giovedì 26 maggio 2016

Nuove maglie, nuove facce, nuovi numeri...la nuova stagione è già iniziata



Accantonato l’insperato secondo posto, ottenuto ai danni dei disadattati dell’altro lato di Seven Sisters Road – capaci ancora una volta di andare al di là dell’incredibile e prendere cinque gol dal retrocesso Newcastle – è già tempo di pensare alla stagione 2016/2017

Il Club è letteralmente scatenato da settantadue ore a questa parte: prima presenta la nuova divisa per le partite interne, poi conferma il cambiamento di numero di maglia di Alexis Sanchez dal #17 al #7 ed infine ufficializza l’acquisto di Granit Xhaka dal Borussia Mönchengladbach.

Andiamo con ordine:

Anno nuovo, maglia nuova

Complici le foto pubblicate dal fratello di Granit Xhaka durante il servizio fotografico di preparazione alla presentazione, la Puma si è vista obbligata a lanciare in fretta e furia le maglie per la prossima stagione.
Bellissima la fotografia di lancio, sulla quale Alexis Sánchez, Olivier Giroud e Mesut Özil sfilano in corteo tra tifosi e vecchie conoscenze – Thierry Henry, Freddie Ljungberg e Robert Pirès.
Meno bella la maglia, invece: la banda centrale di un rosso più scuro rispetto al resto stona e non ha una vera ragione d’essere, così come il colletto decisamente squadrato.
Belli invece i dettagli in blu scuro sulle maniche, così come la “A” gotica sul retro, che richiama il vecchio Arsenal precedente all’avvento del marketing tritatutto.

Presentata anche la divisa che sarà di Petr Čech e colleghi, completamente nera ma munita di post-it gialli-rosa-e azzurri sulle maniche.

Anno nuovo, numeri nuovi
Partiti Tomas Rosicky, Mikel Arteta e Mathieu Flamini, ecco che le maglie numero 7, 8 e 20 sono a disposizione: la prima, la più affascinante perchè vestita da Liam Brady, David Rocastle e Robert Pirès in passato, è stata attribuita ad Alexis Sanchez, che ritrova così il proprio numero di maglia preferito.
Dopo aver dovuto ripiegare sulla numero 9 a Barcellona e sulla 17 durante le prime due stagioni a Londra, finalmente il cileno ritrova il proprio portafortuna e con esso la collocazione definitiva sulla fascia destra – come lasciato intuire dalle ultime apparizioni.
La maglia che fu di Mikel Arteta avrà in Francis Coquelin il suo nuovo proprietario, con il nuovo arrivato Granit Xhaka che porterà la maglia numero 34 – la stessa che ha indossato fino all’altro ieri al Borussia Mönchengladbach.
La maglia numero 20 resta a disposizione, così come la maledetta numero 9 e la 17 di Alexis Sanchez: si attendono sviluppi dal mercato, facce nuove che possano colmare questi vuoti.
Le ultime voci parlano di Koulibaly del Napoli per la difesa, Morata per l’attacco e altri profili, più o meno credibili, come Kanté, Ibrahimovic o Benatia.

Benvenuto, Granit Xhaka!
Chi non è più al centro di nessuna trattativa è lo svizzero Granit Xhaka, da lunedì ufficialmente un Gunner: contratto quinquennale, un trasferimento costato tra i 30 e i 45 milioni a seconda del paese di provenienza delle notizie e un ruolo già centrale nello scacchiere di Arsène Wenger.
Per quanto ne so io dalla modesta Svizzera, il contratto del giocatore con il Borussia Mönchengladbach prevedeva una clausola di rescissione di 30 milioni di euro, quindi i 45 evocati in Italia mi sembrano tantini; non che io e Granit Xhaka ci scambiamo messaggi tutto il giorno, però è stato il giocatore stesso a confermarlo al magazine “Sport”, un paio di mesi fa – quindi l’informazione mi sembra affidabile.

Chiuso il discorso monetario, è tempo di concentrarsi su quello che il nuovo arrivato potrà portare alla squadra: personalità, potenza e dedizione sono le sue qualità migliori, anche se possiede un sinistro invidiabile e non disdegna un bel cambio di gioco improvviso, con il quale è in grado di dare respiro alla manovra; sempre attento ad essere nella posizione ottimale e molto propositivo quando si tratta di andare a prendere il pallone dai difensori, Granit Xhaka è perennemente in movimento e vuole sempre il pallone per sé, per impostare la manovra.
Volendo fare un esempio, è un po’ Pirlo e un po’ Gattuso, senza essere nessuno dei due: pur assomigliando più al secondo che al primo, ha un mancino da regista e qualità tecniche superiori a quelle dell’ex centrocampista dei Rangers.
La cosa più interessante, tuttavia, sarà vedere se Granit Xhaka sarà in grado di portare a Londra lo stesso carisma e la stessa combattività messe in mostra in Bundesliga, campionato del quale è diventato uno dei personaggi più in vista e uno dei migliori mediani – come testimoniato dall’inclusione nel Top XI della stagione 2014-2015.
Abituato a parlare molto in campo, a dare ordini ai compagni e alzare la voce con avversari e pure con gli arbitri, lo svizzero non si tira mai indietro quando la situazione si scalda e non è abituato a mollare la presa – qualità che all’Arsenal non si vedono dai tempi del primo Mathieu Flamini, senza voler scomodare Patrick Vieira.

Granit Xhaka potrebbe – e sottolineo potrebbe – essere il cattivo ragazzo che ci serve disperatamente in mezzo al campo, lo scagnozzo che permetterebbe ad artisti come Santi Cazorla e Mesut Özil di godere di un guardaspalle come si deve, il tutto senza disdegnare un buon tocco di palla davanti alla difesa.

Siccome però Granit Xhaka non è perfetto, l’adattamento alla Premier League potrebbe essere delicato – soprattutto per quanto riguarda la disciplina: spesso irruento, l’ex gioiello del Basilea ha scontato sette turni di squalifica in Bundesliga e potrebbe pagare l’eccesso di foga, durante le prime partite, come capitato a Patrick Vieira agli inizi.
Inoltre, lo svizzero rischia di pagare dazio alla velocità del campionato inglese, abituati a ritmi meno sfrenati; se la resistenza e la potenza non gli fanno difetto, la velocità non è esattamente il suo punto forte.

Aspettando nuovi colpi di scena, godiamoci per ora il primo acquisto della nuova stagione.

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