giovedì 17 marzo 2016

Quando sarà lecito chiamarla crisi?


Perdere contro il Barcellona al Nou Camp non rientra tra gli eventi più sorprendenti della stagione, soprattutto se la prestazione è tutto sommato buona e i giocatori hanno mostrato sufficiente voglia e determinazione nonostante le scarsissime possibilità di qualificazione.

Non è quindi l’uno a tre di ieri sera a spingermi a porre la seguente domanda: a quale momento diventa lecito dichiarare lo stato di crisi e arrendersi all’evidenza che la squadra stia implodendo in maniera spettacolare?
Bastano le sole tre vittorie in otto partite di Champions League?
Se il campione dovesse essere considerato troppo ristretto, potremmo prendere in considerazione le tre vittorie nelle ultime dieci partite di Premier League – un ruolino di marcia comparabile a quello di Sunderland, Stoke e Swansea, non esattamente il top della Premier League.

Sempre convinti che si tratti di un momento di scarsa forma, come degli inguaribili ottimisti?
Allora mettiamo sul piatto le sei vittorie nelle ultime sedici partite giocate tra Premier League, FA Cup e Champions League, tra l’altro arrivate contro avversari modesti come Burnely, Hull City, Bournemouth, Sunderland e Newcastle, alle quali aggiungere quella all’ultimo respiro contro il Leicester City.
Già, la partita contro il Leicester City: ho davvero creduto che potesse essere il catalizzatore perfetto per volare verso la vetta e imporsi finalmente in campionato.
Quel gol del redivivo Danny Welbeck all’ultimissimo secondo sembrava il punto di partenza per la scalata finale, l’ultimo campo base dal quale partire e dove lasciare i compagni di scalata, esausti per lo sforzo o terrorizzati dall’idea di coprire quell’ultimo, ripidissimo tratto di cammino.

Anzichè essere un punto di partenza, la vittoria contro la capolista è diventato il punto di non ritorno per le nostre ambizioni: battuti con onore dal Barcellona all’Emirates Stadium, sconfitti ad Old Trafford da un Manchester United ai minimi storici e infine affossati dallo Swansea City in casa ed eliminati dal Watford in FA Cup – fino all’uscita dalla Champions League di ieri sera.

I numeri non mentono, questa squadra sta pagando la mancanza di fiducia e anche un pizzico di fortuna: il 51,27% di vittorie in campionato contrasta con il 59% del Leicester City o il 53% del Tottenham ma a fare davvero male è il numero di sconfitte registrate fino a questo punto, perchè se i cugini hanno perso quattro partite ed il Leicester di Ranieri appena 3 (due delle quali inflitte da Mesut Özil e compari), i nostri cari Gunners sono già a quota sette – un’enormità per poter aspirare al titolo.

Ciò nonostante, siamo ancora in corsa – almeno tecnicamente.
Restano nove partite da giocare e nulla vieta di pensare che un bel filotto possa proiettarci in cima alla classifica, però le prestazioni attuali non lasciano molto spazio alla speranza: Olivier Giroud non trova più la porta, Alexis Sanchez sembra un fantasma cocciuto che ripete lo stesso errore ancora e ancora e ancora e ancora...e gli altri sono assenti cronici, da Theo Walcott ai centrali difensivi.
Si salvano Nacho Monreal, Hector Bellerín e Mesut Özil, anche se il tedesco a tratti sembra rassegnato a dover convivere con gli stop ad inseguire di Olivier Giroud, Danny Welbeck, Theo Walcott e Alexis Sanchez.

Ci vorrebbe una bella scossa, una giornata in cui tutto gira dalla parte giusta e finalmente le preoccupazioni e la tensione si sciolgono, permettendo ai giocatori di credere di nuovo nelle proprie possibilità.

Arriverà mai, questa giornata perfetta?

2 commenti:

  1. Santi Cazorla è il vero problema. Ovvero la sua assenza per infortunio. Non c'è nessuno in grado di sostituirlo. E' l'unico che riesce a prendere per mano la squadra e guidarla, ed è l'unico che riesce ad esaltare le qualità dei suoi compagni oltre ad avere lui stesso la giocata risolutiva. A dire il vero nelle ultime gare a cui ha partecipato non mi era parso molto brillante (un po appesantito?) nell'ultima mezzora di gioco però ripeto è l'unico in squadra ad avere la capacità di condurre la squadra. In questo momento (ma sempre) c'è bisogno in campo di un calciatore del genere che sicuramente non è Ozil.

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    1. Perfettamente d'accordo su tutto, Santi Cazorla è il vero regista della squadra e l'unico in grado di far partire l'azione dalla nostra metà campo. Speriamo di rivederlo in campo prestissimo

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