mercoledì 21 novembre 2018





Ci sono novità in casa Arsenal, almeno per quanto riguarda l’assetto societario: Sven Mislintat sarà presto promosso a Direttore Tecnico, mentre Huss Fahmy occuperà il posto lasciato vacante da Raul Sanllehi – diventato Head of Football dopo l’addio di Ivan Gazidis.

La trasformazione del Club è stata straordinaria, soprattutto se pensiamo in quanto poco tempo si è passati dall’antichità alla civilizzazione: sei mesi fa, Arsène Wenger era manager e deus-ex-machina del Club, con il povero Ivan Gazidis che sgomitava per farsi notare; oggi, il Club ha una struttura tra le più moderne d’Europa – con due figure al comando: Raul Sanllehi per tutto ciò che riguarda il calcio, Vinai Venkatesham per tutto ciò che riguarda le finanze.

I due, autentici leader di questo nuovo corso – internamente chiamato “The New Chapter” – hanno rilasciato una lunga intervista congiunta all’Independent, dalla quale sono usciti tanti spunti interessanti.
 
L’addio di Ivan Gazidis
“Una sorpresa”, dice Venkatesham, che ha improvvisamente trasformato l’Arsenal in “un’organizzazione singola ma con due leader”, chiosa Sanllehi.
Il catalano si occupa di negoziare i trasferimenti, contattare gli altri Club, facilitare la redazione dei contratti, mentre Venkatesham, diplomato di Oxford, si occupa di tutto ciò che è finanza.
Due ruoli ben separati ma una sinergia assoluta, sigillata dalla convinzione che il modello auto-sostenibile costruito all’Arsenal può funzionare – a patto di tornare presto in Champions League:
 “Abbiamo un modello auto-sostenibile e quindi più anni passiamo senza Champions League, più gravi saranno le conseguenze economiche”, conferma Venkatesham. “Ciò detto, adottiamo un approccio finanziario responsabile e abbiamo costruito un Club robusto, quindi possiamo permetterci qualche stagione in Europa League e fare comunque gli investimenti che riteniamo necessari.”

Niente drammi, insomma, però tornare nell’Europa dei grandi è il primo obbiettivo.

La rotta per il futuro
Vinai Venkatesham non usa giri di parole per raccontare la sua visione del futuro dell’Arsenal:
“Il primo passo è tornare in Champions League, poi dobbiamo tornare ad essere competitivi con i più grandi ed infine dobbiamo iniziare a vincere i trofei più importanti. Credo che potremo farlo.
Allo stesso tempo, non sono così ingenuo da non sapere che sarà complicato e che si tratta di un mondo estremamente duro e competitivo.”
Musica per le orecchie dei tifosi ma concetti astratti, che si scontrano con le difficoltà dell’Arsenal nel restare al passo con le concorrenti – tecnicamente ed economicamente.
I Gunners sono oggi in grande difficoltà nel generare profitti dalla vendita dei propri giocatori, molti dei quali sono stati ceduti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato a causa di rinnovi mancati o ingaggi troppo elevati.
L’ardua missione d’invertire la tendenza toccherà a Raul Sanllehi: “Non è un mistero che prima si sciolgono i dubbi legati ai contratti, meglio è. Dovremmo sempre evitare di arrivare all’ultimo anno di contratto di un calciatore, per il bene suo e del Club. L’idea è quella di arrivare ad una decisione molto prima, che si tratti di vendere, rinnovare o mandare un giocatore in prestito”

Tornare in Champions League e proteggere il valore economico della rosa a disposizione del Club, ecco le chiavi per finanziare gli investimenti necessari per tornare grandi.

Stan Kroenke e la Kroenke Sports Entertainment
Il recente acquisto da parte della KSE di Silent Stan del 100% delle quote del Club ha fatto storcere il naso a tanti, eppure secondo Raul Sanllehi “una cosa che è assolutamente fondamentale per la buona gestione di un Club è la stabilità, e sono convinto che siamo finalmente entrati in una nuova epoca, perché adesso abbiamo un senso di completa stabilità.”
L’ex dirigente del Barcellona insiste poi sulla disponibilità e la partecipazione della famiglia Kroenke agli affari dell’Arsenal: “Ogni volta che ho interagito con la proprietà ho avuto una netta sensazione di pieno supporto e allineamento”, argomento sul quale interviene prontamente anche Vinai Venkatesham: “Non so se sia possibile aumentare ulteriormente la partecipazione e il legame della famiglia Kroenke con l’Arsenal, ora sono legati al Club come non mai.”

La distanza, la (non) comunicazione e l’alone di nebbia che circonda la famiglia Kroenke possono spaventare, tuttavia l’enfasi messa da Raul Sanllehi sul concetto di stabilità dovrebbe tranquillizzarci tutti: i Kroenke sono qui per restare e rendere il Club solido e competitivo – pur senza pazzie.
Cosa succederà al Manchester City e agli oltre due miliardi di sterline investiti illegalmente dalla proprietà? Cosa succederà al Chelsea quando – inevitabilmente – Roman Abramovich si stancherà?

I nuovi protagonisti
Unai Emery è un tipo passionale, malato di calcio e ossessionato dai dettagli – tutto ciò che serviva a questo gruppo di giocatori dopo i tanti anni passati sotto la tutela di Arsène Wenger; se molti di noi non sono propriamente sorpresi dal comportamento dello spagnolo, Vinai Venkatesham è rimasto colpito dalla dedizione dell’ex allenatore del Paris Saint-Germain: “Il suo impegno è straordinario. Mentre tutti cercano di dormire sull’aereo che ci riporta a casa da una lunga trasferta, lui è già lì a rivedere la partita, ad analizzarla. Sempre, a qualsiasi ora. La sua energia e la sua passione sono contagiose.”
Niente di nuovo sotto il sole, a differenza di quanto racconta a proposito di Per Mertesacker: “devo ammetterlo, sono rimasto esterrefatto da Per”, racconta Venkatesham, “è quasi impossibile credere che appena qualche mese fa fosse ancora un giocatore e oggi sia un dirigente straordinario. Dobbiamo assicurarci che il nostro settore giovanile continui a promuovere tanti talenti in prima squadra.”

Il nuovo capitolo è iniziato da poco e ha già portato così tanto ad un ambiente che si stava sgonfiando, vediamo dove ci porterà il seguito di questa grande epopea.

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