lunedì 3 settembre 2018

Primo pit-stop per Emery, prime valutazioni per noi




Fermi tutti, pausa.
Niente Premier League il prossimo weekend, che vedrà le nazionali europee impegnate nella nuovissima Nations League e le altre in amichevoli varie; l’occasione perfetta per analizzare l’inizio di stagione di Unai Emery e il suo Arsenal – tra piacevoli sorprese e inattese delusioni.
 
Il tabellino globale parla di due vittorie e due sconfitte in quattro partite, un cammino non del tutto soddisfacente ma in linea con le previsioni fatte una volta conosciuto il calendario di campionato: la sconfitta con il Manchester City era praticamente scontata, così come le vittorie contro West Ham e Cardiff City, mentre la trasferta a Stamford Bridge era un’incognita; gli ottimisti contavano sul cambio di allenatore e di filosofia e i ritardi di preparazione per strappare un risultato positivo, mentre i pessimisti ribattevano che il Chelsea non potesse giocare peggio che durante gli ultimi mesi del regno di Antonio Conte e che una sconfitta fosse prevedibile.
Hanno avuto ragione questi ultimi, anche se perdere a casa del Chelsea non può essere considerato una brutta sorpresa.

Si può quindi dire che l’Arsenal di Unai Emery ha la classifica e i punti che la maggior parte di noi si aspettava, a questo punto; a sorprendere, semmai, è la maniera in cui ciascuno di questi risultati è arrivato: se si esclude lo 0-2 rimediato dal Manchester City, decisamente troppo forte per i mezzi attuali dell’Arsenal, gli altri risultati sono tutti maturati in maniera poco convincente – vittorie incluse.
Sia il West Ham che il Cardiff City ci hanno reso la vita molto più complicata del previsto e hanno avuto più di un’occasione per negarci la vittoria finale, situazione inimmaginabile visto il divario esistente tra i giocatori a disposizione dei vari tecnici.

Purtroppo siamo una squadra ancora senza identità, soprattutto a causa di un organico costruito in maniera troppo fantasiosa e alle abitudini assimilate da giocatori che hanno passato buona parte la loro carriera agli ordini di Arsène Wenger.
Ci vorranno tempo e un paio di sessioni di mercato affinché Unai Emery possa disporre di una squadra che possa sentire sua, tuttavia l’inizio è meno incoraggiante di quanto mi aspettassi; è bello vederlo agitarsi lungo la linea laterale, effettuare cambi prima dell’ora di gioco, non guardare in faccia a nessuno quando effettua una scelta ma tutto ciò resta puro folklore se nessuna delle due fasi di gioco migliora davvero.

Vediamo nel dettaglio come si comporta la squadra in attacco:

Gol Segnati: 8
Siamo il quarto miglior attacco del campionato dietro City (11), Chelsea (10) e il trio formato da Liverpool, Watford e Tottenham (9).

Tiri in porta: 58
Arriviamo al tiro molto meno di City (91 tiri in quattro partite!) e Chelsea (76) ma anche di Liverpool (66), Southampton (64), Manchester United (61), Fulham e Tottenham (entrambi a 60).

Tiri nello specchio: 30
Tireremo poco ma almeno abbiamo buona mira, visto il 52% di tiri indirizzati nello specchio. Tra l’Arsenal e il resto della classe c’è un abisso (il Palace, secondo, è fermo al 43%), la cattiva notizia è che non durerà in eterno.
Se il piano di Emery è di tirare poco ma bene, i nostri numeri sono destinati a peggiorare.

Passaggi riusciti: 83%, possesso palla: 52%
Il possesso palla non è un punto forte, bisogna ammetterlo: gli specialisti di Chelsea e Manchester City ci surclassano con un possesso vicino al 65% e una percentuale di passaggi riusciti vicinissima al 90%.
Numeri da marziani, che ci collocano a metà classifica assieme a squadre moto meno tecniche quali Everton e Fulham ma anche del Liverpool di Jürgen Klopp, che col suo pressing asfissiante e le sue transazioni rapide dovrebbe essere la squadra più simile a noi.

Come funziona invece la fase difensiva?

Gol Subiti: 8
Terza peggior difesa del campionato, meglio solo di Huddersfield e West Ham (10) e di Burnley e Fulham (9), mentre i nostri rivali sono lontani anni luce: il Liverpool è fermo a un gol subito, Chelsea e Manchester City a 3, il Tottenham a 4.

Tiri concessi: 68
In media concediamo 17 tiri ai nostri avversari, un’enormità rispetto a Manchester City e Liverpool che ne concedono quasi un terzo (7 a partita) ma anche rispetto a Chelsea e Manchester United, che ne concedono la metà (9).
Peggio di noi fanno solo Burnley e Huddersfield, meglio di noi pure il West Ham ultimo in classifica con quattro sconfitte consecutive.

Contrasti vinti: 63%
Nemmeno i contrasti sembrano riuscirci bene, la nostra percentuale di riuscita è tra le peggiori del campionato assieme a quella di Wolves (60%), Bournemouth (58%) e Manchester City (57%).
Ebbene sì, gli uomini di Guardiola sono i meno efficaci in quanto a contrasti, peccato però che loro abbiano il pallone per 80 minuti a partita, mentre noi annaspiamo ogni volta che lo perdiamo.

Falli: 50 commessi, 50 subiti
Equilibrio è la parola d’ordine in casa Arsenal, siamo quarti tra le squadre che subiscono più falli e quinti tra quelle più fallose.
Il dato interessante qui è che diventiamo molto più fallosi nel secondo tempo, forse un segnale che il pressing alto richiesto da Unai Emery costa molto in termini di lucidità.
Chissà che con una migliore condizione fisica non si possa arrivare ad essere più incisivi e meno fallosi col passare dei minuti e magari recuperare palla in zone interessanti.

Cartellini: 9
Se c’è una cosa che è davvero cambiata in squadra con l’arrivo di Unai Emery, quella è la cattiveria in campo; sono già 9, infatti, le ammonizioni rimediate dai nostri in quattro gare di Premier League e ci piazzano tra i più cattivi del campionato dietro a West Ham a Watford.
Non che sia un merito in sé, però almeno non esitiamo a ricorrere alle maniere forti quando non esistono alternative – cosa che non succedeva da quando abbiamo perso Patrick Vieira a centrocampo e Lauren in difesa.

Come potete vedere, Unai Emery ha tantissimo lavoro da fare per mettere a posto una fase difensiva deficitaria; ad oggi, le nostre prestazioni difensive sono accomunabili a quelle di squadre che lottano per non retrocedere e non potrà sempre essere la giocata del singolo a tirarci fuori dai guai.
Il problema è troppo esteso per essere addossato ad un paio di giocatori, esistono problemi strutturali che vanno risolti al più presto come la mancata copertura sulle avanzate dei terzini e l’isolamento difensivo di Granit Xhaka in mediana.
L’innesto di Lucas Torreira – che spero sia imminente – farà bene in questo senso, perché porterà dinamismo ad un centrocampo troppo statico e un miglior controllo del pallone in fase di possesso palla.

Per quanto riguarda l’attacco, i numeri dimostrano che non siamo una squadra particolarmente interessante e livello offensivo e non abbiamo ancora uno stile di gioco ben definito; siamo un ibrido che improvvisa a seconda delle situazioni e conta molto sull’apporto dei due terzini per creare occasioni da gol.
Anche in questo ambito abbiamo bisogno di un cambio netto, di una maggiore partecipazione alla manovra di Mesut Özil e di schierare contemporaneamente Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang.

Trovare l’equilibrio non sarà facile per Unai Emery e uno tra Granit Xhaka, Aaron Ramsey, Henrik Mhkitaryan e Mesut Özil dovrà inesorabilmente finire in panchina, per garantire sostenibilità in fase difensiva.

Appuntamento il 15 settembre a St. James’ Park per vedere come sarà schierato in campo il nostro Arsenal.


Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti