domenica 30 dicembre 2018


Può sembrare facile dirlo proprio adesso che siamo reduci da una bella sberla: i nostri giocatori non sono all’altezza.
È brutto generalizzare, perché in fin dei conti form is temporary, class is permanent, come diceva Arsène Wenger, ma la qualità generale dei nostri giocatori è inferiore a quella dei giocatori delle rivali che ci precedono.

Che scoperta! direte voi ed è difficile darvi torto: il problema non è una novità.
La sola novità, se volete, è il fatto che adesso in panchina non c’è più papà Arsène, che coccola i suoi giocatori e non è capace di punirli quando non ci comportano bene; non c’è più papà Arsène che concede sempre un’occasione di redenzione ai suoi uomini, anche quando tutto il mondo esterno ha capito che tizio o caio proprio non è all’altezza di vestire la nostra gloriosa maglia; non c’è più papà Arsène che se ne frega della difesa e della tattica e mette in campo otto trequartisti e due punte.

martedì 25 dicembre 2018



Impossibile parlare della trasferta di Brighton senza che la testa vada automaticamente ad un’altra trasferta, la prossima, che ci vedrà scendere in campo ad Anfield contro il Liverpool capolista.

Sottovalutare la partita dell’AMEX Stadium, tuttavia, vorrebbe dire perdere contro gli uomini di Hughton, senza vie di mezzo.

Il Brighton sarà anche reduce da tre sconfitte consecutive, tuttavia la loro fisicità e soprattutto quella di Murray davanti sembrano perfette per metterci in difficoltà; la vittoria casalinga contro il Burnley è stata un bel toccasana per il morale e la classifica, però la prestazione non è stata pienamente soddisfacente e rischia di non bastare domani a Brighton.

domenica 23 dicembre 2018



La vittoria casalinga contro il Burnley di Dyche ci ha ridato un po’ di respiro e regalato delle feste natalizie da passare con il sorriso, complice la sorprendente sconfitta interna del Chelsea contro il Leicester City, che ci permette di agganciare il treno della Champions League, allontanatosi pericolosamente dopo il pareggio ad Old Trafford e la débâcle del St. Mary’s Stadium.

Solidamente arroccati al quinto posto, con il Manchester United lontano ben otto lunghezze, sembriamo ormai lanciati per restare in corsa fino all’ultimo istante per la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo principale della stagione; per fare ciò, Unai Emery avrà necessariamente bisogno di aiuto dalla dirigenza perché la rosa è troppo striminzita in alcune aree ma eccessivamente nutrita in altre.

giovedì 20 dicembre 2018


Nell’anteprima della sfida contro il Southampton avevo scritto che i Saints non avrebbero dovuto rappresentare un problema per noi, con il loro secondo peggior attacco, la terza peggior difesa del campionato e la penultima posizione in classifica.

Quanto mi sono sbagliato!

A riprova che i numeri non spiegano proprio tutto di un avversario, il peggior attacco del campionato ci ha rifilato tre gol e ha portato a casa tutta la posta in palio, spedendoci di nuovo a tre punti dal quarto posto e cinque dai cugini, dopo che appena due settimane fa li avevamo agganciati in classifica.
È tutto da rifare, insomma.
L’unica cosa da non rifare sarà farsi sorprendere da un avversario i cui numeri evidenziano tante difficoltà: il Burnley è attualmente terzultimo e possiede la seconda peggior difesa del campionato con 33 gol concessi in 17 partite e il terzo peggior attacco, con appena 15 gol segnati.

Suona familiare? Sinistramente familiare, direi.

Degli 8 incontri disputati contro il Burnley in Premier League ne abbiamo pareggiato uno e vinti 7, l’ultimo dei quali con un sonoro 5-0 in occasione dell’ultima gara all’Emirates Stadium della stagione passata, quindi la logica porterebbe ad essere ottimisti.

Errore!
Le difficoltà mostrate contro il Southampton sono potenzialmente le stesse che potrebbero emergere contro il Burnley, squadra che punterà sulla compattezza difensiva e sulla fisicità per metterci i bastoni tra le ruote.
A complicare ulteriormente la faccenda c’è la questione infortuni, con Hector Bellerín e Sead Kolašinac quasi certamente indisponibili e Shkodran Mustafi in forte dubbio; fortuna che Sokratis torna dopo la squalifica scontata contro il Southampton, resta da vedere chi tra Laurent Koscielny, Nacho Monreal o Stephan Lichtsteiner lo affiancherà al centro della difesa.
Data le poche opzioni a disposizione, mi aspetto che Unai Emery torni alla difesa a quattro e abbandoni l’idea di schierare Granit Xhaka come difensore, non tanto perché lo svizzero sia un cattivo difensore ma perché le sue geometrie ci servono a centrocampo.

Parlando del centrocampo, spero vivamente che Lucas Torreira faccia il necessario per collezionare quel quinto cartellino giallo che gli pesa sulla testa e salti così la trasferta di Brighton, anziché quella di Anfield contro il Liverpool.
Lo so che il fair play e la correttezza e bla bla bla ma andare ad Anfield senza di lui sarebbe imperdonabile, quindi che prenda questa benedetta ammonizione contro il Burnley.

Se Granit Xhaka tornerà a centrocampo, come spero, allora rivedremo finalmente un asse centrale in grado di dominare il pallone e dettare il gioco con ordine e idee, a differenza di quanto visto contro il Southampton; a proposito di idee, chissà se finalmente rivedremo in campo Mesut Özil, oppure se sentiremo una nuova ragione per la quale la partita non è adatta la tedesco: i colori della divisa da trasferta del Burnley? La testa troppo pelata di Dyche? Il fatto che si giochi all’ora di pranzo?

La logica vorrebbe che, protetto da Granit Xhaka e Lucas Torreira e con di fronte un avversario che verosimilmente si arroccherà nella propria trequarti, Mesut Özil possa finalmente avere la libertà e la fiducia necessarie per svariare sulla trequarti e creare qualche varco tra le linee avversarie - ma preferisco non parlare di logica quando c’è di mezzo Unai Emery.

Il Burnley opterà molto probabilmente per un 5-4-1 con il solo Barnes davanti e due esterni che proveranno ad assisterlo, senza però sbilanciare troppo la squadra, quindi non sembrerebbero esserci troppi rischi nello schierare un fantasista (oddio!) dietro ad una o perfino due (santo cielo!) punte.

Azzardo una formazione, anche se ormai intuire le scelte di Unai Emery sta diventando un gioco malsano, e dico che Ainsley Maitland-Niles, Sokratis, Laurent Koscielny e Nacho Monreal comporranno la linea difensiva a protezione di Bernd Leno, mentre Granit Xhaka e Lucas Torreira agiranno in mediana a copertura di Henrikh Mkhitaryan, Mesut Özil e Pierre-Emerick Aubameyang, cui spetterà assistere Alexandre Lacazette in fase offensiva.

Questa formazione avrebbe qualità a sufficienza per scardinare la resistenza del Burnley, senza tuttavia offrire troppi spazi alle ripartenze avversarie.

Che dici, Unai, proviamo per una volta a schierare i nostri giocatori migliori?


A proposito dell’esclusione di Mesut Özil...
È una scelta tattica, ho pensato che i giocatori che hanno giocato stasera fossero i migliori per questa partita.

Se Mesut Özil fosse o meno allo stadio per assistere alla partita...
Si.

Sulla reazione di Mesut Özil all’esclusione...
Pensiamo a tutti i giocatori. Abbiamo 24 o 25 giocatori e quando giocano una partita ma non un’altra è una scelta. Oggi è stata una scelta tattica.

sabato 15 dicembre 2018



Hector Bellerín
Lucas Torreira
Mattéo Guendouzi
Rob Holding
Alex Iwobi
Ainsley Maitland-Niles
Reiss Nelson
Emile Smith-Rowe
Eddie Nketiah
Konstantinos Mavropanos
Bukayo Saka
Zech Medley
Julio Pleguezuelo
Joe Willock
Krystian Bielik
Kelechi Nwakali

Ecco la meglio gioventù in casa Arsenal, signore e signori.


Sokratis squalificato, Shkodran Mustafi e Rob Holding infortunati, Nacho Monreal e Laurent Koscielny di ritorno dopo i rispettivi guai fisici - più o meno seri.
In vista della trasferta al St. Mary’s Stadium, il tema principale in casa Arsenal resta l’emergenza in difesa: quali saranno le scelte di Unai Emery?
La prima questione è tattica, perché il tecnico spagnolo dovrà decidere se riproporre la difesa a tre vista nelle ultime gare oppure tornare alla difesa a quattro, opzione più probabile vista la penuria di difensori a disposizione.

mercoledì 12 dicembre 2018


* respiro profondo *

Wow, che periodo!

La vittoria al Vitality Stadium contro il Bournemouth, quella a Kiev contro il Vorskla nonostante una formazione giovanissima, il trionfo nel derby, il pareggio a casa del Manchester United ed infine la vittoria, soffertissima, in casa con l’Huddersfield.

Quello che doveva essere per noi una serie di partite terribili si è trasformata in una marcia quasi inarrestabile, solo parzialmente rallentata dal Manchester United di Mourinho, capace di rimontare due volte e imporci il pareggio.
Peccato, perché c’erano i margini per portare via tre punti anche a Old Trafford, tuttavia il pareggio è comunque un risultato positivo.

mercoledì 5 dicembre 2018



Dopo l’euforia per la vittoria nel derby contro il Tottenham, eccoci di nuovo in campo: questa sera alle 21 ci aspetta il Manchester United di Mourinho, derelitto quanto volete ma pur sempre temibile.

Se possibile, la trasferta a Old Trafford è un test ancora più impegnativo rispetto alle sfide casalinghe con due avversari più quotati come Liverpool e Tottenham.
Tra giocatori che non rendono secondo le attese, un manager apertamente contestato da un buona parte della tifoseria e una classifica a dir poco deludente, il Manchester United non parte certo favorito, stasera.

Eppure la preoccupazione che si annusa è giustificata.

sabato 1 dicembre 2018



North London Derby 2018/2019, primo round!

Gunners e Spurs si ritrovano all’Emirates Stadium, la nostra casa, per il primo di almeno tre derby stagionali - dato il sorteggio di Carabao Cup che metterà le due squadre di nuovo l’una contro l’altra, tra un mese.

Gli uomini di Unai Emery arrivano al derby forti della vittoria in campionato contro l’ostico Bournemouth in trasferta e del primo posto assicurato nel girone E di Europa League, ottenuto giovedì sera a casa del Vorskla con un netto 3-0 nonostante una formazione più che sperimentale; i cugini arrivano anch’essi da due vittorie, entrambe a Wembley: una in campionato contro il Chelsea di Sarri, piegato con un perentorio 3-1, e una contro l’Inter, che mantiene ancora vive le speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League.

La classifica di Premier League ci vede staccati di tre punti dal Tottenham, attualmente terzo con 30 punti in tredici partite mentre noi siamo fermi al quinto posto, ad una sola distanza dalla zona Champions League tanto agognata; vincere il derby vorrebbe dire agganciare gli acerrimi nemici, rientrare in piena corsa per la lotta ai piani alti e uscire finalmente vincitori da una sfida con una rivale diretta - oltre ovviamente al diritto di sfottò fino alla prossima partita.
Sconfitti contro il Manchester City e il Chelsea e bloccati sul pareggio dal Liverpool, gli uomini di Unai Emery non hanno ancora assaporato il dolce gusto di una vittoria contro una grande e beneficiato della gigantesca iniezione di fiducia e autostima che porterebbe con sé.

Parliamo di tattica, ora.
Il Tottenham di Pochettino giocherà il solito calcio fatto di pressing alto, aggressività e sporche simulazioni - con Alli e Kane a dare l’esempio in questo senso; tra gli assenti sicuri ci saranno Wanyama, Dembélé, Sánchez e Trippier, mentre Lamela è in forte dubbio dopo un infortunio muscolare patito contro l’Inter, quindi la formazione dei cugini non dovrebbe essere troppo differente da quella vista contro il Chelsea.
In porta ci sarà Lloris, con Aurier e Davies sugli esterni e Aldereweireld e Verthongen in mezzo; a centrocampo Dier agirà davanti alla difesa, con Winks a supporto, mentre il trio composto da Eriksen, Alli e Son opererà alle spalle di Kane.
Unico dubbio, la possibilità che Lucas Moura prenda il posto di Son ma il coreano è favorito per una maglia da titolare.

In casa Arsenal, invece, la situazione è meno chiara.
Unai Emery ha lasciato a riposo tutti i titolari ad esclusione di Rob Holding, regolarmente in campo a Kiev contro il Vorskla, e può contare su una rosa quasi al completo: gli unici indisponibili sono infatti gli infortunati di lungo corso Laurent Koscielny, Danny Welbeck, Dino Mavropanos e Nacho Monreal, ancora alle prese con il guaio muscolare alla coscia.
Dopo la sorpresa del 3-4-2-1 visto al Vitality Stadium di Bournemouth e l’esclusione eccellente di Mesut Özil, cosa dobbiamo aspettarci da Unai Emery?
È perfettamente plausibile che il tecnico spagnolo opti di nuovo per la difesa a tre, per avere un maggiore controllo su Kane ed evitare di mettere sotto pressione Granit Xhaka, che sarà molto probabilmente il primo obiettivo del pressing del Tottenham.
Lo scorso turno di campionato di ha mostrato quanto Jorginho sia andato in difficoltà contro Alli e Winks, quindi far uscire il pallone attraverso i due centrali più esterni potrebbe aiutare, in quest’ottica.

La questione più scottante però è un’altra: Mesut Özil giocherà?

Se il Bournemouth era troppo aggressivo per il tedesco, di norma dovrebbe esserlo anche il Tottenham, tuttavia fatico ad immaginare il tedesco in panchina in una delle partite più importanti della stagione.

Non senza conseguenze estreme, per lo meno.

E se Mesut Özil giocasse trequartista in un 3-4-1-2?
Con Granit Xhaka e Lucas Torreira a proteggergli le spalle e Hector Bellerín e Sead Kolašinac ad occupare le fasce, l’ex fantasista del Real Madrid potrebbe essere relativamente libero di svariare e creare, senza creare troppi squilibri in fase difensiva.
Soluzione intrigante ma che dipende anche dal pieno recupero di Alexandre Lacazette, tenuto a riposo contro Bournemouth e Vorskla a titolo precauzionale; il francese si allena regolarmente da qualche giorno, quindi potrebbe giocare in coppia con Pierre-Emerick Aubameyang e permettere a Unai Emery di provare l’ennesima variante tattica di una stagione che ci ha visti scendere in campo con il 4-2-3-1, il 4-4-2, il 3-4-3, il 4-3-3 e il 3-4-2-1.

Tattica e formazioni a parte, non vedo l’ora di vedere Lucas Torreira contro Alli e Sokratis contro Kane, duelli che promettono scintille fin dal primo contrasto.
Con i cugini in forte ascesa da un paio di stagioni a questa parte e unanimemente eletti squadra simpatia dalla stampa e dagli osservatori, sarebbe bello rovinare la festa e mettere a tacere esperti vari - tra i quali l’ex Gunner Paul Merson, che ci trattano come una squadra in lotta per la salvezza.