mercoledì 13 luglio 2016

Il triangolo no! Thierry Henry preferisce Sky Sports, Arsène Wenger gli dà il benservito


Tra tabloid inglesi che si lanciano in titoli degni della peggiore specie pur di attirare visite ai loro siti (“Wenger caccia Henry dall’Arsenal!”) e il diretto protagonista che adopera giri di parole molto subdoli per condividere il proprio punto di vista, è difficile capire come sia veramente andata la faccenda che ha portato Thierry Henry a diventare l’allenatore della U18 dell’Arsenal per qualche ora e lasciare improvvisamente il Club per tornare a Sky Sports.

Il nocciolo della vicenda è proprio questo: è stato Arsène Wenger a cacciare Thierry Henry oppure è stato l’attaccante francese a rinunciare all’incarico?
 Le prime notizie parlavano di Arsène Wenger geloso della figura di Thierry Henry, impaurito che quest’ultimo potesse in qualche modo fargli ombra; a cavalcare l’onda ci si sono messi tanti giornalisti, che non hanno esitato a tirare fuori dai cassetti tutti gli esempi di ex Gunners che non hanno trovato posto nello staff tecnico di Arsène Wenger: peccato che al fianco di Patrick Vieira e Mikel Arteta, entrambi già lanciati nel mondo degli allenatori (o potenziali tali), ci fossero anche elementi come Martin Keown e Robert Pirès, che di fare i manager non sembrano avere nessuna voglia.
Viva la serietà e la deontologia!

Col passare del tempo, il quadro della situazione si è fatto più chiaro e il tutto ha preso una piega molto più ragionevole e comprensibile.
Arsène Wenger ha offerto a Thierry Henry l’opportunità di guidare la squadra degli U18, per aiutare il suo pupillo ad ottenere la licenza UEFA di categoria A per allenatori; l’unica condizione imposta dal manager alsaziano a Thierry Henry era quella di abbandonare il ruolo di commentatore a Sky Sports, per due ragioni piuttosto ovvie:

1.       Fare l’allenatore all’Arsenal è un lavoro a tempo pieno e non prevede deroghe per la televisione
2.       È impossibile allenare l’Arsenal e al contempo criticarlo apertamente in diretta tv

Incassato il no da parte dell’attaccante, reticente a lasciare il proprio ruolo di commentatore sportivo, alle parti non è rimasta altra scelta che prendere strade diverse.
Le cose sarebbero dovute andare diversamente ma evidentemente Thierry Henry e Arsène Wenger non condividono la stessa visione del ruolo di allenatore – che sia in prima squadra o nel settore giovanile; non spetta a me dire se l’alsaziano è stato troppo rigido o se l’attaccante non reputi il nuovo ruolo abbastanza prestigioso per lasciare da parte tutto il resto, fatto sta che Arsène Wenger, Thierry Henry e l’Arsenal escono male dalla vicenda – ed è un peccato.

A peggiorare le cose sono arrivate le parole dello stesso Thierry Henry, via social media, che aggiungono veleno ad una vicenda già abbastanza tossica:

“Vorrei ringraziare Andries Jonker per avermi offerto la possibilità di allenare la squadra U18 dell’Arsenal, offerta che sono stato onorato di accettare. Ciò detto, rispetto la decisione di Arsène Wenger e voglio augurare all’allenatore Kwame Ampadu, ai ragazzi e a tutto il Club il meglio per il futuro”

Unica nota lieta della storia, il ritorno di Tony Adams all’Arsenal: sarà infatti lui a prendere il posto lasciato libero da Thierry Henry e aiutare tanti giovani promesse a ripercorrere le orme di Mr. Arsenal.

Almeno il lieto fine l’abbiamo ottenuto…

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