mercoledì 7 settembre 2016

Lucas Pérez, Olivier Giroud o Lucas Pérez con Olivier Giroud?

Da una parte la faccia nuova, la speranza di tanti gol e giocate pazzesche; dall’altra il vecchio leone che ogni anno deve convincere tutti di essere la migliore opzione per guidare l’attacco.
Lucas Pérez è l’ultimo di una lista di nomi che sono arrivati per sostituire Olivier Giroud alla punta dell’attacco dell’Arsenal e si sono ritrovati in una zona di campo differente, oppure direttamente in panchina.
È successo a Theo Walcott, Lukas Podolski, Alexis Sánchez e Danny Welbeck, anche se in questo caso i pesanti infortuni hanno giocato un ruolo di primo livello nelle scelte di Arsène Wenger.

Quale sarà il destino di Lucas Pérez?
Lo spagnolo è arrivato per portare movimento, tecnica e fiuto per il gol ad una squadra che fatica ad uscire dallo spartito che vede il pallone arrivare sistematicamente a Olivier Giroud ed essere spizzato per l’inserimento di esterni d’attacco e centrocampisti – una strategia che i nostri avversari conoscono ormai molto bene e sanno contrastare in maniera efficace.
Quante volte abbiamo assistito a manovre lente e sterili, senza altro sbocco che un passaggio all’indietro?
“Colpa” delle caratteristiche di Olivier Giroud, al quale si può chiedere tutto ma non di defilarsi sulle fasce o sprintare alle spalle dei difensori; senza soluzioni imprevedibili o movimenti che possano disorientare la difesa avversaria, disinnescare la manovra dei Gunners è fin troppo semplice.

Ovviamente Olivier Giroud non è l’unico colpevole delle difficoltà offensive della squadra, involutasi in maniera preoccupante quando Santi Cazorla è mancato per infortunio e nessuno dei nostri centrocampisti è stato capace di accendere di nuovo la luce – a riprova che la squadra era numericamente bene attrezzata (Francis Coquelin, Mohamed Elneny, Aaron Ramsey, Jack Wilshere, Mathieu Flamini, Tomas Rosicky) ma male assortita, con il solo Mikel Arteta capace di dettare i ritmi dalle retrovie ma troppo lento per i ritmi frenetici della Premier League.
L’arrivo di Granit Xhaka ha finalmente palliato a questa mancanza, quindi da questo punto di vista è stato fatto un grosso passo avanti: lo svizzero porta fisicità a centrocampo e una grande visione di gioco, oltre ad un piede sinistro capace di pescare il movimento di un compagno a cinquanta metri di distanza – il che ci riporta all’argomento principale, la nostra linea offensiva.

Con Mesut Özil e Granit Xhaka in campo, due specialisti del passaggio filtrante, perché non privilegiare un attacco veloce e dinamico, composto da giocatori sempre pronti a scattare sul filo del fuorigioco?
Giocatori come Alexis Sánchez – centravanti titolare nelle prime tre uscite stagionali, anche se con risultati altalenanti – oppure Theo Walcott e Lucas Pérez, appunto.
Dopotutto, non è questo tipo di attaccante che Arsène Wenger ha inseguito per tutta l’estate, quando ha provato ad ingaggiare Jamie Vardy e Alexandre Lacazette?

Ovviamente un attacco così leggero e aggressivo obbligherebbe Arsène Wenger a operare qualche aggiustamento tattico, ovvero privilegiare il contropiede ad una manovra più ragionata e disporre la squadra molto più alta in campo, per provare a recuperare il pallone il più velocemente possibile.
Se ciò sarebbe stato impossibile con Per Mertesacker al centro della difesa, però l’arrivo di Shkodran Mustafi dal Valencia cambia le carte in tavola: il tedesco è veloce, gioca molto sull’anticipo ed è stato il difensore con il maggior numero di palloni intercettanti nel campionato spagnolo – quindi una coppia di centrali costituita da lui e Laurent Koscielny permetterebbe ad Arsène Wenger di azzardare un approccio più audace in fase di non possesso palla.

Tutte ipotesi da verificare sul campo, perché se c’è una cosa che ho imparato in vent’anni di permanenza di Arsène Wenger sulla panchina dell’Arsenal è che l’alsaziano trova sempre il modo di sorprendere tatticamente – nel bene come nel male.
Magari non cambierà nulla e Lucas Pérez verrà utilizzato solo in determinate partite o addirittura come esterno, magari Laurent Koscielny e Shkodran Mustafi giocheranno comunque in maniera guardinga e magari Olivier Giroud resterà il perno del nostro attacco, con tutti i pro e i contro della situazione.

Oppure Arsène Wenger rispolvererà un Arsenal aggressivo e veloce come quello dei fasti d’inizio millennio, ricorderà quant’era bello vedere i Gunners giocare a cento all’ora e stordire gli avversari con combinazioni velocissime e contropiede fulminanti.

Voi che dite?

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