sabato 17 settembre 2016

Preview, Hull City v Arsenal: non c’è due senza tre per i Gunners?



Digerito il pareggio di Parigi – positivo il risultato, orrida la prestazione – è già tempo di tornare a concentrarsi sulla Premier League: avversario sarà il sorprendente Hull City dell’ancora più sorprendente Mike Phelan, premiato come manager del mese di agosto.
Club alla deriva, con la dirigenza attuale pesantemente contestata e pronta a vendere e una squadra partita per il ritiro estivo senza un manager nominato ufficialmente, l’Hull City ha ribaltato ogni pronostico e già raccolto sette punti, frutto delle vittorie contro i campioni in carica del Leicester City e lo Swansea di Guidolin, oltre al pareggio all’ultimo respiro contro il Burnley.

Siccome una sorpresa tira l’altra, l’Arsenal dovrà stare bene attento a non diventare un’altra vittima eccellente della banda allo sbando di Mike Phelan.


Le due vittorie contro Watford e Southampton hanno dato alla classifica dei Gunners un aspetto accettabile, tuttavia le prestazioni non sono ancora quelle che ci attendiamo da Laurent Koscielny e compagnia cantante: lenti e prevedibili con il pallone tra i piedi, febbrili in difesa, i Gunners hanno fino a qui impressionato per appena quarantacinque minuti, quelli necessari a spazzare il Watford dal campo e portare a casa i primi tre punti; prima e dopo, la squadra non è sembrata granché ispirata e preparata.

La Conferenza Stampa

§       Ramsey e Gabriel fuori, Giroud e Walcott dovrebbero farcela

§       Pochi cambi rispetto a martedì, Čech torna titolare

§       Xhaka diventerà importante per la squadra, è solo questione di tempo

§       Giroud non è ancora pronto fisicamente per partire titolare

L’Avversario
Sarà pure una squadra improvvisata, però questo Hull City ha dimostrato sul campo di avere le qualità indispensabili per salvarsi e – chissà – passare un’annata tranquilla a metà classifica, magari abbinata ad un bel percorso in coppa.
Giocatori affermati come Davies e Snodgrass stanno vivendo un inizio di stagione eccezionale, mentre semi-debuttanti come Clucas e Diomande hanno preso in contropiede gli osservatori e sfornato prestazioni superlative, fornendo un apporto fondamentale al brillante cammino dell’Hull City.
Mike Phelan ha puntato sempre sugli stessi undici di partenza, scommettendo sull’intesa e la coesione del gruppo, e i senatori lo hanno ripagato alla grande: Davies è il giocatore con più palloni intercettati e allontanati di tutta la Premier League, Livermore si è riciclato alla grande come centrale difensivo e Snodgrass ha portato qualità e gol pesanti col suo sinistro preciso; allo stesso modo, Elmohamady ha percorso una quantità incredibile di chilometri sulla fascia destra e Hernández lavorato in maniera infaticabile alla punta dell’attacco dei Tigers.
Pareggiare l’intensità del gioco dell’Hull City sarà il primo compito per i Gunners, che altrimenti rischiano di finire travolti dall’entusiasmo dei padroni di casa.

La Formazione di Arsène Wenger
Pochi cambi rispetto alla partita contro il PSG, ha detto il manager: Petr Čech ritroverà il proprio posto tra i pali, Theo Walcott dovrebbe tornare a disposizione dopo il piccolo infortunio rimediato prima della sfida di Champions League ma, per il resto, gli undici titolari non dovrebbero differire molto rispetto a quelli mandati in campo al Parc des Princes.

Pretattica da parte di Arsène Wenger? Possibile, perché Granit Xhaka e Lucas Pérez premono per tornare in campo e Alex Oxlade-Chamberlain rischia seriamente il taglio, così come Alex Iwobi.

La difesa sembra destinata a restare quella vista contro il Southampton e contro il Paris Saint-Germain, sperando che l’intesa tra Laurent Koscielny e Shkodran Mustafi migliori in fretta; Nacho Monreal è l’unico in serio pericolo, lo spagnolo potrebbe presto sentire il fiato di Kieran Gibbs sul collo se non migliorerà sensibilmente le proprie prestazioni.
A centrocampo credo (e spero) che Granit Xhaka sostituisca Francis Coquelin, a cui il ruolo di guastatore di centrocampo cucitogli addosso da Arsène Wenger non sembra calzare particolarmente bene; Mohamed Elneny potrebbe essere la carta a sorpresa, tuttavia non vedo come lo svizzero possa restare fuori di nuovo dopo l’esclusione a sorpresa di martedì e non fare da base di un triangolo completato da Santi Cazorla e Mesut Özil.

Meno certo il destino degli attaccanti, le cui rotazioni sono il leitmotiv di questo inizio di stagione: possibile che il deludente Alex Oxlade-Chamberlain conservi la maglia da titolare, dopo l’ennesima prova incolore? Tutto è possibile, con Arsène Wenger al timone.
L’alsaziano ha confermato che Olivier Giroud non è ancora al top fisicamente, il che implica che saranno Alexis Sánchez e Lucas Pérez a giocarsi il posto da centravanti; sulla fascia destra giocherà Theo Walcott, se recuperato, mentre quella opposta resta un mistero: giocherà Alex Iwobi, nonostante la scarsa disciplina difensiva mostrata contro il PSG? Vi tornerà Alexis Sánchez, con Lucas Pérez centrale? Oppure Alex Oxlade-Chamberlain avrà l’ennesima opportunità di riscatto?
Io punto su un tridente estremamente mobile ed intercambiabile composto da Alexis Sánchez, Lucas Pérez e Theo Walcott ma è risaputo quanto io e Arsène Wenger abbiamo visioni contrastanti.

Questi i probabili undici che vedremo in campo sabato alle 16 (ora italiana):


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