giovedì 19 luglio 2018

Da Lichtsteiner a Guendouzi, il nuovo Arsenal prende forma



Un trentaquattrenne come primo acquisto, un diciannovenne come ultimo – almeno per ora; il mercato dell’Arsenal è stato fino a qui molto animato, con cinque nuovi innesti già confermati.
Sono arrivati Stephan Lichtsteiner e Sokratis Papasthatopoulos per la difesa, Lucas Torreira e Mattéo Guendouzi per il centrocampo e Bernd Leno a giocarsi una maglia con Petr Čech per difendere i pali dei Gunners.
Niente di trascendentale, almeno a scorrere i nomi, ma la prima sensazione è che Unai Emery conosca fin troppo bene i limiti della rosa attuale dell’Arsenal e che abbia immediatamente messo una pezza alle lacune quasi decennali cui ci eravamo abituati.

Individualmente non saranno né Lichtsteiner né Sokratis a rimettere in piedi la difesa ballerina dell’Arsenal ma il primo permetterà a Hector Bellerín di tirare il fiato quando necessario, mentre il secondo prenderà il posto di Per Mertesacker – sia per quanto riguarda la prestanza fisica che per l’esperienza.
Ovviamente non stiamo parlando di innesti del valore di un Raphaël Varane o di un Mats Hummels ma di giocatori già pronti, esperti e con quel pizzico di cinismo che manca tanto ai difensori cui ci ha abituati Arsène Wenger.
Discorso simile per il centrocampo, anche se Lucas Torreira ha appena ventidue anni e poca esperienza alle spalle: la sua sagacia tattica e la sua abnegazione serviranno come il pane ad un centrocampo poco abituato a guardarsi le spalle, se non quando è troppo tardi.
Non sarà certo l’uruguaiano ex-Sampdoria a rendere impenetrabile la nostra linea mediana ma sarà indispensabile nel rendere molto più efficaci Granit Xhaka, Aaron Ramsey e Mesut Özil intorno a lui – in un ruolo non dissimile a quello di N’Golo Kanté con la nazionale francese.

Anche per quanto riguarda i portieri sembra che Unai Emery abbia optato per un approccio molto pragmatico: David Ospina, arrivato ormai quattro anni fa, non è stato in grado di spodestare né un Wojciech Szczesny altalenante e immaturo, né un Petr Čech ormai oltre i propri anni migliori e verrà quindi sostituito dal più giovane Bernd Leno, portiere tedesco ex-Leverkusen che avrà il compito di strappare il posto da titolare al veterano ceco – missione dimostratasi impossibile per il colombiano, mai convincente appieno.

Ancor prima di parlare di tattica, formazioni e turnover, quindi, è interessante soffermarsi sulla determinazione quasi feroce del nuovo allenatore spagnolo, che sembra voler tagliare netto con il passato e lo stile manageriale di Arsène Wenger: niente più condiscendenza e niente più paternalismo, spazio invece al realismo e alla concretezza.
Per conferme chiedere a Jack Wilshere, recentemente passato al West Ham dopo una lunga e schietta chiacchierata col nuovo tecnico, dalla quale è emerso che a nessun giocatore è stato garantito un minutaggio minimo – nemmeno a chi è entrato nei ranghi del Club da bambino; oppure si può chiedere a Santi Cazorla, un giocatore che noi tutti avremmo sperato di veder tornare in campo ma che gli infortuni hanno irrimediabilmente rovinato, anche se non definitivamente.
Vederlo calcare di nuovo un prato, seppur con la maglia del Villarreal, è bellissimo ma sappiamo tutti fin troppo bene che non potrà più giocare con continuità.

Sarà meno poetico e certamente meno romantico, però credo di non sbagliare nel dire che è ciò che serve oggi ad un Club come l’Arsenal e ai suoi giocatori, tanti dei quali hanno beneficiato di tante, troppe occasioni.
Chissà, magari Jack Wilshere sarà eletto miglior giocatore della Premier League 2018/2019 e Santi Cazorla giocherà cinquanta partite con il suo nuovo Club ma nel nord di Londra era ora di voltare pagina e Unai Emery lo sta facendo.

È una bella sensazione, che porta con sé curiosità ed entusiasmo – due sostantivi che non sono più stati accostati all’Arsenal da tantissimo tempo.


1 commento:

  1. A vostro parere arriverà qualcun altro o adesso sfoltiremo soltanto? In entrambi i casi in quale zona del campo?

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