lunedì 31 agosto 2015

Newcastle v Arsenal 0-1: tantissime occasioni, un solo gol e qualche incertezza


Seconda trasferta della stagione, seconda vittoria – a conferma che l’assetto trovato da Arsène Wenger per le partite fuori casa è mandato a memoria.
L’assenza dell’ultimo minuto di Mesut Özil ha scombussolato un po’ i piani del manager, però in linea di massima la formazione era quella prevista alla vigilia – con la lieta sorpresa del ritorno di Laurent Koscielny.

Non abbiamo prodotto un calcio brillante, non abbiamo segnato i gol che avremmo dovuto (e non abbiamo avuto il rigore che avremmo meritato...) ma almeno abbiamo portato a casa tre punti fondamentali e non abbiamo perso nessun giocatore, a dispetto dei continui interventi ben al di sopra delle righe del Newcastle.

Se l’imprecisione sotto porta di Theo Walcott non ha alleviato per niente le nostre preoccupazioni in materia di attaccanti, le notizie positive arrivate dal St. James’ Park ci sono, e non sono poche: la coppia centrale formata da Gabriel e Laurent Koscielny si è dimostrata solida e molto promettente, perché permette alla squadra di giocare molto più alta e pressare l’avversario in zone molto più pericolose; se le qualità del francese sono ormai note, il brasiliano conferma di avere l’atteggiamento giusto per brillare in Premier League: duro nei contrasti, forte sui palloni alti e pragmatico palla al piede, mai alla ricerca dell’uscita elegante o del passaggio azzardato.
Francis Coquelin ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori nel proprio ruolo, sorprendendo per maturità quando i giocatori del Newcastle hanno iniziato a prenderlo di mira con entrate assassine: mai una reazione scomposta e nessun appiglio offerto all’arbitro per ristabilire la parità numerica, in seguito all’espuslione di Mitrović.
Hector Bellerín e Nacho Monreal sono stati impeccabili, tanto in difesa quanto in attacco, dimostrando di saper aiutare la squadra senza offrire il fianco all’avversario.

Manca il gol, tremendamente; quasi sessanta tiri in porta in quattro partite e appena tre gol segnati, due dei quali arrivati con la deviazione di un difensore.
Il lato positivo è che non può durare per sempre, impossibile che i nostri abbiano dimenticato come fare gol.

Le parole dei protagonisti
Intervistato a fine partita, Arsène Wenger si è concentrato principalmente su due aspetti della vittoria, l’intelligenza e la pazienza:

Abbiamo mostrato qualità interessanti [...] Ho avuto l’impressione che fossimo molto bravi in fase difensiva e in generale sono molto contento di ciò che abbiamo fatto. Abbiamo recuperato il pallone senza doverci lanciare in troppi contrasti. Ciò è sempre segno d’intelligenza e ne sono molto contento

Continuando, il manager ha poi confermato l’importanza del risultato e quanto l’espulsione di Mitrović abbia cambiato le sue strategie:

Era importante vincere. Sappiamo che possiamo cambiare le cose in casa quindi era importante non perdere punti oggi e non restare troppo lontani dalla vetta. Era importante anche a livello mentale perché in casa abbiamo lasciato punti preziosi. Abbiamo avuto due trasferte completamente diverse contro Crystal Palace e Newcastle e siamo tornati con sei punti. É davvero un’ottima cosa [...] Mi aspettavo maggiori spazi per Theo Walcott, i primi 15 minuti sembravano promettere bene ma poi la situazione si è complicata. Non c’era spazio dietro la linea difensiva e non era facile far passare il pallone, loro hanno difeso molto bene

A fare eco al manager è accorso Theo Walcott, reduce da una prestazione in chiaroscuro – soprattutto per l’imprecisione sotto porta:

Mi diverto a giocare in qualsiasi posizione, in attacco. Oggi il manager mi ha dato un’opportunità e sono deluso di non averlo potuto aiutare segnando quei gol, ma sono sicuro che arriveranno. É stato difficile una volta che si sono trovati in inferiorità numerica ma devi essere capace di adattarti [...] io voglio solo giocare per questa squadra perché credo che possa andare molto lontano quest’anno.

L’ottimismo fa piacere, sempre, però questa squadra zoppica ancora vistosamente e cerca i movimenti giusti per sbloccarsi; forse è davvero una mera questione di tempo e condizione, o forse manca un tassello per completare il puzzle, però è vero che i gol torneranno – soprattutto all’Emirates Stadium.
Il confronto tra i gol realzzati e i tiri in porta nelle prime quattro partite è al limite della credibilità e non può durare, a maggior ragione quando in squadra ci sono Santi Cazorla, Mesut Özil, Aaron Ramsey, Alex Oxlade-Chamberlain, Theo Walcott e Olivier Giroud.

Non so se Arsène Wenger ha in mente qualcosa per le ultime 48 ore di mercato, però non saranno le prime quattro partite della stagione a fargli cambiare idea.

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