giovedì 18 ottobre 2018

Unai, Consapevolezza e Silicio





“Penso che dobbiamo migliorare ancora tanto.”
“Dobbiamo migliorare.”
“Contro il Watford abbiamo vinto ma senza giocare come vorremmo, col pieno controllo dell’avversario.”
“Dobbiamo continuare a migliorare.”
“Abbiamo sconfitto tanti avversari nonostante prestazioni molto scadenti.”

Queste sono le parole di Unai Emery a qualche giorno dalla partita casalinga contro il Leicester City di Claude Puel.
Sei vittorie consecutive in campionato, nove se contiamo tutte le competizioni; appena due punti di distacco dalla vetta nonostante le due sconfitte iniziali; il secondo miglior attacco del campionato; tre vittorie consecutive in trasferta in Premier League, dopo che l’Arsenal ne aveva vinta una durante l’intero campionato passato – il tutto da debuttante assoluto in Premier League – e Unai Emery parla solo ed esclusivamente di quanto la squadra debba migliorare.

Ha ragione, l’ex allenatore di Paris Saint-German e Siviglia, perché di veramente eccezionale fino ad oggi ci sono solo i risultati.
Avrebbe potuto complimentarsi con la squadra, rallegrarsi dei risultati e delle vittorie, gongolare sul numero di vittorie consecutive e invece Unai Emery abbassa subito i toni e ricorda ai suoi giocatori – e a tutti noi – che ancora non ci siamo: la fase difensiva troppo spesso incerta, anche se migliorata da quando Lucas Torreira è titolare, e primi tempi spesso sottotono presto ci costeranno qualche batosta, quindi meglio concentrarsi sul lavoro in campo e alla lavagna.

Sono consapevole che non ci troviamo di fronte ad un genio della panchina, né ad un grande psicologo, ma le parole di Unai Emery sono esattamente quelle che noi tutti dovevamo sentirci dire.
Siamo a metà ottobre, siamo in buona posizione in classifica in campionato e in una posizione ancora migliore in Europa League ma stiamo raccogliendo molto più di quanto seminiamo e questo periodo finirà, inevitabilmente.

Senza la consapevolezza che la realtà finirà col riportarci coi piedi per terra, prima o poi, il rischio è di vedere questa squadra sciogliersi davanti alle prime difficoltà e finire in pezzi quando i risultati non arriveranno.
Con queste parole, Unai Emery ci sta ricordando che la gioia di oggi è effimera e che solo il lavoro duro, l’umiltà e la determinazione faranno la differenza, sul lungo termine.

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