giovedì 1 settembre 2016

Mercato chiuso, tempo di bilanci per l’Arsenal

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Nessun botto, nessuna sorpresa, nessun terremoto in casa Arsenal.

Gli arrivi di Shkodran Mustafi e Lucas Pérez hanno chiuso di fatto il mercato dei Gunners, le uniche attività svolte dal Club nella giornata conclusiva hanno riguardato alcuni giocatori in uscita – principalmente in prestito.
Calum Chambers è andato ad accumulare minuti preziosi al Middlesbrough, alla corte di un difensore centrale dalla brillante carriera come Aítor Karanka; giovani come Kelechi Nwakali, Dan Crowley, Jon Toral, Glen Kamara e Julio Pleguezelo hanno trovato casa nei campionati minori o all’estero, mentre figure divenute ormai periferiche alla squadra come Wojciech Szczesny o Joel Campbell sono stati spediti rispettivamente alla Roma e allo Sporting Lisbona, in attesa di una decisione definitiva sul loro futuro.

Svincolati Mikel Arteta, Mathieu Flamini e Tomas Rosicky – quest’ultimo romanticamente tornato allo Sparta Praga – e ceduti a titolo definitivo due ex-promesse come Isaac Hayden e Wellington Silva, pareva che Arsène Wenger fosse determinato a lasciar partire anche l’eterno scontento Mathieu Débuchy, rimasto invece a Londra.
Un piccolo colpo di scena che ci consente di disporre di un’ottima alternativa a Hector Bellerín, altrimenti privo di qualsiasi concorrenza per il ruolo di terzino destro; se il francese ritroverà le motivazioni giuste e una condizione accettabile, non è impossibile che possa ritagliarsi uno spazio in squadra e ritrovare lo smalto d’inizio 2014/2015, quando era uno dei punti forti della nostra difesa.
Tutto dipende da lui, se continuerà a pestare i piedi per una maglia da titolare, a quel punto la cessione a gennaio sarà inevitabile e Carl Jenkinson farà da vice-Bellerín, una volta la riabilitazione completata.

Tra cessioni necessarie e acquisti mirati, la sessione di mercato dell’Arsenal è certamente una delle migliori degli ultimi anni, anche se Lucas Pérez resta una scommessa che Arsène Wenger ha voluto fare per rinforzare il nostro reparto offensivo.
Non è l’attaccante affermato che in tanti speravamo di vedere, però ha un profilo molto simile a quello di Jamie Vardy e Alexandre Lacazette – i due attaccanti che Arsène Wenger ha corteggiato durante l’estate – il che fa pensare che almeno avessimo una lista di obbiettivi ben precisa.

A gettare qualche ombra sull’operato del Club restano i capitoli che riguardano Serge Gnabry e soprattutto Jack Wilshere: il primo, in scadenza di contratto a giugno 2017, è stato ceduto a titolo definitivo al Werder Brema, per una cifra che oscilla tra i cinque e gli otto milioni di sterline; una miseria, in un mercato che ha visto Jordon Ibe passare dal Liverpool al Bournemouth per quindici milioni e James Tomkins dal West Ham al Crystal Palace per dieci.
Di certo la volontà del giocatore di trovare una maglia da titolare altrove ha influito parecchio, però perdere un talento cristallino in questo modo è un colpo duro da accettare; mi chiedo dove sarebbe ora Serge Gnabry, senza quello sciagurato prestito al West Brom di Tony Pulis: avrebbe potuto guadagnarsi una maglia da titolare nel finale della scorsa stagione, come ha fatto Alex Iwobi? Sarebbe potuto diventare l’esterno che Alex Oxlade-Chamberlain fatica ad essere? Tutte domande che non avranno mai risposta, ormai il tedesco è un giocatore del Werder Brema e proverà a far decollare la sua carriera in Bundesliga.

Il secondo, chiuso da una concorrenza spietata e virtualmente inattivo negli ultimi due anni e mezzo, passerà la prossima stagione al Bournemouth di Eddie Howe – dove ritroverà l’amico Benik Afobe e soprattutto la possibilità di giocare ogni settimana, cosa diventata impossibile all’Arsenal.
La speranza per Jack Wilshere è che si ripeta quanto avvenuto negli primi sei mesi del 2010, quando il prestito al Bolton di Owen Coyle lo ha di fatto trasformato da giovane di belle speranze a calciatore vero.
Al Bournemouth, Jack Wilshere potrà diventare il fulcro del gioco dei Cherries, ritrovare le sensazioni perdute nei troppi mesi passati in infermeria e recuperare quel ritmo che i tanti infortuni hanno spezzato – con l’obbiettivo di tornare ad essere un elemento imprescindibile per l’Inghilterra e far ripartire la propria carriera all’Arsenal.

In conclusione, possiamo dire che il mercato dell’Arsenal è stato molto positivo: acquistati un mediano di grande spessore come Granit Xhaka e un difensore di ottimo livello come Skhodran Mustafi, la rosa è stata completata da un difensore di eccellenti prospettive come Rob Holding e dall’attaccante giramondo Lucas Pérez; buona parte delle speranze di una stagione di successo dipenderanno dall’impatto che lo spagnolo avrà in squadra – soprattutto in zona gol – e dalla tenuta fisica di una squadra che ha sempre pagato dazio in termini d’infortuni.
I rientri di Gabriel, Per Mertesacker e soprattutto Danny Welbeck saranno molto importanti nella seconda parte della stagione, nella sua interezza e integrità la rosa sembra ben equipaggiata per regalarci qualche soddisfazione.

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