mercoledì 2 novembre 2016

Ludogorets v Arsenal 2-3: Gunners qualificati tra troppe difficoltà

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Controllo, tocco sotto a scavalcare il portiere in uscita, secco cambio di direzione col sinistro, prima finta di tiro per mandare al tappeto i due difensori, seconda finta per annullare qualsiasi tentativo dei due di rialzarsi, appoggio comodo in rete.

Non esistono parole per descrivere in maniera corretta il capolavoro firmato da Mesut Özil al minuto ’87 della partita di ieri sera, il tentativo qui sopra non è che un pallido tentativo di raccontarlo a chi non lo avesse visto (sciagurato!).
Giusto partire da quel gol, perché è proprio quella prodezza balistica a spedirci dritti agli ottavi di finale di Champions League e mantenere intatte le possibilità di vincere il girone, a spese del Paris Saint-Germain. Non fosse stato per il gol del giovane Mounier, a Basilea sarebbe finita in pareggio e a noi sarebbe bastato un punto in due partite per terminare primi.
Poco male, tra due settimane all’Emirates Stadium avremo la possibilità di chiudere definitivamente i conti.

Tornando alla sfida contro il Ludogorets, il risultato finale non deve far dimenticare il pessimo inizio, a causa del quale ci siamo trovati sotto di due gol in un quarto d’ora:  disattenzioni difensive e scarsa copertura dei terzini ci hanno esposto alle accelerazioni dei giocatori del Ludogorets e costretto ad una rimonta molto dispendiosa – che speriamo non pagheremo domenica contro il Tottenham.
Fortuna che la difesa del Ludogorets è tra le più scarse che ricordi in Champions League, perché poche altre squadre “minori” possono vantare giocatori con la tecnica e l’intelligenza mostrate da Wanderson, Marcelinho, Abel e Jonathan Cafú – il più interessante del lotto.
I nostri centrocampisti sono andati spesso a vuoto nel tentativo di recuperare palla in mediana, così come entrambi i nostri terzini, finendo per rincorrere sistematicamente gli avversari per tutto il primo tempo e parte della ripresa; ci sono volute tanta determinazione e molta esperienza per riuscire a recuperare il risultato e creare occasioni da gol nonostante la manovra praticamente assente,  credo che Arsène Wenger si riferisse proprio a questo quando ha dichiarato di avere una squadra più matura rispetto al passato, “una squadra di uomini e non più di ragazzini”.
I gol di Granit Xhaka e Olivier Giroud, arrivati quasi dal nulla, sono lì a testimoniare in favore della crescita mentale della squadra: il primo si è mostrato glaciale nell’accompagnare in rete il cross arretrato di Mesut Özil, mentre il secondo è stato spietato nel punire un’uscita almuniesca del portiere avversario.

Ottenuta la qualificazione agli ottavi di finale con ben due turni d’anticipo, è finalmente tempo di pensare alla sfida di domenica contro il Tottenham Hotspur: i cugini sono ancora senza sconfitte in campionato e arriveranno all’Emirates Stadium decisi ad annullare i tre punti di distanza che ci separano, mentre dal canto nostro avremo la ghiotta opportunità di spezzare i sogni d’imbattibilità stagionale dei cugini e mettere già sei punti tra noi e loro, rispedendoli verso la mediocrità alla quale appartengono, storicamente.

Si annuncia un altro North London Derby vibrante e pieno d’emozioni, speriamo di poter recuperare almeno tre dei quattro giocatori infortunati (Hector Bellerín, Nacho Monreal, Santi Cazorla e Theo Walcott) e affrontare il Tottenham nelle migliori condizioni: il morale è alle stelle, i tifosi sono di nuovo uniti nel supportare la squadra e i giocatori mostrano sempre più carattere e fiducia nei propri mezzi.
Pur restando cautamente ottimisti, ci sono tutte le condizioni per ribadire che nel nord di Londra esiste un solo Club.

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