli hanno fatto regalare il possesso all’avversario; al contrario, sia Aaron Ramsey che Alex Oxlade-Chamberlain e Danny Welbeck coprono grandi distanze durante i novanta minuti e sono capaci d’imbastire un contropiede – manovrato o no – non appena recuperano palla.

Oggi come oggi, Theo Walcott non è più che un’opzione molto marginale quando si tratta di scegliere chi schierare sulla fascia destra; a meno che non si giochi in casa contro un avversario di rango inferiore, la scelta cade sistematicamente su un altro giocatore.
Certo, contro difese un po’ più aperte la sua velocità e le sue capacità di finalizzatore sono manna dal cielo, però in linea di massima Theo Walcott non trasuda affidabilità.
Chiuso nel ruolo di esterno, al povero Theo non resta che giocarsi tutte le proprie carte come attaccante – ruolo tra l’altro che sente maggiormente suo; anche qui, purtroppo, le prestazioni incoraggianti sono state davvero poche.
Appurato che non gli si possa chiedere il lavoro che abitualmente compie Olivier Giroud, spetterebbe a lui trovare gli spazi per sfruttare la propria velocità, però nelle occasioni avute (rare, bisogna concederglielo) non ha mai impressionato ma spesso deluso.
Il ricordo più fresco è anche tra i peggiori, ovvero la partita di lunedì contro lo Swansea: subentrato ad Olivier Giroud poco dopo l’ora di gioco, Theo Walcott ha avuto un paio di occasioni per cambiare la partita ma le ha sprecate malamente, calciando addosso a Fabianski; il problema non è questo, tuttavia, quanto la scarsa determinazione messa in campo nella mezz’ora abbondante concessagli da Arsène Wenger.
Per quanto un cross non sia il modo migliore per servirlo, Theo Walcott avrebbe dovuto lottare, sgomitare per arrivare per primo sul pallone ma si è sempre fermato ad aspettare il pallone, con il prevedibile risultato di venire sistematicamente anticipato.

Caro Theo, non è così che diventerai il nostro centravanti titolare.

Che fare quindi ora che il contratto entra nel suo ultimo anno di validità? Puntare alla cessione o provare a trovare un nuovo accordo?
Arsène Wenger – ammesso che dica la verità – pare molto propenso al rinnovo, una scelta che a me piacerebbe molto: seppure non sia più una promessa, Theo Walcott è appena entrato nell’età della maturità per un attaccante e potrebbe ancora diventare quella macchina da gol che io immagino: la velocità, l’intuito e la freddezza sono quelle del grande attaccante, quindi io vorrei che fosse ancora un giocatore dell’Arsenal quando l’esplosione avverrà; in Theo Walcott io rivedo la storia di Sturridge e non vorrei trovarmi a fare il Chelsea di turno, che pensava di aver fatto un affare e oggi si trova con Drogba e Rémy come riserve di Diego Costa.

Tutto dipenderà dalla volontà del giocatore e dalle richieste economiche: se Theo Walcott intende ritoccare verso l’alto il suo già lauto stipendio, non resta che la cessione.
Se invece è pronto a rimettersi in discussione, il mio consiglio è rinnovargli il contratto stasera stessa.

E voi, che dite?

1 commento:

  1. Già con l'ultimo rinnovo, nelle modalità con le quali venne portato a termine, Walcott si è giocato molta della sua credibilità. Non può avere ulteriori pretese economiche, ma se restasse non mi dispiacerebbe; in fondo siamo un po' tutti affezionati a Theo.

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