venerdì 29 dicembre 2017

Alexis Sánchez e l’ipocrisia dei cacciatori di streghe


Sembra il titolo di un film fantasy, probabilmente ispirato da un libro di J.K. Rowling, e invece sarà un poco velato j’accuse a tanti tifosi dell’Arsenal, la cui memoria corta e selettiva tracima verso l’ipocrisia, appunto.

Non si tratta di una difesa d’ufficio né della volontà di andare per forza controcorrente, però la maniera in cui la maggioranza dei tifosi ha deciso di voltare le spalle al cileno colpisce per superficialità e infantilismo: se fino a qualche mese fa Alexis Sánchez era il giocatore da prendere ad esempio per passione e determinazione, oggi è diventato il male assoluto.
Non è da quando ha deciso di andarsene che l’ex attaccante del Barcellona perde palloni a ripetizione, che s’intestardisce in dribbling inutili, che rallenta la manovra offensiva trattenendo il pallone troppo a lungo.
Piaccia oppure no – e personalmente non mi piace – Alexis Sánchez è un giocatore che prende tantissimi rischi, a differenza della maggioranza di coloro che vestono Red&White oggi; in un mare di perfetti impiegati di banca, con la loro riga da una parte e la cravatta abbinata al completo, il cileno è il fattorino rumoroso che arriva con troppi pacchi sul carrello e passa tra i corridoi a velocità pazzesche.
Senza la sua determinazione cieca, senza la sua ottusa insistenza nel voler saltare l’avversario diretto, il nostro gioco già soporifero diventerebbe ancor meno sopportabile e ancor più prevedibile, se possibile.

Troppe volte abbiamo visto tante belle statuine che aspettano il pallone spalle alla porta, marcatissime, per poi appoggiarlo indietro di prima, non appena lo ricevono; i vari Alex Iwobi, Olivier Giroud, Theo Walcott, Danny Welbeck e compagnia non hanno quasi mai l’ardore di puntare l’uomo e lasciarlo sul posto – figuriamoci le qualità tecniche per riuscirci – mentre Alexis Sánchez ci prova sistematicamente, pur con risultati non sempre convincenti.
Abbiamo una squadra composta da centrocampisti e attaccanti inetti al dribbling, con le sole eccezioni di Santi Cazorla, Mesut Özil e Alexis Sánchez – tre giocatori che potrebbero non essere più all’Arsenal a settembre dell’anno prossimo.

Che Alexis Sánchez abusi del dribbling e non abbia il buon senso di sapere quando e come adoperare il suo cambio di passo è noto, tuttavia senza di lui siamo una squadra molto più povera e avremmo molti meno punti in classifica, oggi.
Nonostante una serie di prestazioni deludenti, è stato protagonista in tante delle reti segnate recentemente, tra gli ultimi l’assist per il pareggio di Olivier Giroud a casa del Southampton e il colpo di testa che ha dato il via alla rimonta contro il Liverpool.
Senza brillare (anzi!) e senza che nessuno dei suoi movimenti e colpi preferiti gli riesca, Alexis Sánchez sposta gli equilibri e cambia le partite, il che la dice lunga sul contributo che può dare alla squadra.

Corre e si sbatte come ha sempre fatto da quando ha esordito con la maglia dell’Arsenal, tenta e ritenta senza risparmiarsi esattamente come il primo giorno ma i colpi non gli escono, in questo periodo; attenzione, non si tratta di tutta la stagione, perché le prestazioni sfornate contro Brighton, Everton e quella recentissima contro il Crystal Palace sono lì a testimoniare che Alexis Sánchez sa ancora giocare a calcio e sta attraversando un periodo di forma non eccellente – come succede a tutti i calciatori.
Le speculazioni sul contratto in scadenza, la finestra di mercato che sta per aprire e la corte di Manchester City e Paris Saint-Germain lasciano il tempo che trovano, il cileno è uno di quei malati di calcio cui il contorno interessa poco.
A differenza di Mesut Özil e il suo entourage, sempre infallibili nel gestire la comunicazione via social e le pubbliche relazioni, Alexis Sánchez non ha chi ne cura l’immagine e ne detta gli aggiornamenti Facebook e Twitter – e si vede!
Il tedesco, che si trova nella medesima posizione dell’attaccante esploso nell’Udinese, ha fatto ben attenzione a non irritare i tifosi dell’Arsenal e mantenere aperto il ponte che porterebbe (o porterà?) al rinnovo, trasformandosi dal pigro e disinteressato milionario al campione sul quale costruire il nuovo ciclo – complici alcune prestazioni molto positive ma di certo non sorprendenti per il miglior centrocampista/trequartista al mondo.

Alexis Sánchez non è cambiato negli ultimi mesi, il suo calcio è sempre lo stesso e porterà gli stessi frutti che ha portato nelle ultime tre stagioni – ovvero una trentina tra gol e assist a stagione; a volte segna di più, a volte offre più assist, ma la sostanza è che il cileno cambia le partite con una giocata ed è l’unico in grado di fare ciò, tra i nostri attaccanti.
Anziché criticarlo sempre e comunque, anziché cancellare in maniera cinica e selettiva le giocate positive ed evidenziarne ogni minimo errore, i tifosi dell’Arsenal farebbero bene a sostenere Alexis Sánchez fino all’ultimo minuto giocato con la maglia dei Gunners.

Certo, Arsène Wenger dovrà fare una scelta e decidere se trattenere il cileno fino a fine stagione oppure venderlo e incassare qualche decina di milioni di sterline; ammesso che Alexis Sánchez voglia restare e dare il massimo da qui a fine stagione, noi tutto dovremmo tirare un grosso respiro di sollievo e incoraggiare lui e tutta la squadra – che inizierebbe il 2018 molto più forte di quanto molti possano immaginare.

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