giovedì 20 dicembre 2018


A proposito dell’esclusione di Mesut Özil...
È una scelta tattica, ho pensato che i giocatori che hanno giocato stasera fossero i migliori per questa partita.

Se Mesut Özil fosse o meno allo stadio per assistere alla partita...
Si.

Sulla reazione di Mesut Özil all’esclusione...
Pensiamo a tutti i giocatori. Abbiamo 24 o 25 giocatori e quando giocano una partita ma non un’altra è una scelta. Oggi è stata una scelta tattica.


Se Mesut Özil sarà ceduto in gennaio…
La mia attenzione è rivolta all’analisi di questa partita e quella di sabato contro il Burnley, che è molto importante. Valuteremo ogni giocatore, la maniera in cui si alleneranno domani per una partita difficile contro il Burnley, sabato.

Se Mesut Özil ha un futuro all’Arsenal…
Penso alla partita di sabato, non penso a nessun’altra situazione.

Se Mesut Özil è un giocatore importante…
Ogni giocatore è importante. Ognuno. Ho scelto di non schierarlo. È solo una scelta tattica.

Questo quanto dichiarato da Unai Emery alla stampa che chiedeva lumi sull’esclusione di Mesut Özil, pochi minuti dopo il fischio finale della partita contro il Tottenham che ha sancito la nostra eliminazione dalla Carabao Cup.

Se avvertite un brivido freddo non allarmatevi, è normale quando Unai Emery parla di Mesut Özil.

Che il rapporto tra l’allenatore basco e il trequartista tedesco non sia idilliaco è ormai noto, tuttavia quanto successo ieri sera sembra essere il punto più basso della loro relazione perché non trovo nemmeno una singola ragione plausibile per giustificare l’esclusione.
Non dico che Mesut Özil debba assolutamente e sistematicamente partire titolare, però lasciarlo addirittura fuori dai convocati?

Se la scelta fosse puramente tattica, allora vorrebbe dire che Eddie Nketiah, Joe Willock e Mohamed Elneny offrono soluzioni migliori - una tesi che non si regge in piedi.
Inoltre, ammettendo che Henrikh Mkhitaryan e Alex Iwobi garantiscano un maggiore apporto difensivo, vale davvero la pena sacrificare la visione di gioco e la creatività di Mesut Özil, quando l’unico altro centrocampista in grado di produrre gioco (Granit Xhaka) viene spostato in difesa?

Esiste un problema di ben altra natura tra Unai Emery e Mesut Özil, sempre più corpo estraneo alla squadra e elemento periferico nello scacchiere del basco; mai a proprio agio con un trequartista puro, al quale preferisce un centrocampista più dinamico, e in difficoltà nel confrontarsi con giocatori mediaticamente imponenti - vedi Neymar a Parigi - Unai Emery potrebbe aver scelto il tedesco come vittima sacrificale, grazie al quale generare i fondi necessari per arrivare ad un’ala o un centrocampista più congeniali al suo modo d’intendere il calcio.

Ammesso che sia questo il piano, vendere Mesut Özil sarà un’impresa virtualmente impossibile perché il tedesco si porta dietro un contratto faraonico, un’età tale da non essere più considerato un investimento per il futuro e una serie di prestazioni altalenanti, che vanno dall’eccezionale all’invisibile - senza vie di mezzo.
Escludendo la Cina, destinazione già rifiutata dal tedesco, restano poche opzioni a disposizione dell’Arsenal, che dovrà accontentarsi di vendere al ribasso e forse negoziare una buonuscita congrua al contratto in essere perché difficilmente un altro Club europeo garantirà lo stesso stipendio percepito attualmente da Mesut Özil.

Non so come si siano svolti esattamente i fatti ma in meno di un anno il Club ha rinnovato il contratto di Mesut Özil per una cifra totale che si avvicina ai 60 milioni di euro e ha poi assunto un allenatore che non ha mai schierato un numero dieci in tutta la sua carriera e che predilige giocatori aggressivi e dinamici.

Una delle due scelte è tremendamente sbagliata e ne pagheremo le conseguenze per tanto tempo.

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