martedì 2 febbraio 2016

Due parole sul non-mercato dell’Arsenal



Il mercato è chiuso; finalmente, aggiunge il sottoscritto.
Per i prossimi cinque mesi, l’unica cosa interessante sarà vedere quanti punti riusciremo a mettere insieme e quanti ne registreranno i nostri rivali diretti – ovvero Leicester, Manchester City e Tottenham (si, ci sono anche loro quest’anno...)

Tra il Manchester City che, a metà stagione, annuncia l’addio di Pellegrini e l’arrivo di Guardiola, il Manchester United che non sa se tenere van Gaal o prendere Mourinho, Watford e Stoke che spendono più del Parma di Tanzi e della Lazio di Cragnotti e il Newcastle che compra qualsiasi giocatore disponibile, sono contento di dover pensare unicamente a quale formazione Arsène Wenger potrebbe (o dovrebbe?) schierare contro il Southampton.

Come previsto, Arsène Wenger non ha aggiunto nessuna faccia nuova dopo l’arrivo di Mohamed Elneny e l’unico movimento degno di nota è stato il passaggio di Mathieu Débuchy al Bordeaux, in prestito: da tempo visibilmente scontento dello scarso utilizzo, il terzino francese è sembrato più preoccupato di perdere il posto all’Europeo 2016 che motivato a scalzare Hector Bellerín – quindi la sua cessione è un bene per tutti.
Calum Chambers opererà sia da riserva del terzino spagnolo e da quarto centrale difensivo, il che dovrebbe permettergli di giocare un po’ più spesso.

I recuperi di Francis Coquelin e Danny Welbeck rimpolpano una squadra effettivamente corta, mentre quelli sempre più vicini di Santi Cazorla e Jack Wilshere la completeranno; peccato aver perso – forse definitivamente, salvo rinnovo di contratto inatteso – Tomas Rosicky, la cui carriera con l’Arsenal potrebbe essere finita dopo appena tre minuti dal rientro: il ceco si è di nuovo infortunato e Arsène Wenger lo ha descritto come un uomo “devastato” da questo nuovo contrattempo fisico.
Se l’infortunio sarà grave come si teme in queste ore, la stagione di Tomas Rosicky sarà finita e con essa anche la sua carriera a Londra.
Che tristezza.

Già a partire da questo mese, che ci vedrà affrontare Leicester, Barcellona e Manchester United, sapremo di più sulle reali possibilità di questa squadra e sulla stoffa – mentale come tecnica ed atletica – dei giocatori cui Arsène Wenger ha concesso fiducia totale, centellinando gli interventi sul mercato: se Danny Welbeck sarà l’attaccante in più che avremmo potuto ingaggiare; se Jack Wilshere potrà finalmente contribuire alla causa e offrire quella fantasia che a volte manca; se Santi Cazorla tornerà fresco ed ispirato dopo l’infortunio e se Mohamed Elneny s’integrerà ancora meglio dopo il buon debutto, allora potremo andare lontano.

Mi rendo conto che i se sono davvero tanti.
Staremo a vedere.

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