lunedì 15 febbraio 2016

Arsenal v Leicester City 2-1: Gunners all’ultimo respiro, la vetta è più vicina


Quale risposta migliore alla favola Leicester City che un’altra favola?

Il gol all’ultimo secondo di Danny Welbeck, al rientro dopo dieci mesi di assenza, non poteva arrivare in un momento migliore: il fallo completamente inutile e inopportuno di Wasilewski su Nacho Monreal è stato punito dalla rete che è valsa vittoria e riavvicinamento al Leicester di Ranieri, ieri apparso molto meno fiabesco di quanto vogliano farci credere i giornali di tutta Europa.
Il rigore scientificamente cercato da Vardy a fine primo tempo, il tuffo in area di Mahrez in apertura di ripresa e le entrate pericolose di Kanté su Mesut Özil e soprattutto Drinkwater su Aaron Ramsey hanno mostrato un Leicester molto lontano dall’universo di Esopo e dei fratelli Grimm: le volpi picchiano duro e ricorrono a qualsiasi mezzo per arrivare al risultato – altro che favole!

L’espulsione di Simpson ha certamente favorito la nostra rimonta – però il fallo di mano di Kanté ad inizio partita, chiaramente volontario, avrebbe dovuto offrirci la migliore delle occasioni per passare in vantaggio e, a quel punto, chissà che partita ne sarebbe venuta fuori.
Più dell’arbitro – pessimo, davvero – ad essere stati decisivi sono stati i manager, nel bene come nel male: il cambio voluto da Ranieri, che ha tolto Mahrez per inserire Wasilewski, ha privato il suo Leicester di un’arma pericolosissima in contropiede e permesso ad Arsène Wenger di mettere in campo una sorta di 4-1-1-4 che nemmeno Oronzo Canà avrebbe osato – visto che Vardy è stato abbandonato in attacco a rincorrere palloni impossibili.
Con Alexis Sanchez, Theo Walcott, Olivier Giroud e Danny Welbeck contemporaneamente sul terreno di gioco, aiutati da Mesut Özil e Aaron Ramsey a centrocampo, la pressione sulla difesa del Leicester ha cominciato a crescere col passare dei minuti – fino all’apoteosi finale.

La vetta è a meno due, la prima missione è compiuta.
Adesso spazio alla FA Cup e alla Champions League, poi si tornerà a parlare di Premier League.

Le parole dei protagonisti
Arsène Wenger si è presentato in sala stampa visibilmente contento ed è facile intuire perchè: ottimo risultato, buona prestazione e – ciliegina sulla torta – il gol del redivivo Danny Welbeck, alla prima apparizione da Aprile dell’anno scorso. Il manager alsaziano ha risposto alle domande dei cronisti, incentrate ovviamente sul marcatore di giornata e sulle possibilità di vittoria dei Gunners:

“Sono contento, perchè la partita è stata molto intensa. Abbiamo messo energia dal primo all’ultimo minuto. È stata una prova difficile per noi, a livello mentale, perchè ci siamo ritrovati sotto di un gol all’intervallo, contro una squadra che difende benissimo, e abbiamo dovuto continuare a crederci. Siamo tornati in campo nella ripresa con un’energia infinita; abbiamo preso dei rischi per vincere, sapevamo che un pareggio non sarebbe stato sufficiente. Siamo stati ripagati per il grande sforzo mentale e fisico affrontato per arrivare alla vittoria.”

“Una sconfitta sarebbe stata pesante, si. Dopo la sconfitta arrivano i pensieri negativi, la fiducia scende e sarebbe stato tutto molto più difficile. Non avremmo mollato neppure a meno otto, però otto punti sono tre partite da recuperare. Avremmo dovuto vincerne tre e loro perderne altrettante.”

“Questa vittoria ci farà molto bene e aumenterà la nostra fiducia. Abbiamo passato un momento complicato con il 3-3 a Liverpool, lo 0-0 con lo Stoke, la sconfitta con il Chelsea e il pareggio 0-0 contro il Southampton in casa. Adesso abbiamo vinto due partite di fila e ci ritroviamo di nuovo in corsa, il che ovviamente aumenta la convinzione in squadra”

Spazio poi alle domande sull’eroe di giornata, Danny Welbeck:
“Ho deciso di inserire Danny Welbeck nella lista dei convocati solo sabato. Inizialmente avevo deciso di lasciargli un’altra settimana di allenamenti, poi le ultime due sedute sono state molto convincenti e ho deciso di includerlo tra i convocati. È stata una grande scelta perchè Danny Welbeck è un grande giocatore [...] Siamo tutti molto contenti per lui perchè è rimasto fuori per dieci mesi, che è un’eternità per un giocatore. Abbiamo tutti lavorato molto duro, i nostri medici, i nostri preparatori, per riportarlo in piena forma. Non dimentichiamo che non ha giocato un solo minuto con noi, ha solo disputato 45 minuti con la U21”

Un commento sull’arbitraggio e sulle difficoltà incontrate dopo essere passati in svantaggio:
“Come ho detto, siamo stati sfortunati a finire sotto di un gol all’intervallo, perchè credo ci fosse un fallo su Mesut Özil al limite dell’area e ho pensato fosse un’ottima opportunità per noi di segnare prima dell’intervallo. Poi un minuto più tardi ci siamo trovati sotto a causa di un rigore che è molto meno evidente di quanto sembrasse. Eravamo sotto shock a fine primo tempo, ci siamo ritrovati a otto punti di distacco dal Leicester da un momento all’altro. Oggi il Leicester ha dimostrato di non trovarsi in cima alla classifica per caso, hanno qualità, difendono molto bene e ripartono velocemente. Però credo che nella ripresa abbiamo dominato e loro hanno a malapena passato la metà campo.”

La chiusura, Arsène Wenger la dedica a quell’ultimo calcio di punizione e i tanti pensieri passatigli per la testa:
“Per un secondo, ho pensato che otto punti fossero troppi; poi siamo tornati a meno cinque e ho pensato che non fosse chiusa del tutto. Sentivo profumo di gol negli ultimi cinque minuti perchè ad ogni attacco sembrava potesse succedere qualcosa ma loro riuscivano sempre ad allontanare il pericolo. Poi abbiamo avuto quel calcio di punizione, ho visto che Mesut è andato sul pallone e ho pensato che avessimo una buona possibilità. Innanzitutto perchè i suoi calci piazzati sono di altissima qualità e poi perchè avevamo tanti giocatori alti in area come Danny Welbeck, Calum Chambers, Per Mertesacker e Olivier Giroud. Ho sperato che succedesse davvero.”

Adesso una settimana di tranquillità, in attesa che l’Hull City arrivi all’Emirates Stadium per il quinto turno di FA Cup.

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