venerdì 14 agosto 2015

Aaron Ramsey, oggetto ancora troppo misterioso


Passano le stagioni, eppure ci ritroviamo ancora a qui a discutere di Aaron Ramsey.
Le promesse della stagione d’esordio, l’incubo della frattura di tibia e perone, i problemi al rientro e i primi segni di miglioramento, l’esplosione di due stagioni fa, le titubanze dell’anno scorso ed infine la brutta prestazione contro il West Ham – ed eccoci ancora qui alla casella di partenza.

Impossibile negare le enormi qualità del gallese, uno dei trascinatori della squadra tra la fine della stagione 2012/2013 e la metà di quella successiva; copertura a tutto campo, palloni sdradicati agli avversari, gol in grande numero e di ottima fattura – fino all’apoteosi di Wembley, contro l’Hull City.

Tuttavia, è altrettanto impossibile negare che qualcosa oggi non funzioni come dovrebbe.
Cos’è successo tra la finale di FA Cup 2014 e l’inizio della stagione passata?

Difficile a dirsi, però nel giro di pochi mesi siamo passati dall’avere un centrocampista di quantità e qualità, tanto infaticabile nel rincorrere gli avversari quanto letale negli ultimi trenta metri, ad avere un trequartista di bassa lega, concentrato quasi esclusivamente su sè stesso e troppo incline alla ricerca del gol – da qualsiasi posizione e in qualsiasi contesto.
Al posto di generosità ed altruismo abbiamo trovato anarchia tattica ed egoismo; al posto di un tuttocampista ci siamo ritrovati un fantasista pigro.

Questo non è l’Aaron Ramsey di cui l’Arsenal ha bisogno, per lo meno non ne la posizione in cui il gallese vorrebbe giocare; per come siamo messi in campo ora, le sue scorribande offensive sono più pericolose che altro, perchè lasciano Francis Coquelin senza opzioni di passaggio e tutto solo nei propri compiti difensivi.
Santi Cazorla non sarà un gigante ma distrurba la manovra quanto basta perchè Francis Coquelin  non abbia troppo lavoro e, soprattutto, assicura un movimento perpetuo del pallone e una transizione veloce dalla fase difensiva a quella offensiva.
Se Aaron Ramsey tende a fiondarsi in avanti palla al piede, Santi Cazorla riesce ad eludere la pressione avversaria con un paio di scambi, e così ci ritroviamo presto in superiorità numerica sulla trequarti.

Per com’è costruita la squadra ora, abbiamo più bisogno della seconda opzione che della prima.

Costringere Aaron Ramsey a cambiare il proprio gioco, tuttavia, sarebbe un errore madornale: pochi centrocampisti possiedono così tanta qualità in entrambe le fasi, sarebbe quindi uno spreco e non renderebbe giustizia ad un giocatore che ha dimostrato di poter essere tra i migliori in Europa; sarà compito di Arsène Wenger trovare il modo di sfruttare al meglio Aaron Ramsey, temo però che si tratti di un progetto piuttosto lungo e non compatibile con le risorse attualmente a disposizione.
Ecco quindi il grande dilemma: lavorare fin da subito su un nuovo assetto, con nuovi elementi, al fine di poter trovare il modo di accomodare Aaron Ramsey oppure sacrificare – temporaneamente – il gallese in nome dell’asse Francis Coquelin-Santi Cazorla?

La risposta sembrerebbe ovvia, tuttavia la situazione è più complessa di quanto sembri.
Lo stesso dilemma riguardante Aaron Ramsey, infatti, interessa anche Jack Wilshere, altro tuttocampista cui non dev’essere negata la possibilità di seguire il proprio istinto e spaccare in due le difese avversarie con accelerazioni improvvise.
Immaginate allora una versione più giovane e atletica di Mikel Arteta davanti alla difesa, un giocatore capace di fare da argine agli attacchi avversari ma allo stesso tempo controllare il ritmo della partita, e mettete davanti a lui Jack Wilshere da una parte e Aaron Ramsey dall’altra – liberi di scorrazzare avanti e indietro a piacimento; mettete poi Mesut Özil e Alexis Sanche sulle fasce, pronti a tagliare verso il centro e supportare il centravanti – magari più mobile di Olivier Giroud: che fotografia ne esce?

Se non vi basta, mettete pure Alex Oxlade-Chamberlain pronto a subentrare in uno qualsiasi dei ruoli di centrocampo e mettete un Santi Cazorla in versione regista, nel caso serva un maggior controllo del pallone e abbassare un po’ i ritmi.

A me non sembra niente male, proprio niente male.

Purtroppo non siamo ancora arrivati a questo punto, un po’ perchè la squadra gira benissimo anche così e un po’ perchè Arsène Wenger cerca di capire se Francis Coquelin può diventare il giocatore che ci serve, però l’idea del 4-1-4-1 non è ancora abbandonata del tutto.
Con i giocatori giusti, il tanto odiato 4-1-4-1 potrebbe diventare la formula magica per rendere la squadra inarrestabile e farne di Aaron Ramsey uno dei punti di forza.
Di nuovo.

Fino ad allora, però, abbiamo bisogno di un altro Aaron Ramsey, quello che a furia di chilometri macinati e contrasti vinti ha zittito tutti i detrattori; già a partire da domenica, avremo bisogno del vecchio Aaron Ramsey.

2 commenti:

  1. Ogni calciatore per esprimere il meglio di se deve essere impiegato nel suo ruolo naturale. Ramsey è quello che gli inglesi chiamano un "box to box", e quando viene utilizzato in quella maniera non ha eguali al mondo (giudizio personale e molto di parte!!), dimostrando in più occasioni (soprattutto nelle gare decisive) di essere determinante. Purtroppo o per fortuna, la sua grande duttilità spinge Wenger ( il quale difficilmente rinuncia a lui e ci sarà un motivo!) in situazioni di "abbondanza" a schierarlo in ruoli nei quali non è un top player ma un calciatore normale ed è in quelle circostanze che svolge semplicemente il compitino. Sono certo che utilizzato con continuità come "box to box" possa togliere le castagne dal fuoco al team e addirittura segnare più gol di quanti ne fece qualche campionato fa un suo illustre pari ruolo ovvero Frank Lampard.

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  2. Parole sante! Resta solo da capire se è quando Wenger vorrà rivoluzionare l'assetto per permettere a Ramsey di giocare il proprio calcio più naturale. Al fianco di Coquelin non rende e il rientro di Chamberlain chiude la posizione di ala destra che ha occupato l'anno scorso...

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