venerdì 1 giugno 2018

Stephan Lichtsteiner e Sokratis Papastathopoulos, i pro e i contro




Il primo è un terzino destro di 34 anni, svizzero, già protagonista in Europa con le maglie di Lille, Lazio e Juventus; il secondo è uno stopper greco di 30 anni, da tempo colonna del Borussia Dortmund dopo aver difeso i colori di AEK Atene, Genoa, Milan e Werder Brema.
Il primo è dato per bollito in Italia, eppure anche quest’anno ha racimolato una trentina di presenze nonostante la concorrenza agguerrita di Juan Cuadrado e Mattia De Sciglio; come successo con l’arrivo di Dani Alves da Barcellona, Stephan Lichtsteiner ha saputo ripartire da una posizione sfavorevole e ritagliarsi comunque uno spazio più che accettabile nello scacchiere di Massimiliano Allegri.
Il secondo è reduce da un paio di stagioni deludenti e paga una situazione caotica in Vestfalia, dove la partenza di Thomas Tüchel e i fallimenti successivi di Peter Bosz e Peter Stöger hanno minato le prestazioni e i risultati della squadra; non esente da critiche, il possente difensore ellenico è comunque il giocatore più utilizzato dopo il portiere Bürki.

Entrambi sono ormai ad un passo dal diventare giocatori dell’Arsenal, i primi nuovi arrivati nella gestione di Unai Emery, ma né Stephan Lichtsteiner, né Sokratis Papastathopolous fanno l’unanimità tra i tifosi.

Perché No:

Per quanto riguarda Stephan Lichtsteiner, l’età pesa non poco nella valutazione generale: a 34 anni suonati, lo svizzero non è più lo Swiss Express dei bei tempi ma piuttosto un regionale che fa tutte le fermate, di quelli che si bloccano un’ora in aperta campagna senza un perché – ed è quindi naturale che il suo arrivo non susciti grande entusiasmo.
Inoltre, l’ex giocatore della Juventus si porta dietro uno stile di gioco molto fisico e spigoloso, cosa che non coincide con il calcio generalmente prodotto dall’Arsenal e che – data l’età avanzata – non potrà garantire a lungo.
Spesso nervoso e falloso, lo svizzero con la sua reputazione rischia di finire sotto la lente d’ingrandimento degli arbitri inglesi – come successo a Granit Xhaka durante la sua stagione d’esordio.
Ricapitolando: vecchio, falloso e sul viale del tramonto. Grazie ma no.

Sokratis Papastathopoulos non ha problemi di età, anzi entra ora negli anni della maturità e vanta un curriculum di tutta esperienza: niente di scintillante, però tante partite disputate in svariate competizioni – dalle più prestigiose alla più modeste – e un rendimento sempre accettabile anche se mai impressionante.
Un buon innesto, probabilmente, ma di certo non il profilo giusto per puntellare una difesa troppo propensa all’errore catastrofico.
Perché investire oltre quindici milioni di sterline in un quasi trentenne che non “sposterebbe gli equilibri”, per usare un’espressione di moda quando si tratta di valutare i trasferimenti di difensori?
Inoltre, l’ex giocatore di Werder Brema e Genoa è sì molto possente a livello fisico, però anche abbastanza lento e tendente a finire a terra per effettuare un contrasto o intercettare un pallone, difetto che è difficilmente perdonabile ad un difensore ormai esperto come lui.
Grazie ma no, anche per Sokratis.

Perché Sì:

Tre stagioni al Lille, tre stagioni alla Lazio e sette alla Juventus; sessanta presenze tra Europa League a Champions League e novantotto presenze con la Nati svizzera, con due Europei e tre Mondiali, compreso quello in Russia che vivrà da capitano.
Un campionato vinto con il Grasshopper, sette scudetti e cinque Coppe Italia con la Juventus, più due finali di Champions League.
Solo che per il palmarès, Stephan Lichtsteiner meriterebbe di essere accolto come un grande acquisto.
Oltre ai trofei, tuttavia, lo svizzero porta in dote quell’esperienza che manca terribilmente allo spogliatoio dell’Arsenal, a maggior ragione se consideriamo che Per Mertesacker si è ritirato e che Laurent Koscielny sarà fermo fino ad inizio 2019, se tutto va bene.
Dettaglio non da poco, lo svizzero è svincolato e arriverà quindi a costo zero, il che permetterebbe di avere allo stesso tempo un rinforzo di spessore e risparmiare fondi per rinforzare altri reparti.
Avrà pure 34 anni, però a Stephan Lichtsteiner verrà solo chiesto di coprire le spalle a Hector Bellerín, titolare inamovibile sulla corsia di destra, e aiutarlo a diventare un terzino migliore – soprattutto in fase difensiva.
Esperto, vincente e a parametro zero, cosa volete di più?

Discorso simile per Sokratis Papastathopolous, anche se per il centrale greco il Borussia Dortmund chiede una cifra vicina ai venti milioni di euro – investimento pesante ma tutto sommato ragionevole se valutiamo il mercato attuale.
Le titubanze degli ultimi diciotto mesi a Dortmund ne hanno oltremodo intaccato la reputazione, perché fino all’altro ieri – calcisticamente parlando – era considerato uno dei migliori centrali difensivi della Bundesliga e sulle sue tracce s’erano messi Club di primissimo livello, tra cui il Real Madrid.
Pur avendo vissuto una stagione travagliata, Sokratis può vantare statistiche difensive molto vicine a quelle di mostri sacri del campionato tedesco come Mats Hummels, del quale ha raccolto l’eredità al Borussia Dortmund – e Jérôme Boateng; le statistiche non sempre raccontano tutta la verità ma almeno sappiamo che Sokratis, pur non essendo un fenomeno, certamente non è un brocco.
Con Per Mertesacker in pensione, Laurent Koscielny infortunato per parecchio tempo e Shkodran Mustafi sempre incerto e comunque appena 26enne (età tenera per un difensore), l’esperienza di Sokratis Papastathopolous sarà estremamente importante per aiutare una linea difensiva giovane e male organizzata.
Non stiamo ingaggiando Beckenbauer, siamo tutti d’accordo, però il greco merita tutto il supporto possibile perché potrebbe inaspettatamente diventare un tassello fondamentale della formazione di Unai Emery.

Per concludere, con una spesa di venti milioni di euro portiamo a casa due difensori d’esperienza e carisma, senza troppe aspettative eppure abitualmente molto affidabili.

Perché tanto scetticismo?


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