venerdì 3 marzo 2017

Non protestare contro chi protesta, Gooner!

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Il 7 marzo prossimo, mentre la squadra sarà negli spogliatoi per preparare la più inutile delle partite di Champions League, una fetta dei tifosi dell’Arsenal starà marciando tra Highbury e l’Emirates Stadium per protestare contro l’offerta di rinnovo presentata dalla dirigenza ad Arsène Wenger.

Una passeggiata di protesta pacifica, organizzata dalla fanzine Gooner, che partirà dal vecchio East Stand di Highbury per arrivare all’Armoury e poi davanti all’entrata del nostro gioiello architettonico che – stando alle parole di Ivan Gazidis del 2012 – “ci permetterà in due-tre anni di competere con qualsiasi Club al mondo.”
Inutile sottolineare che, nonostante gli introiti delle biglietterie, degli sponsor e delle TV, siamo lontani anni luce da Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid e non superiori a Chelsea, Manchester City, Juventus e Paris Saint-Germain – ragione per la quale la protesta organizzata martedì prossimo è perfettamente legittima e perfino comprensibile.

Le promesse del nostro Chief Executive Director sono state palesemente disattese, la squadra non ha ancora dato nessun segnale di poter compiere un vero salto di qualità e una larga fetta di sostenitori ritiene che Arsène Wenger sia il responsabile di questo immobilismo; nonostante le due FA Cup del 2014 e 2015, infatti, l’Arsenal non ha mai davvero lottato per il titolo e non è mai andato oltre gli ottavi di Champions League – rimediando sconfitte umilianti contro Barcellona, Milan e Bayern Monaco – proprio quei Club contro i quali avremmo dovuto giocare ad armi pari.

Chi legge questo blog sa quanto ho difeso Arsène Wenger da critiche spesso eccessive, tuttavia tacciare chi protesterà di essere un “non-tifoso” sarebbe irrispettoso e stupido; i freddi numeri raccontano che in dieci delle ultime dodici stagioni abbiamo chiuso il campionato con dieci o più punti di distacco dalla capolista (con punte di 21 e 24!) e che l’Europa è sempre stata un lontano miraggio, più che un obbiettivo raggiungibile.
Incredibilmente, ogni stagione sembra seguire lo stesso identico percorso che ci vede iniziare male, recuperare brillantemente, sprofondare durante l’inverno e risorgere in primavera, fino ad assicurare la partecipazione alla Champions League della stagione seguente e accendere una fiammella di speranza tra i tifosi; non abbocco alla filastrocca del quarto posto d’ordinanza – dopotutto delle ultime cinque stagioni, per due volte siamo arrivati terzi e l’anno scorso secondi – ma capisco che la voglia di cambiamento sia tanta, anche a costo di correre qualche rischio.

Non è dato sapersi quanti saranno coloro che marceranno tra Highbury e l’Emirates Stadium, però chi si aspetta di vedere i soliti quattro gatti rischia di restare sorpreso: se alla bufala della protesta in Cile per spingere Alexis a lasciare Londra hanno aderito in 4 (!) e non in 14'000 come registrato sui social media, ad Highbury saranno in qualche centinaio, forse addirittura di più.
Marceranno pacificamente e proveranno a far sentire la propria voce ad una dirigenza sorda e impaurita, completamente a digiuno di conoscenze calcistiche e speranzosa che Arsène Wenger resti al proprio posto, a fare da paravento alla loro pochezza di promotori immobiliari, banchieri e imprenditori.

Per chi volesse saperne di più sulla protesta, qui c’è l’articolo della fanzine Gooner e qui un articolo molto interessante, scritto da Mark King per Gunners Town, nel quale spiega i motivi della sua partecipazione alla marcia di protesta.
Niente isteria, niente offese gratuite, niente comparsate su Arsenal Fan TV, solo una serie di argomenti validi a difesa del diritto di protesta.

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