lunedì 29 agosto 2016

Prima vittoria e tante note positive in casa Arsenal

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Prima la bruciante sconfitta contro il Liverpool, poi pareggio insipido ma prezioso contro il Leicester City al King Power Stadium ed ecco che finalmente è arrivata la vittoria!
Un primo tempo sontuoso a Vicarage Road ci ha permesso di portare a casa tre punti e lanciare ufficialmente la nuova stagione; la ripresa è stata meno convincente, tuttavia la vittoria non è mai stata in dubbio e solo una combinazione di imprecisione ed egoismo – soprattutto da parte di Alex Oxlade-Chamberlain e Alexis Sánchez – ha tenuto in bilico la partita, che altrimenti sarebbe finita tanti a pochi per noi.

Petr Čech ha effettuato un paio di ottimi interventi ma da lì a dire che il Watford meritasse di più ce ne passa: non dimentichiamo i due interventi decisivi di Gomes su Theo Walcott e i pericoli creati da Mesut Özil e Alexis Sánchez nel primo tempo – oltre alle conclusioni maldestre nella ripresa, già citate – per fare un quadro completo della partita di sabato.

Particolarmente impressionanti le prestazioni individuali di Rob Holding, perfettamente a proprio agio al fianco di Laurent Koscielny; Granit Xhaka, un vero condottiero a centrocampo, dotato di un sinistro magico; Mesut Özil, onnipresente nella manovra e impeccabile in occasione del terzo gol; Alexis Sánchez, completamente trasformato rispetto al centravanti apatico visto contro Liverpool e Leicester, autore di un gol fortunoso e un assist superlativo.
Benissimo anche Laurent Koscielny, Hector Bellerín, Santi Cazorla e Theo Walcott – molto più presente e produttivo del solito – così come il subentrato Mohamed Elneny, che ha portato dinamismo, disciplina e fosforo ad un centrocampo in crescente difficoltà.

Peccato per le prove opache di Nacho Monreal – uscito per infortunio – e Alex Oxlade-Chamberlain, involuto e sprecone, perché altrimenti il pomeriggio sarebbe stato perfetto.

Non può essere una coincidenza il fatto che la squadra sia apparsa trasformata dall’innesto di tre giocatori, fondamentali per gli equilibri e la manovra: Santi Cazorla, Mesut Özil e Laurent Koscielny.
Lo spagnolo ha portato geometrie ed ispirazione ad un centrocampo troppo confusionario contro Liverpool e Leicester City, il tedesco ha creato il collegamento perfetto tra centrocampo e attacco e il francese ha – da solo – sistemato una linea difensiva che sembrava allo sbando appena due settimane fa.
Ad onor del vero, Santi Cazorla era già partito titolare contro il Leicester City ma in una posizione assai meno congegniale, ovvero quella di trequartista; con meno campo a disposizione e più pressione da parte degli avversari, lo spagnolo non ha brillato e non ha saputo dare ritmo e profondità alla squadra. Il suo ritorno nella posizione di regista arretrato lo ha fatto immediatamente tornare ai livelli che gli competono e dotato la squadra di una sorgente di gioco affidabile e dinamica.

Se – e mi rendo conto che sto chiedendo tantissimo – i sei giocatori che compongono la spina dorsale della squadra, ovvero Petr Čech, Laurent Koscielny, Granit Xhaka, Santi Cazorla, Mesut Özil e Alexis Sánchez, non subiranno infortuni gravi, allora questa squadra potrà regalarci davvero grosse soddisfazioni perché l’organico è ben assortito e le soluzioni non mancano ad Arsène Wenger: oltre ai nuovi arrivati Shkodran Mustafi e Lucas Pérez, infatti, il manager potrà contare su talenti del calibro di Aaron Ramsey, Jack Wilshere, Alex Iwobi e Danny Welbeck (una volta recuperato), ognuno dei quali può aggiungere una nuova dimensione alla manovra della squadra.

Per il momento sono solo ipotesi, chiaramente, però le premesse sono ottime ed è quindi legittimo aspirare ad una grande stagione per i Gunners.

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