lunedì 25 settembre 2017

A chi giova questa difesa a tre?

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Middlesbrough-Arsenal, 17 Aprile 2017.
Reduci dall’imperdonabile disfatta per tre a zero a casa del Crystal Palace, Arsène Wenger e i suoi uomini arrivano al Riverside Stadium con il morale a terra e le spalle al muro – serve una vittoria a tutti i costi e serve anche una scossa all’ambiente, depresso e arrabbiato.

Quando la formazione ufficiale viene annunciata, è stupore: l’immutabile, immarcescibile, testardo Arsène Wenger abbandona la difesa a quattro e schiera tre centrali, seguendo la moda lanciata da Antonio Conte dopo la sconfitta rimediata proprio contro di noi, all’Emirates Stadium.

Titolari quel giorno erano il giovane Rob Holding, capitan Laurent Koscielny e il brasiliano Gabriel, difensore capace ma spesso inaffidabile; nonostante il risultato positivo, il resoconto della BBC – firmato Gary Rose – è impietoso e parla di un Arsenal in difficoltà di fronte ad un Middlesbrough “vivace, ma i cui limiti nella trequarti avversaria hanno impedito di sfruttare i buchi nella difesa dell’Arsenal”, per continuare con un non più lusinghiero “Holding, Koscielny e Gabriel non hanno compiuto un singolo tackle nei primi 60 minuti di gioco e una squadra più forte del Middlesbrough non avrebbe certo perdonato certi errori”.

Fatto sta che da quel momento fino alla fine della stagione, i Gunners hanno ripreso a vincere e hanno concesso solamente cinque gol in campionato, anche se alla fine il tanto agognato quarto posto non è stato raggiunto.
Sebbene i numeri dessero ragione ad Arsène Wenger, il manager è sembrato il primo degli scettici quando si è trattato di confermare la volontà di continuare con questo assetto – glissando spesso sulla domanda e ripetendo come la squadra possa giocare indifferentemente con tre o quattro difensori; è vero che anche in questo inizio di stagione stiamo vedendo sistematicamente tre difensore centrali e due tornanti, tuttavia il mercato estivo ha dato indicazioni contraddittorie circa le preferenze tattiche del manager: l’arrivo di Sead Kolašinac dallo Schalke 04 è stato un colpaccio ma il bosniaco è un terzino e non aveva mai giocato come tornante; la cessione di Alex Oxlade-Chamberlain, assieme a quella di Carl Jenkinson, ci lasciano con il solo Héctor Bellerín come laterale destro, dato che Mathieu Débuchy vive da separato in casa e il giovanissimo Reiss Nelson è troppo inesperto e offensivo per ricoprire il ruolo; lo stesso è accaduto sull’altra fascia, dove Sead Kolašinac non ha nessuna concorrenza dopo la cessione di Kieran Gibbs e la trasformazione – ormai definitiva – di Nacho Monreal in centrale di difesa.

Dato l’enorme sforzo fisico che richiede il ruolo, perché privarsi di un numero sufficiente di alternative per le fasce?

Anche gli ultimi, frenetici, minuti di mercato hanno suggerito un immediato ritorno al 4-2-3-1, perché il possibile arrivo di Thomas Lemar dal Monaco per sostituire Alexis Sánchez avrebbe privato la squadra di tanti gol ma aggiunto imprevedibilità e fantasia sulla trequarti – qualità che corrispondono ad un trequartista più che ad una seconda punta – quindi ad un trio di creatori alle spalle di una punta centrale più che ad un tridente puro.
La cessione di Alexis Sánchez è poi sfumata e con essa l’arrivo di Thomas Lemar, quindi si continua con questo 3-4-3 che sembra essere figlio di nessuno: la rosa non è adatta al modulo, il manager non sembra essere del tutto convinto e le prestazioni non confermano affatto la bontà della scelta – quindi la confusione continua a regnare.

Arsène Wenger ha cambiato modulo in corsa già tre volte dall’inizio della stagione, contro Leicester City, Liverpool e Colonia, ottenendo sempre un netto miglioramento da parte della squadra; sebbene la sconfitta ad Anfield non sia stata evitata, il cambio di modulo ha permesso due importanti colpi di coda e altrettante vittorie contro il Leicester City e il Colonia, all’esordio in Europa League -  a riprova che il cambiamento non è stato ancora digerito del tutto.

Per concludere, l’Arsenal con la difesa a tre convince solo in parte: abbiamo concesso lo stesso numero tre gol in più rispetto ai primi cinque turni della scorsa stagione, segnato lo stesso numero di reti ma racimolato tre punti in meno; col nuovo modulo abbiamo messo in congelatore giocatori come Theo Walcott, Francis Coquelin e Alex Iwobi, ancora in attesa di una collocazione tattica funzionale alle loro qualità e la rosa è scoperta in zone di fondamentale importanza come le fasce e la difesa centrale e troppo abbondante in attacco – dove Alexis Sánchez, Danny Welbeck, Mesut Özil, Alexandre Lacazette, Olivier Giroud e i dimenticati Theo Walcott e Alex Iwobi si giocano tre maglie da titolare in sette.

Ciliegina sulla torta, i due giocatori più rinomati – attorno ai quali è costruita questa squadra, partiranno a parametro zero a fine stagione.

Un quadretto molto poco rassicurante.

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