25 agosto 2015

Arsenal v Liverpool 0-0: Gunners ancora a secco all’Emirates Stadium


Niente prima vittoria casalinga della stagione, anzi.
I primi quarantacinque minuti si sarebbero potuti chiudere con il Liverpool in vantaggio e non ci sarebbe stato nulla da obiettare: traversa di Coutinho dopo due minuti, paratone di Petr Čech su Milner e soprattutto Benteke e nel finale ancora Coutinho vicinissimo al gol, sventato in extremis dallo stesso Čech e dal palo.

Certo, nel mezzo c’è stato il gol annullato ingiustamente a Aaron Ramsey, però siamo stati più che fortunati a finire il primo tempo in parità.
Quando abbiamo iniziato a giocare, ovvero solo a partire dalla ripresa, abbiamo perfino sfiorato la vittoria ma non dovremmo lasciarci abbagliare da un secondo tempo più positivo, rispetto alla prima frazione: la prestazione è stata deludente.

Le assenze di Per Mertesacker e Laurent Koscielny hanno sicuramente destabilizzato la squadra e i piani di Arsène Wenger, tuttavia la cattiva organizzazione in campo e il numero elevato di palloni persi tra difesa e attacco restano difficili da spiegare.
Credo che il piano originale di Arsène Wenger fosse quello di schierare Theo Walcott in attacco, e non Olivier Giroud, ma la scelta è caduta su quest’ultimo per garantire una presenza fisica in area in occasione dei calci piazzati avversari: mancando Per Mertesacker, infatti, sono venuti a mancare i centimetri necessari a contrare Benteke, Lovren e Skrtel – vista la relativa bassa statura di Gabriel e Calum Chambers, se confrontati al tedesco.

Ciò detto, se dobbiamo schierare un centravanti per le sue qualità difensive...

Le parole dei protagonisti
Arsène Wenger ha provato a trovare I lati positivi del pareggio interno contro i Reds, impresa tutt’altro che facile; interrogato dalla stampa, il manager si è detto soddisfatto dall’aver conservato la porta imbattuta e ha elogiato alcuni dei singoli, seppur per ragioni differenti.
Se Petr Čech è stato il protagonista di serata (“è stato eccezionale”), Calum Chambers ha avuto una serataccia ma farà tesoro dell’esperienza: Ha reagito bene, era importante per lui [...] Nel secondo tempo si è comportato bene. É un buon giocatore e ne uscirà ancora più forte, con la consapevolezza di poter uscire da momenti difficili.”
In risposta a chi ha fatto notare che l’Arsenal non è riuscito a segnare all’Emirates in cinque delle ultime sei partite, Arsène Wenger ha risposto in maniera piuttosto decisa: “Non durerà. È un fatto acclarato, d’accordo, ma sappiamo di poter segnare e presto i gol torneranno”
Migliore in campo per distacco, anche Petr Čech ha risposto a qualche domanda in sala stampa; sollecitato sulle note positive e negative della serata, il portiere ha dichiarato: “Direi che il fatto di aver creato così tante occasioni è una cosa positiva, soprattutto alla luce dei tanti errori commessi nel primo tempo e del fatto che abbiamo giocato quasi tutta la prima frazione nella nostra metà campo [...] il fatto è che dobbiamo essere più efficaci e cinici davanti alla porta per trovare il gol decisivo, cosa che non siamo riusciti a fare oggi.”
In chiusura, il portiere ha parlato delle possibilità dell’Arsenal di vincere il campionato: Io credo che abbiamo buone possibilità. Non siamo partiti come avremmo voluto [...] ma ci sono un sacco di aspetti positivi da trarre da queste prime tre partite. Ci sono ancora 35 incontri da giocare e un sacco di punti a nostra disposizione. Credo che il nostro sia un grande gruppo e possiamo mettere in fila una buona serie di risultati, a quel punto solo il tempo ci dirà fin dove possiamo arrivare.”

Sarà, però tutto questo ottimismo non mi contagia.
Le qualità ci sono tutte, la volontà di certo non manca così come il carattere e l’esperienza; credo che Arsène Wenger non abbia ancora trovato l’assetto giusto per le partite casalinghe e che tante delle nostre fortune dipenderanno dalla velocità alla quale il manager troverà la formula giusta per affrontare squadre chiuse sulla propria trequarti.

Non è tanto una questione di mercato, a meno che non si arrivi ad un centravanti del livello di Lewandowski, Ibrahimović, Agüero o Suárez – cosa impossibile; si tratta d’immaginare nuove tattiche, nuove disposizioni  che ci evitino di andare a sbattere sul prossimo autobus che verrà parcheggiato all’Emirates Stadium.



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