giovedì 3 settembre 2015

Il Diario Europeo: ecco chi sono le nostre rivali!



Passata la rabbia post-mercato?
Bene, ecco che Clock End Italia vi presenta le nostre avversarie in Europa; l’urna di Nyon è stata relativamente clemente, anche se bisognerà prestare massima attenzione a non concedere punti a squadre sulla carta inferiori come Oympiacos e Dinamo Zagabria.

Arsène Wenger ha consegnato all’UEFA la lista dei venticinque giocatori arruolati per conquistare l’Europa ed ecco la sorpresa: Jeff Reine-Adélaïde è stato aggiunto alla lista A, per intenderci quella dei grandi.
Il talento francese non poteva essere incluso nella lista B, quella dei giovani del vivaio, perché non ha passato almeno due anni nel Club e mi aspettavo che fosse escluso a causa di ciò; il fatto che Arsène Wenger lo abbia comunque voluto in squadra cosa significa?
Forse niente, perché il francesino non ha comportato nessuna esclusione illustre, oppure che Arsène Wenger ha in mente di concedere spazio a Reine-Adélaïde. Staremo a vedere, intanto ecco la lista completa:


Cosa è uscito dall’urna di Nyon?
Bayern Monaco, Dinamo Zagabria e Olympiacos: queste le tre avversarie che l'Arsenal incontrerà nella fase a gironi della Champions League 2015/16. Un girone assolutamente alla nostra portata, il cui unico spauracchio è ovviamente rappresentato dalla corazzata guidata da Guardiola; tuttavia, l'Arsenal dovrà guardarsi bene anche da greci e croati, squadre in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario, specie tra le mura amiche. L'Olympiacos e la Dinamo, come vedremo, possono vantare anche organici dal buon livello complessivo, e saranno in lotta tra loro per il ruolo di mina vagante del girone, specie se il Bayern dovesse confermarsi imprendibile, e l'Arsenal mostrare qualche tentennamento.....

Bayern Monaco
La squadra di Guardiola è una delle aspiranti al titolo, potendo vantare uno degli organici più forti e completi di tutto il panorama internazionale. La riproposizione del modello di gioco del Barcellona non ha sempre funzionato a dovere, ed il sempre più elevato numero di spagnoli in rosa ha alimentato più di qualche polemica, specie dopo la partenza della bandiera Schweinsteiger, ma Guardiola è uno che guarda avanti per la propria strada. La squadra ha un'elasticità tattica che la rende difficile da affrontare, passando spesso da una linea difensiva a quattro, ad una composta da tre centrali, con l'obiettivo di avere una linea di centrocampo più nutrita, volta ad esasperare il possesso palla. Le continue rotazioni nell'arco della singola partita, rendono la vita difficilissima ad ogni avversario, potendo poi sfruttare un arsenale offensivo micidiale e ben assortito. 
Uno dei portieri più forti al mondo, una difesa d'acciaio, un centrocampo con elevate dosi di qualità e quantità, ed infine, un reparto offensivo che difficilmente rimane a secco; insomma, un'autentica corazzata che, almeno nelle ultime edizioni, si è inceppata solo ad un passo dall'atto conclusivo per "eccessi sperimentali", che sono costati improvvisi black-out, come quello della semifinale di andata contro il Barcellona nella passata edizione. La squadra si è rinforzata ulteriormente, mettendo a disposizione del centrocampo un guerriero del calibro di Vidal, e per l'attacco un'ala micidiale come il brasiliano Douglas Costa. Dopo l'addio di "Schweini", Alonso e Thiago Alcantara saranno chiamati ad orchestrare il gioco, mentre Robben, Mario Götze e Douglas Costa avranno il compito, per loro non difficile, di far impazzire le difese avversarie, poi ci penseranno Robert Lewandowski o Thomas Müller a buttarla dentro. Il primo posto del girone sembra avere già un padrone, all'Arsenal il compito di smentire i "Profeti dell'ovvio".

Olympiacos
Per la quarta volta nelle ultime sette stagioni, l'Olympiacos e l'Arsenal si ritroveranno a fronteggiarsi nello stesso girone. Le sfide con i greci sono quasi sempre state caratterizzate dalle imposizioni della squadra di casa, e sappiamo bene quanto sia difficile affrontarli nel bollente calderone del Georgios Karaiskakis. La squadra è stata affidata al portoghese Marco Silva, ex Sporting Lisbona, e si presenta come un'autentica multinazionale, a maggior ragione dopo l'ultima campagna acquisti. Sbagliato pensare all'Olympiacos come ad una buona squadra e nulla più, i greci, infatti, possono vantare elementi di qualità e gente di grande affidabilità ed esperienza in ogni reparto. Davanti al portiere spagnolo Roberto, la linea difensiva può vantare marcatori di buon livello come il nazionale greco Siovas, lo spagnolo Alberto Botía ed il portoghese Manuel da Costa, quest'ultimo appena arrivato dal Sivasspor. In mezzo al campo è arrivato l'esperto Cambiasso che, presumibilmente, farà coppia con il capitano Giannis Maniatis, tracciando la linea mediana del 4-2-3-1, il modulo più utilizzato dalla formazione del Pireo. La trequarti è composta da elementi di tutto rispetto, gente ben capace di creare problemi seri a qualsiasi difesa. Il talentuoso Konstantinos Fortounis gioca in genere come trequartista centrale, ma, il pericolo principale, potrebbe essere rappresentato dal colombiano Pardo, appena prelevato dallo Sporting Braga, e in possesso di ottime potenzialità, e dal brasiliano Sebà, prelevato dall'Estoril e fortemente voluto dal tecnico. Altri elementi da segnalare sono Jimmy Durmaz, svedese di origini turche, il togolese Dossevi e gli esperti Alejandro Domìnguez e David Fuster, entrambi abbondantemente sopra la trentina, ma ancora in grado di sfoderare zampate decisive. In avanti ci si attende molto da Alfred Finnbogason, islandese in prestito dalla Real Sociedad, tuttavia non è difficile immaginare il riscatto dell'argentino Franco Jara, promessa fin qui non mantenuta, ma ancora in tempo per far bene.

Dinamo Zagabria
L'ultimo confronto con i campioni di Croazia risale al preliminare di Champions League 2006/07, ma quella era la squadra di Modric e del "nostro" Eduardo, di Corluka e Vugrinec, gente che già era sui taccuini di mezza Europa. Quella di oggi è una Dinamo Zagabria composta da tanti giovani talenti, ma ancora non così luminosi, e forse, proprio per questo, la compagine croata può rappresentare un ostacolo più duro del previsto. La squadra croata cercherà di sfruttare al meglio le gare casalinghe nell'infuocato Maksimir, guidata in panchina da Zoran Mamic, allenatore che utilizza un 4-2-3-1, imperniato sul talento della stellina Ante Coric, trequartista che cercherà di sfruttare al meglio la vetrina internazionale. Davanti all'ex portiere della nazionale portoghese Eduardo, la difesa punterà molto sull'esperienza di Gordon Schildenfeld, reduce dall'esperienza allo Zenit, ma un'occhiata la merita anche il terzino destro portoghese Ivo Pinto, tra gli elementi più affidabili della propria squadra. La linea mediana parla portoghese, composta da Gonçalo e Paulo Machado, ma è sulla trequarti che i campioni di Croazia offrono il meglio; infatti, oltre al già citato Coric, la squadra vanta delle ali da tenere sotto osservazione, come Marko Pjaca ed il ritrovato Júnior Fernándes, deludente a Leverkuse, ottimo con la maglia della Dinamo. In attacco lo spauracchio può essere rappresentato dal giovane Armin Hodzic, ex Liverpool e capitano dell'Under 21 bosniaca, ma occhio al cileno Ángelo Henríquez, attaccante in grado di giocare al centro e sugli esterni, già ex di Manchester United e Real Saragozza, che a Zagabria potrebbe finalmente dimostrare il suo valore.

Pietro La Barbera

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