mercoledì 28 ottobre 2015

Sheffield Wednesday v Arsenal 3-0: Infortuni o sconfitta, cosa è peggio?


Devo ammetterlo, non ho visto la partita ieri sera.
Però ho un’ottima scusa: ero a Basilea a guardare dal vivo il più grande giocatore di tennis di tutti i tempi.

Un piacere unico, un’eleganza rara e una vera e propria arte al proprio apice, mentre a Hillsbrorough un Arsenal impresentabile incassava tre gol da una squadra di Championship, perdendo altri due giocatori per infortunio.

Mi capirete se dico di non aver nessun rimpianto della scelta fatta.

Non posso dire molto della partita, per ovvi motivi, se non riportare quanto letto qua e là tra stampa inglese, italiana e svizzera: una batosta.
Le scelte di Arsène Wenger in materia di formazione la dicono lunga sull’importanza che il manager dà a questa competizione, sono certo che avrebbe volentieri fatto a meno di giocarla se solo avesse potuto; gli infortuni di Jack Wilshere, Tomas Rosicky, Danny Welbeck e Mikel Arteta hanno privato l’alsaziano della possibilità di schierare una squadra quantomeno presentabile, obbligandolo a mandare in campo giovani talenti che – a detto dello stesso Arsène Wenger – “non sono pronti per giocare a questo livello”.

Un verdetto amaro, reso ancora più indigesto dagli infortuni che hanno colpito Alex Oxlade-Chamberlain e Theo Walcott dopo meno di venti minuti.
Non so quanto l’uscita dei due sia stata più precauzionale che obbligata, si attendono i famosi test per capire l’entità dei malanni che affliggono i due.
Sabato si gioca a casa dello Swansea City e mercoledì sera si andrà all’Allianz Arena per mantenere vive le speranze di continuare il cammino europeo – è facile capire perché la partita contro lo Sheffield Wednesday non fosse esattamente una priorità.

Le parole dei protagonisti
Arsène Wenger ha incontrato la stampa nell’immediato post-partita, per una delle conferenze stampa più brevi che io ricordi.
Il manager non ha cercato scuse ed è stato piuttosto duro con i propri giocatori, senza dimenticare di fare i complimenti ad un avversario chiaramente superiore per motivazioni e voglia:

“È stata una serata pessima perchè abbiamo perso due giocatori importanti durante le prime battute. Inoltre non siamo stati al livello necessario per affrontare una squadra di qualità come lo Sheffield Wednesday. Dobbiamo far loro i complimenti perchè sono stati più decisi, più veloci e più intraprendenti di noi. Abbiamo avuto il controllo del pallone ma non abbiamo saputo creare nulla. Soprattutto a centrocampo, non abbiamo creato niente”

“La maniera con la quale abbiamo concesso due dei tre gol è stata davvero deludente, perchè sono arrivati da calci piazzati. Siamo sembrati molto ingenui.”

Arsène Wenger ha poi lasciato intendere di avere qualche rimpianto per la scelta di schierare Alex Oxlade-Chamberlain e Theo Walcott:

“Dobbiamo analizzare quanto successo. Sapevamo fin dall’inizio che saremmo stati in difficoltà se fosse successo qualcosa (infortuni, ndr). Dobbiamo valutare il carico di lavoro dei giocatori, ne abbiamo lasciati a casa sei e penso fosse giusto, soprattutto alla luce di quanto successo ai due che si sono infortunati.”

Infine, la stoccata più dura – riservata ai giovani che sono scesi in campo ieri sera:

“Il livello era troppo alto per loro. Non sono pronti per giocare a questo livello. Nessuno di loro”

Insomma, Arsène Wenger è deluso non tanto dal risultato in sé ma piuttosto dal modo in cui è arrivato e dagli ulteriori infortuni che l’eliminazione dalla Capital One Cup ha portato in dote.
Acciacchi a parte, il dato più preoccupante resta il fatto che al momento non si può contare sulle riserve – incapaci di offrire garanzie sufficienti per aiutare la squadra ad andare avanti.
Giocatori come Mathieu Débuchy, Kieran Gibbs, Mathieu Flamini e Joel Campbell stanno dando ragione ad Arsène Wenger, che li utilizza con il contagocce: nessuno dei quattro, tutti esperti, ha saputo insitillare anche il minimo dubbio per un eventuale posto da titolare in Premier League e Champions League.

Non è facile giocare una volta al mese ma è necessario capire che ci sarà bisogno di tutti per provare ad arrivare in fondo alle competizioni cui prendiamo parte, l’impressione fino a qui è che siamo molto lontani dall’obbiettivo.

Mandata agli archivi un’altra campagna deludente in coppa di Lega, è tempo di passare al capitolo successivo e pensare allo Swansea City di Monk.

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