domenica 11 novembre 2018

Anteprima: Arsenal v Wolverhampton Wanderers


Archiviata giovedì sera la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, l’Arsenal riceve oggi pomeriggio all’Emirates Stadium i Wolves di Nuno Espírito Santo, uno degli allenatori più sorprendenti di questo inizio di Premier League.

A tenere banco in casa Arsenal è ovviamente l’infortunio occorso a Danny Welbeck, per il quale si teme la frattura della caviglia destra e la fine anticipata della stagione; il prodotto del vivaio del Manchester United rischia di aver già terminato la stagione e potrebbe addirittura aver già disputato la sua ultima partita con la maglia dei Gunners, dato il contratto in scadenza a giugno dell’anno prossimo.
Pur non essendo una figura di spicco nello scacchiere di Unai Emery, Danny Welbeck ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nelle gerarchie del tecnico spagnolo e la sua assenza peserà più di quanto si potesse immaginare ad inizio stagione: come tanti altri, infatti, anche l’inglese sembra un giocatore rivitalizzato dal cambiamento in panchina e il suo stile di gioco sembra sposarsi alla perfezione con le idee di Unai Emery, mentre il fraseggio corto in voga durante gli anni di Arsène Wenger non lo favoriva.

In casa Wolves c’è preoccupazione per la serie di tre sconfitte consecutive rimediate dalla neopromossa, che naviga comunque in acque sicure dall’alto dei nove punti di vantaggio sul terz’ultimo posto; se la sconfitta interna contro il Tottenham era preventivabile, quelle con Watford (0-2 al Molineux) e con il Brighton (0-1 in trasferta) suonano molto più sinistre perché rimediate contro due concorrenti dirette – anche se in entrambe le occasioni i Wolves sono stati puniti al di là dei reali demeriti, soprattutto contro il Brighton.
La trasferta a casa dell’Arsenal sarà una sorta di uscita bonus per il Wolverhampton, che non vince contro i Gunners dal 1979 e ha raccolto tre pareggi e ben sedici sconfitte negli ultimi diciannove incontri disputati; abitualmente schierati con un ardito 3-4-3, è più probabile che Nuno Espírito Santo prediliga un 5-4-1 con i velocissimi Adama Traoré e Raúl Jimenez pronti a sfruttare in contropiede – qualora il centrocampo dell’Arsenal dovesse ritrovarsi sbilanciato.

Per quanto riguarda la formazione dei Gunners, i dubbi per Unai Emery riguardano principalmente la difesa: Shkodran Mustafi, Rob Holding e Sokratis sono tutti abili e arruolati e in competizione per i due posti a disposizione, con il greco che parte in posizione leggermente sfavorevole rispetto ai due colleghi; personalmente preferirei una coppia composta da Rob Holding e Sokratis ma Shkodran Mustafi contro il Liverpool ha sfoderato una delle sue migliori prestazioni da quando è sbarcato a Londra, quindi la conferma del tedesco sembra scontata e meritata.
Sugli esterni invece i dubbi li risolve la situazione d’infermeria, con Nacho Monreal e Stephan Lichtsteiner malconci e l’obbligo quindi per Unai Emery di schierare Hector Bellerín a destra e Sead Kolašinac a sinistra.
A centrocampo le certezze si chiamano Granit Xhaka, Lucas Torreira e Mesut Özil, con il più che probabile impiego di Alex Iwobi e Pierre-Emerick Aubameyang a supporto di Alexandre Lacazette.

Le possibili sorprese potrebbero essere Aaron Ramsey e Henrikh Mkhitaryan, anche se nessuno dei due ha incantato contro lo Sporting Lisbona, mentre uno tra i due giovanissimi Emile Smith-Rowe e Eddie Nketiah troverà spazio in panchina, data l’assenza di Danny Welbeck.

Il ruolino di marcia casalingo dell’Arsenal infonde fiducia, così come il momento non esaltante che stanno attraversando gli avversari di giornata, quindi ci sono delle ottime basi affinché i Gunners possano tornare alla vittoria in campionato, dopo i pareggi registrati contro Crystal Palace e Liverpool – o per lo meno per estendere la striscia d’imbattibilità che dura ormai da dieci partite.

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