lunedì 27 luglio 2015

Emirates Cup, Jeff Reine-Adelaïde e il Chelsea all’orizzonte


La Emirates Cup torna a casa!
Erano cinque anni ormai che il prestigioso trofeo Internazionale sfuggiva dalle mani dei nostri giocatori, principalmente a causa della testardaggine di Arsène Wenger nello schierare sempre i giovani, nonostante avversari come PSG, Valencia, Napoli e Galatasaray.


Il sei a zero rifiliato al Lione e il solitario gol di Theo Walcott contro il Wolfsburg sono bastati per distanziare qualsiasi pretendente al titolo e riprenderci il trofeo, giocando un gran bel calcio e concedendo pochissimo agli avversari.
Se la partita contro i tedeschi non è stata particolarmente spettacolare, il festival del gol contro i francesi è stata un gioia assoluta: sei gol, sei marcatori differenti e un calcio veloce e spettacolare – impossibile da arginare.
Certo, parliamo pur sempre di amichevoli e di calcio d’estate, però c’è abbastanza materiale per essere ottimisti.

Tra le tante note positive del weekend, qualc he giocatore in particolare si è distinto: se Mesut Özil e Alex Oxlade-Chamberlain hanno impressionato tra i grandi, è stato soprattutto il diciassettenne Jeff Reine-Adelaïde a finire al centro dei riflettori.
Il centrocampista francese, arrivato pochi mesi fa dal Lens insieme al compagno Yassine Fortuné, ha dapprima deliziato il pubblico con alcune giocate sopraffine durante i venti minuti disputati contro il Lione, poi lasciato un segno indelebile nella sfida contro il Wolfsburg – giocata da titolare.
In campo per oltre un’ora in posizione di esterno sinistro, ha messo alla gogna il pover Jung, oltre centocinquanta partite in Bundesliga e nel giro della Nazionale tedesca; nonostante un fisico imponente e un cognome che gli sarà valso pomeriggi d’inferno a scuola (letteralmente, Regina Adelaide), il giovane abbina tecnica e agilità – riuscendo a nascondere il pallone all’avversario e accelerare improvvisamente quando necessario.

A coronare il debutto dal primo minuto, l’assist che è valso il gol partita di Theo Walcott – un ottimo modo per catturare subito le attenzioni di stampa, tifosi e del manager.
Arsène Wenger ha infatti definito Jeff Reine-Adelaïde “un talento speciale” e ha confermato che spenderà la stagione tra U21 e prima squadra, per poter crescere il più in fretta possibile.

Jeff Reine-Adelaïde ha certamente un potenziale enorme, tuttavia ha solo diciassette anni e quindi ogni giudizio è prematuro; in una squadra riserve che già annovera gioctori come Geodion Zelalem, Krystian Bielik, Alex Iwobi e Serge Gnabry, fare la differenza non sarà semplicissimo – ancor meno lo sarà trovare un posto in prima squadra, anche solo in panchina, per le partite di Capital One Cup.
L’ultimo giocatore della stessa età ad aver impressionto altrettanto durante una Emirates Cup è stato tale Jack Wilshere – oggi numero dieci della squadra, Nazionale inglese e già cento presenze con la prima squadra.
L’obbiettivo di Jeff Reine-Adelaïde dev’essere quello, infortuni a parte – ma si tratta di un obbiettivo a lunghissimo termine, non certo per questa stagione.

A proposito di questa stagione, domenica prossima si comincia ufficialmente!
A Wembley ci aspetta il Chelsea, che sfideremo per aggiudicarci il Charity Shield 2015: la squadra di José Mourinho ha cambiato pochissimo rispetto all’anno scorso, limitandosi a rimpiazzare Petr Čech con Asmir Begovic dello Stoke e scommettendo sul Falcao per l’attacco, visto il ritiro di Didier Drogba.
Il precampionato li ha visti crollare contro il New York City FC (2-4) e pareggiare con il PSG, tuttavia sappiamo fin troppo bene che sarà tutto un altro Chelsea non appena si farà sul serio; non che il Charity Shield sia un appuntamento di grande importanza, però iniziare con una bella vittoria potrebbe aiutare a sbloccare mentalmente la squadra – ancora un po’ succube del Chelsea e soprattutto del suo manager.
Una vittoria a Wembley porterebbe ancora più fiducia e ancora più entusiasmo ad una squadra che sembra già molto ben preparata e consapevole dei propri mezzi, quindi la speranza è quella di vedere Mikel Arteta e Per Mertesacker sollevare il piatto d’argento e la squadra partire poi a razzo contro West Ham, Crystal Palace e Liverpool.

Non potremo certo giocare un calcio spettacolare per nove mesi di fila, però una buona partenza ci permetterebbe di mettere in cascina quei punti che ci sono mancati tremendamente la stagione scorsa.

È finalmente ora di mettere da parte mercato, pettegolezzi e indiscrezioni per concentrarci sull’unica cosa che conta: il campo.
Poco meno di una settimana e si ricomincia, Gooners!

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