giovedì 21 aprile 2016

Obbiettivo terzo posto...ma poi?


Stasera si va in scena all’Emirates Stadium, avversario di turno il West Bromwich Albion del grande amico Tony Pulis; in uno stadio che promette di essere più vuoto di quando abbiamo affrontato il temibile Shrewsbury Town in coppa di Lega e più ostile di uno scozzese ubriaco di fronte ad un gruppo di politicanti inglesi in cerca di unificazione, Arsène Wenger e i suoi uomini hanno la possibilità di tornare terzi in classifica e restare ad una distanza ragionevole dal Tottenham secondo – anche se ormai i cugini sembrano destinati a rompere un tabú lungo vent’anni e terminare il campionato più in alto di noi.

Pochi altri campionati hanno offerto così tante opportunità di redenzione per i Gunners, il problema è che sembriamo non volerle più cogliere.

Gli imbarazzanti pareggi contro West Ham e Crystal Palace ci lasciano a rimuginare su quanto sarebbe potuto essere e non sarà, così come la sconfitta interna contro lo Swansea, la batosta presa ad Old Trafford, il pareggio regalato al Liverpool ad Anfield e i passi falsi contro Norwich City e gli stessi Baggies di Tony Pulis, all’andata.

Mentre il Totteham schianta lo Stoke City al Britannia Stadium (si può fare, a quanto pare...), noi speriamo di potercela cavare contro squadre di bassa classifica, senza arte nè parte; ci affidiamo ad una fiammata di Alexis Sanchez, confidiamo nella giocata geniale di Mesut Özil e ci aggrappiamo alla sorprendente maturità di Alex Iwobi per riuscire a strappare tre punti fondamentali.

Ammesso e non concesso che si riesca a conquistare e mantenere il terzo posto – o almeno il quarto – cosa succederà, poi? Le decisioni prese oggi potrebbero fare una differenza enorme per l’Arsenal di domani. La squadra ha certamente bisogno di rinforzi e perfino Arsène Wenger lo ha ammesso pubblicamente – resta da vedere quale strada prenderà.

Questa squadra ha certamente un grande potenziale – ma quando esploderà?

Quando arriverà il momento in cui Danny Welbeck trasformerà i propri piedi di piombo in arnesi raffinati, che gli permetteranno di abbinare una fisicità straordinaria ad una continuità realizzativa degna dei migliori attaccanti d’Europa?

Quando arriverà il momento in cui Alex Oxlade-Chamberlain e Jack Wilshere smetteranno di schiantarsi regolarmente contro l’avversario più vicino e sapranno cedere il pallone al momento giusto – come sanno fare quei giocatori che creano sistematicamente la superiorità numerica in attacco?

Quando arriverà il momento in cui Francis Coquelin non avrà più bisogno di qualcuno che lo tenga al guinzaglio (Santi Cazorla o Mohamed Elneny, di solito) e gli impedisca di ritrovarsi al limite dell’area avversaria e far saltare gli equilibri della squadra?

Quando arriverà il momento in cui Aaron Ramsey capirà di non essere stato mandato sulla Terra con il solo obbiettivo d’inserirsi in area e tirare in porta, ma diventerà il centrocampista completo e fenomenale che potrebbe essere?

Quando arriverà il momento in cui Olivier Giroud saprà gestire le proprie energie e smetterà di fare mezza stagione da fenomeno e l’altra con le bombole dell’ossigeno e una flebo di zuccheri – diventando improvvisamente il centravanti vecchio stile in grado di fare la differenza, che sia da titolare o partendo dalla panchina?

Quando arriverà il momento in cui Theo Walcott...no, su Theo Walcott non ho proprio nulla – il suo non essere ala e allo stesso tempo non essere attaccante resta insipiegabile. Ci ho provato, l’ho sostenuto a lungo e sotto sotto voglio credere che diventerà un bel centravant, però mi rendo conto del livello di utopia.

Tutte queste variabili ci stanno costando tantissimo, perchè ad ogni occasione Arsène Wenger ci racconta che la squadra ha qualità straordinarie, che è completa in ogni reparto, unita e che lotterà per il titolo – salvo poi restare indietro a causa di prevedibilissimi infortuni e cali di benzina.

Ora che la prossima sessione di mercato di avvicina, cominciano a girare nomi e cifre e noi – puntualmente – siamo accostati a giocatori ottimi ma non eccezionali, o per lo meno non ancora: Granit Xhaka e Alváro Morata sono dei giocatori di grandi qualità che potenzialmente potrebbero diventare davvero eccezionali – ma non vi sono certezze; la parola chiave è sempre la stessa, il potenziale: dopo stagioni in cui i giovani di belle speranze hanno animato i sogni più selvaggi di tanti Gooners, sembra arrivato il momento per iniettare più esperienza, più affidabilità e più qualità in una squadra che deve compiere un bel passo in avanti.

Sarebbe ora che Arsène Wenger rompesse gli indugi e tornasse ad essere quel manager risoulto che non ha battuto ciglio quando si è presentata la possibilità di strappare Sol Campbell – probabilmente il miglior difensore in Premier League, all’epoca – da sotto il naso dei cugini.
È stato necessario muoversi in fretta e staccare un bell’assegno – però ne è valsa la pena.

Se Arsène Wenger fosse lo stesso di allora – e avesse uno come David Dean al proprio fianco – forse i nomi che girerebbero sarebbero quelli di Toni Kroos e Pierre-Emerick Aubameyang, anzichè Granit Xhaka e Alváro Morata.  Perchè non lo sono?
Perchè sembra così difficile lavorare allo stesso tempo sull’acquisto di Mesut Özil e di un’attaccante di grande livello? Perchè mentre si concludeva l’arrivo di Petr Čech non si è trovato anche un difensore di livello assoluto, in modo da blindare la difesa?
Gli acquisti di Santi Cazorla, Mesut Özil, Alexis Sanchez e Petr Čech sono stati ottimi, però intervallati di un’intera stagione l’uno dall’altro – perchè non accelerare il processo e rinforzare concretamente la squadra?

Dai Arsène, smentiscici tutti e dimostra di essere ancora uno dei migliori...

2 commenti:

  1. Secondi non terzi... Ma è un bene o sarà un male.

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  2. Non osavo sperare tanto, non lo ritenevo nemmeno lontanamente immaginabile...mai sottovalutare il Tottehnam!
    Il secondo posto è sicuramente un bene sul quale Arsène e il Club devono costruire per fare il grande passo.

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