giovedì 5 ottobre 2017

Bentornato, Hector!

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Sembrava essersi perso tra un rinnovo pluriennale, qualche infortunio di troppo, un cambio di formazione che ha favorito l’ascesa di Alex Oxlade-Chamberlain e l’interesse del Barcellona – con conseguente richiesta di trasferimento.

Dopo Fàbregas, ecco un altro catalano che pareva non resistere al richiamo di casa, di quel DNA Barcellona sul quale ricamarono all’epoca Xavi, Piqué, Puyol e tanti altri.
Stavolta però è arrivato il niet di Arsène Wenger, cui è seguita la cessione di Alex Oxlade-Chamberlain al Liverpool e un nuovo ruolo da protagonista per Héctor Bellerín – un giocatore ritrovato.
L’inizio di stagione da esterno sinistro è stato disastroso, l’errore ad Anfield per il gol di Mohamed Salah sembrava aver riportato l’ex allievo de La Masia a quella notte di Dortmund, quando un palcoscenico troppo grande aveva trasformato un debutto da sogno in un vero incubo.

Passata la tempesta e passate le due settimane di pausa per le partite internazionali, a Londra si è rivisto il Bellerín di due stagioni fa – una freccia inarrestabile sulla corsia di destra.
Puntuale negli inserimenti offensivi, lo spagnolo ha ritrovato efficacia ed equilibrio in fase difensiva e forma una catena eccezionale con Laurent Koscielny alle sue spalle e Mesut Özil davanti, oltre ad essere un bersaglio ideale per i cambi di gioco di Granit Xhaka.
Certo, il passaggio finale è ancora un punto da migliorare nel gioco dello spagnolo, colpevole di non sfornare abbastanza assist nonostante le tante occasioni, però a 22 anni l’ex centrocampista del Barcellona possiede tutte le qualità necessarie per diventare un pilastro dell’Arsenal del futuro: giovane ma già esperto, legato al Club fino a giugno 2023 e già tra i migliori nel proprio ruolo in Premier League, Hector Bellerín può diventare un punto fermo nel nord di Londra.

Le ultime due prestazioni contro West Brom e Brighton, durante le quali ha dominato i diretti avversari, hanno rinforzato la sua immagine all’esterno del Club, confermando i progressi effettuati dopo la disfatta di Anfield contro il Liverpool, ma il vero esame è stato quello di Stamford Bridge contro il Chelsea, quando Hector Bellerín ha mostrato grande maturità tattica e grande efficacia difensiva nel limitare Pedro e Marco Alonso, due avversari difficili da gestire.
In una partita sofferta per l’Arsenal, il giovane spagnolo si è dimostrato molto maturo nel controllare i propri istinti offensivi e ha anche fatto notare un cinismo insolito, ricorrendo alle maniere forti quando necessario – vedi lo spintone gratuito a Bakayoko per fermare un contropiede potenzialmente pericoloso.

Sono giorni in cui si parla parecchio delle partenze di Mesut Özil e Alexis Sánchez e di come Arsène Wenger costruirà l’Arsenal del futuro – soprattutto attorno a quali giocatori; si fanno i nomi di Aaron Ramsey, di un ritrovato Jack Wilshere (ipotesi remota) e di Granit Xhaka ma si parla troppo poco di Hector Bellerín, che in silenzio si sta ritagliando un posto da intoccabile nell’undici titolare dell’Arsenal.
Già vicinissimo alle 100 presenze in Premier League ad appena 22 anni, il catalano è un serio candidato a diventare una figura di riferimento anche fuori dal campo, uno degli ambasciatori della nuova generazione cresciuta a London Colney dopo gli anni d’oro.

Tra giocatori-chiave che invecchiano come Petr Čech, Laurent Koscielny, Per Mertesacker e Nacho Monreal e altri che non riescono ad imporsi nello spogliatoio – vedi Aaron Ramsey e Shkodran Mustafi – e dato il fallimento del British Core tanto caldeggiato da Arsène Wenger, è tempo che l’Arsenal abbia un nuovo volto.

Hector Bellerín riempie tutte le condizioni per essere il candidato ideale.

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