domenica 29 dicembre 2019

Partita fondamentale quella di oggi, per tanti motivi: per ovvie ragioni di classifica, perché si tratta comunque di un derby, anche se non il più sentito ma soprattutto perché una vittoria lancerebbe davvero l'era Arteta, dopo il pareggio del Vitality Stadium. 
Una sconfitta, al contrario, manderebbe definitivamente in soffitta la nostra stagione, per quanto riguarda la Premier League. 

L'AVVERSARIO
Il Chelsea non è più l'avversario inarrestabile di qualchet settimana fa: la sconfitta interna contro il Bournemouth ha infatti dato il via ad una serie negativa, culminata con un'altra sconfitta interna, contro il Southampton. 
Lampard e i suoi sono in cerca di riscatto e hanno bisogno di punti per restare saldi nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League. 
Il centrocampo è forse il reparto migliore dei Blues, anche se davanti dovremo prestare grossa attenzione ai giovani rampanti di Lampard. 

CASA ARSENAL 
Il pareggio a casa del Bournemouth ci ha fatto perdere ulteriori punti in classifica ma ha dato alcune indicazioni molto interessanti: Il lavoro dei terzini in fase di non possesso palla, soprattutto a destra con Ainsley Maitland-Niles, la posizione asimmetrica di Granit Xhaka a centrocampo e il lavoro di Lucas Torreira davanti alla difesa, finalmente efficace in un ruolo a lui più congeniale. 
Sono curioso di vedere quali saranno le novità tattiche proposte quest'oggi, data la differenza di stile e qualità tra il Bournemouth e il Chelsea. 

LA FORMAZIONE 
Ancora fuori Sead Kolašinac e Kieran Tierney, infortunati, mentre Sokratis è in dubbio dopo essere uscito malconcio dal Vitality Stadium; da valutare le condizioni di Rob Holding, Dani Ceballos e Héctor Bellerín, con quest'ultimo il più pronto a tornare in campo. Pronto al rientro anche Calum Chambers, che ha scontato un turno di squalifica contro il Bournemouth. 
Che tipo di turnover opererà Mikel Arteta? Difficile a dirsi, soprattutto per la mancanza di alternative a centrocampo: Dani Ceballos, uno di quelli che potrebbero fare la differenza, non è ancora pronto, mentre Joe Willock e Mattéo Guendouzi rischiano di non essere abbastanza disciplinati a livello tattico. 
L'altra grande incognita riguarda Nicolas Pépé, escluso a sorpresa contro il Bournemouth, che potrebbe ritrovare il campo a discapito di Reiss Nelson. 
Questi gli XI che potrebbero scendere in campo oggi pomeriggio, contro il Chelsea: Leno, Maitland-Niles, Chambers, David Luiz, Saka, Torreira, Xhaka, Özil, Pépé, Martinelli , Aubameyang. 
A disposizione: Martinez, Sokratis, Mustafi, Guendouzi, Willock, Nelson, Lacazette. 

giovedì 26 dicembre 2019


Siamo a fine dicembre e mi ritrovo a provare ad indovinare per la seconda volta quale sarà la prima formazione di un nuovo allenatore. Basta questo per capire che la nostra stagione non sta andando secondo i piani.
Dopo Unai Emery e Freddie Ljungberg, oggi è il turno di Mikel Arteta: il basco ha avuto appena quattro giorni per lavorare con i giocatori, quindi le scelte di oggi potrebbero essere dettate più dalla necessità che dalla volontà.
Il 4° posto, attualmente occupato dal Chelsea, dista già nove punti e le possibilità di tornare in corsa diminuiscono di giorno in giorno - a meno di non riuscire ad infilare una serie di vittorie: che la striscia vincente inizi proprio oggi?

sabato 21 dicembre 2019


Una vittoria.
Tre pareggi.
Due sconfitte.
L’avventura di Freddie Ljungberg da allenatore dell’Arsenal si chiude con il pareggio a reti inviolate di Goodison Park, il primo clean sheet delle ultime quindici partite del Club.

venerdì 20 dicembre 2019


Dobbiamo considerare la trasferta di Goodison Park una sorta di sfida salvezza?
Forse esagero ma la terz’ultima posizione, quella che vale la retrocessione, e la quarta, che vale l’accesso alla Champions League, sono equidistanti dai nostri 22 punti attuali; una sconfitta contro l’Everton, attualmente fermo a 18 punti, potrebbe risucchiarci in zone fin troppo calde, quindi è vietato sbagliare.
Quella di oggi sarà l’ultima partita da allenatore di Freddie Ljungberg, che lascerà la panchina a Mikel Arteta subito dopo il fischio finale; è doveroso dire grazie allo svedese per aver provato a governare una nave in piena tempesta ed essere riuscito, in così poco tempo, ad aver almeno restituito una parvenza di gioco dopo le ultime, disastrose settimane di Unai Emery e il suo calcio passivo.

L’AVVERSARIO
Incassato il 2-5 nel derby del Merseyside e rimpiazzato Marco Silva con Duncan Ferguson, seppur temporaneamente, l’Everton ha saputo sconfiggere un Chelsea che sembrava inarrestabile e ha pareggiato a Old Trafford, tornando così a respirare in classifica. Curiosamente, i Toffees si trovano nella stessa nostra situazione, con Carlo Ancelotti pronto a prendere le redini della squadra dopo la breve parentesi Ferguson, così come Mikel Arteta raccoglierà il testimone da Freddie Ljungberg.
Per quanto siano stati presi a pallonate dal Manchester United (24 tiri a 8), i giocatori dell’Everton sono comunque reduci da due risultati utili consecutivi, ottenuti in partite che sulla carta avrebbero dovuto perdere, quindi avranno tutti il morale alto; tutti ad eccezione di Kean, subentrato al 70° e sostituito all'89°: il giovane attaccante italiano, arrivato in estate per diventare il fulcro dell’attacco, sembra smarrito a Goodison Park - per fortuna arrivano i Gunners a far decollare la sua carriera in Premier League!

CASA ARSENAL
Dire che lo spogliatoio è una polveriera è un eufemismo: Granit Xhaka sembra in procinto di passare all’Herta Berlino, Mesut Özil è in contatto con il Fenerbahce, Pierre-Emerick Aubameyang vuole cambiare aria e Alexandre Lacazette farebbe volentieri la stessa cosa: un grande inizio per Mikel Arteta! Quello di oggi, tuttavia, è ancora l’Arsenal di Freddie Ljungberg e dovremmo concentrarci sulla necessità di portare a casa altri tre punti in trasferta, dopo quelli raccolti a casa del West Ham. Difficile capire quale sarà lo stato d’animo dei giocatori, visto che il tecnico in panchina è già stato sostituito, ma voglio sperare che quella di oggi non sarà una gita fuoriporta: la classifica, come detto, piange a dirotto e senza la vittoria a Goodison Park diventerebbe ancora più triste. Freddie Ljungberg vorrà certamente chiudere in bellezza e lasciare l’Arsenal in una posizione di classifica più consona al blasone e alla storia del Club: date le difficili partite che attendono alcune squadre attualmente davanti a noi, non è reato pensare di poter rosicchiare qualche posizione.

LA FORMAZIONE
Granit Xhaka è recuperato, Mesut Özil, Rob Holding e Héctor Bellerín sono invece in dubbio, mentre Kieran Tierney, Dani Ceballos e Sead Kolašinac sono indisponibili - ai quali si aggiunge lo squalificato Sokratis. L’ultima formazione rischia di diventare un bel rompicapo per Freddie Ljungberg, anche per la prestazione di alcuni singoli contro il Manchester City: tra i tanti che hanno deluso, a pagare il prezzo più alto potrebbero essere Calum Chambers, anche se le tante assenze forzate potrebbero salvarlo.
Sarà interessante vedere chi occuperà il posto di terzino sinistro, viste l’indisponibilità simultanea del titolare e della sua riserva: toccherà ancora a Bukayo Saka, che di mestiere farebbe l’attaccante esterno, oppure a Ainsley Maitland-Niles, il tuttofare? Dubbi anche a centrocampo, con Mesut Özil in odore di tribuna e Granit Xhaka pronto a ritrovare il proprio ruolo in un doppio pivot, probabilmente in coppia con Lucas Torreira e a discapito di Mattéo Guendouzi.
Le sorprese di giornata potrebbero essere David Luiz in difesa e soprattutto Emile Smith-Rowe a centrocampo, a fare da tramite con l’attacco.
Questi i possibili XI che scenderanno in campo oggi pomeriggio a Goodison Park : Leno, Bellerín, Chambers, David Luiz, Saka, Xhaka, Torreira, Smith-Rowe, Martinelli, Pépé, Aubameyang.

A disposizione: Martínez, Mustafi, Maitland-Niles, Willock, Guendouzi, Nelson, Lacazette.


Mikel Arteta è il nuovo allenatore dell'Arsenal.
Dopo un tira e molla durato un anno e mezzo, il basco torna all'Emirates Stadium e inizia così la sua carriera da allenatore, dopo l'apprendistato sotto l'ala protettrice di Pep Guardiola.

Mikel Arteta è il nuovo allenatore dell'Arsenal.
Dopo un tira e molla durato un anno e mezzo, il basco torna all'Emirates Stadium e inizia così la sua carriera da allenatore, dopo l'apprendistato sotto l'ala protettrice di Pep Guardiola.


Mikel Arteta è il nuovo allenatore dell'Arsenal.
Dopo un tira e molla durato un anno e mezzo, il basco torna all'Emirates Stadium e inizia così la sua carriera da allenatore, dopo l'apprendistato sotto l'ala protettrice di Pep Guardiola. 


15 maggio 2016: Mikel Arteta disputa la sua ultima partita da giocatore e capitano dell’Arsenal, subentrando al minuto 88 e trovando pure il tempo per segnare un gran gol, cinicamente registrato poi come autogol del portiere avversario; l’Arsenal batte 4-0 l’Aston Villa e finisce il campionato al secondo posto, complice l’incredibile collasso del Tottenham a casa del Newcastle.

20 dicembre 2019: Mikel Arteta diventa allenatore dell’Arsenal, dove succede a Unai Emery e all’interim di Freddie Ljungberg.
Della rosa di giocatori presenti quel 15 maggio di tre anni fa restano solo Mesut Özil, Héctor Bellerín, Calum Chambers, Emiliano Martínez e Mohamed Elneny, anche se le possibilità che quest’ultimo e il suo nuovo allenatore lavorino insieme sono minime.

martedì 17 dicembre 2019


La sconfitta subìta contro il Manchester City non è stata esattamente una sorpresa, vero?
Nonostante il periodo di forma poco brillante, infatti, gli uomini Guardiola restano anni luce avanti a noi e la qualità degli uomini in campo - combinata al caos tecnico e societario - è impietosa, quasi umiliante.

venerdì 13 dicembre 2019


Se il Manchester City è in crisi come suggeriscono i tabloid, noi come siamo messi?
Reduci dalla sconfitta nel derby di Manchester, gli uomini di Guardiola hanno perso ulteriore terreno dal Liverpool, oggi capolista a +14; basta questo per classificare il Manchester City come una squadra in crisi? Non scherziamo. La partita di oggi mette di fronte una compagine in leggera flessione - loro - e una in evidente stato confusionale - noi: fare risultato oggi sarebbe un passo avanti incredibile per la nostra autostima e, di riflesso, per la nostra stagione; fare risultato oggi, tuttavia, dovrebbe essere considerata un’impresa.

...e se fosse solo una questione di tempo? O meglio, di tempismo?
Oggi sono quattordici giorni dall’esonero di Unai Emery e di un nuovo allenatore a tempo indeterminato non c’è nemmeno l’ombra.
Si fanno tanti nomi, si parla di un processo di selezione accurato e severo ma non emerge un nome, non emerge un candidato più forte degli altri: possibile?

giovedì 12 dicembre 2019


Abbiamo tre risultati su tre, basta solo non perdere con cinque gol di scarto contro una squadra che, fino a qui, ha segnato sei gol in cinque partite.
In una situazione normale non ci sarebbe nemmeno da preoccuparsi ma in casa Arsenal, al momento, di normale non c’è molto. Fortuna che è arrivata la tanto sospirata vittoria in Premier League, a casa del West Ham, altrimenti saremmo in piena tempesta. Il 3-1 al London Stadium, tuttavia, ci è costato molto caro, in termini d’infortuni: Granit Xhaka, Hector Bellerín, Nicolas Pépé e Kieran Tierney sono tutti usciti malconci, con quest’ultimo che resterà fuori tre mesi per la lussazione della spalla sinistra. Con il Manchester City che si profila all’orizzonte, chi giocherà a Liegi?

L’AVVERSARIO
Virtualmente eliminati, gli uomini di Preud’homme devono vincere contro di noi e sperare in un passo falso dell'Eintracht Francoforte, in casa contro il Vitória, per sperare di passare il turno: una vittoria col minimo scarto basterebbe solo in caso di sconfitta dei tedeschi, mentre servirà vincere con due gol di scarto per superare la differenza reti dell’Eintracht, nel caso questi ultimi pareggino contro il Vitória. I numeri, insomma, non sono dalla parte dello Standard Liegi. Attualmente terzi in campionato, i belga attraversano un momento delicato: i risultati e le prestazioni sono altalenanti, con due sconfitte e due pareggi nelle ultime otto partite contando tutte le competizioni, e la vetta della Pro League che dista ora otto punti - un’enormità. Il modulo dovrebbe essere il solito 4-5-1 ibrido, che può diventare indifferentemente un 4-3-3, un 4-4-1-1 o un 4-2-3-1, a seconda delle situazioni, e le minacce principali arriveranno dagli esterni, dove Lestienne e Emond spingeranno senza sosta.

CASA ARSENAL
A Londra non si parla d’altro che del prossimo allenatore, con il Club impegnato a selezionare il successore di Unai Emery: il conto dei candidati è ormai difficile da seguire, con le new entry Ancelotti e Paulo Sousa ad aggiungersi ad una lista fin troppo lunga. Come detto, Freddie Ljungberg deve fare i conti con tanti infortuni e ha già confermato che Granit Xhaka, Hector Bellerín, Kieran Tierney e Nicolas Pépé non ci saranno, ai quali vanno ad aggiungersi Rob Holding e Dani Ceballos, entrambi in via di recupero.
La cosa più interessante, tuttavia, sarà vedere quale sarà l’impatto dei cambiamenti di gerarchie osservati nelle ultime settimane: Gabriel Martinelli, ad esempio, non è più un giocatore da Europa League ma da Premier League e come lui lo sono anche Lucas Torreira e Sead Kolašinac - quindi saranno tutti preservati per la partita di domenica contro il Manchester City. Se prima avevamo una squadra A e una squadra B ben definite, la striscia di risultati e prestazioni insufficienti hanno rimescolato le carte e tolto tante certezze a noi e ai giocatori stessi. Quale sarà ad esempio,  il ruolo di Alexandre Lacazette nelle prossime settimane? Quanto dovrà attendere Mattéo Guendouzi per ritrovare il campo, lui che era un intoccabile meno di un mese fa?

LA FORMAZIONE
Pochissime le certezze: Emiliano Martínez in porta, Mattéo Guendouzi a centrocampo e Bukayo Saka in attacco. Per il resto la formazione è difficile da prevedere, soprattutto in difesa, dove la squalifica di Shkodran Mustafi complica ulteriormente la situazione. Ci saranno tanti giovani, alcuni addirittura dal primo minuto, ed è probabile il rientro tra i titolari di David Luiz, Alexandre Lacazette e Joe Willock, assenti contro il West Ham, e di Reiss Nelson in attacco. Per quanto riguarda il sistema di gioco, è possibile che Freddie Ljungberg torni al 4-3-3 puro, lasciando a riposo Mesut Özil. Questi gli undici titolari che potrebbero scendere in campo questa sera: Martínez, Maitland-Niles, Chambers, David Luiz, Medley, Guendouzi, Willock, Smith-Rowe, Nelson, Saka, Lacazette.

A disposizione: Leno, Sokratis, Kolašinac, Burton, Olayinka, John-Jules, Balogun.

mercoledì 11 dicembre 2019


Patrick Vieira, Mikel Arteta, Mauricio Pochettino, Carlo Ancelotti, Paulo Sousa, Marcelino, Massimiliano Allegri, Nuno Espírito Santo e ovviamente Freddie Ljungberg: chi sarà il successore ufficiale di Unai Emery?

lunedì 9 dicembre 2019


Cosa aspettarci da questa partita? Non lo so più nemmeno io.
Le scottature contro Norwich e Brighton sono ancora lì, ben presenti, quindi non esiste più una partita dalla quale io possa ragionevolmente aspettarmi qualcosa di positivo. Non intendo dire che mi aspetto un’altra sconfitta ma semplicemente non ho più la forza di tirar su la testa e dirmi che “andrà tutto bene”.
Preferisco tenere un profilo basso, magari essere anche vagamente fatalista e lasciarmi sorprendere, piuttosto di credere ancora una volta che “questa sarà la partita della svolta”.
Due, tre o perfino quattro partite non vinte possono essere una coincidenza, otto partite senza vittorie sono un verdetto ineluttabile: questa squadra al momento è inaffidabile.

L’AVVERSARIO
Sei sconfitte, due pareggi ed una sola vittoria nelle ultime nove partite; nove gol segnati e diciotto subiti. Questo è il West Ham degli ultimi due mesi eppure non basta affinché faccia capolino un po’ di sano ottimismo. Il 4-5-1 di Pellegrini non funziona e alcuni dei nuovi acquisti, celebrati in pompa magna da stampa e opinionisti, non stanno facendo la differenza come ci si aspettava - ecco quindi che il West Ham si ritrova a scherzare col fuoco.  Attenzione però, perché come diceva un vecchio saggio: “la forma è momentanea, la classe è permanente” e quindi giocatori di valore assoluto come Felipe Anderson, Fornals e Yarmolenko possono indovinare la prestazione della domenica in qualsiasi momento - quale squadra si presta meglio a improvvise rinascite? Ecco, appunto...

CASA ARSENAL
Un punto in due partite, ritenute sulla carta “facili”, ed ecco che Freddie Ljungberg si ritrova già sotto pressione: come reagirà lo svedese? L’aria dentro e intorno al Club è a dir poco elettrica, con Pierre-Emerick Aubameyang, Alexandre Lacazette e Mesut Özil visibilmente nervosi durante la sconfitta interna contro il Brighton: se il primo ha preso a male parole il giovane Joe Willock - una pessima reazione, da capitano - gli altri due erano molto arrabbiati ma non è chiaro verso chi: con l’allenatore? Col pubblico? L’uno con l’altro? Evidentemente non sappiamo tutto delle dinamiche dello spogliatoio ma non sembra che a regnare sia l’armonia, come dice invece il motto del Club. Tutta questa energia, però, può diventare un’arma in più, se indirizzata in modo positivo, e fare la differenza al London Stadium. Resta da vedere se Freddie Ljungberg saprà incanalare questa rabbia...

LA FORMAZIONE
La buona prova di Nicolas Pépé, entrato ad inizio ripresa e immediatamente protagonista, dovrebbe essere stata sufficiente per convincere Freddie Ljungberg a lanciare l’ivoriano dal primo minuto. Per il resto, il turnover potrebbe essere notevole, per due fattori: le prestazioni di alcuni singoli e il calendario stagionale, pieno di partite ravvicinate.
Nel primo caso a pagar dazio potrebbero essere Mesut Özil e Joe Willock, mentre nel secondo caso potrebbero riposare Sead Kolašinac e Alexandre Lacazette: ad entrare nell’undici titolari dovrebbero essere Mattéo Guendouzi, Kieran Tierney, Nicolas Pépé e il giovane Gabriel Martinelli - anche se quest’ultimo potrebbe dover aspettare la partita contro lo Standard Liegi in Europa League per guadagnarsi un posto da titolare.
Sicuri della conferma solo Bernd Leno e Pierre-Emerick Aubameyang, assolutamente intoccabili da inizio stagione ad oggi, a disegnare un quadro più che inquietante per il nostro Club: non esistono giocatori dal rendimento sufficiente a garantire un posto tra i titolari.
Questi gli undici sui quali potrebbe far affidamento Freddie Ljungberg, questa sera: Leno, Bellerín, Sokratis, David Luiz, Tierney, Xhaka, Guendouzi, Torreira, Pépé, Martinelli, Aubameyang.

A disposizione: Martínez, Chambers, Kolašinac, Willock, Özil, Nelson, Lacazette.


domenica 8 dicembre 2019


Colpa di Arsène Wenger.
Colpa di Ivan Gazidis.
Colpa dei giocatori.
Colpa di Unai Emery.
Colpa dei tifosi.
Colpa di Raúl Sanllehi.
Colpa di Freddie Ljungberg.
Colpa di Josh Kroenke.
Colpa di Arsenal Fan TV.

La caccia al colpevole più colpevole è aperta.

È il cerchio della vita, come cantava Elton John ne Il Re Leone; per noi tifosi, è il cerchio del colpevole: quando le cose vanno male, sentiamo il bisogno viscerale di puntare il dito verso qualcuno.
C’è chi se la prende con quelli che vanno in campo, chi con quello che li manda in campo e chi con quello che ha scelto quello che li manda in campo.

giovedì 5 dicembre 2019


Domani, 6 dicembre 2019, saranno due mesi esatti che non vinciamo una partita in campionato.
Il misero uno a zero con il quale abbiamo sconfitto il Bournemouth, all’Emirates Stadium, è stato l’ultimo hurrà per noi Gooners, per lo meno in Premier League: da allora sono arrivati due sconfitte e quattro pareggi - di cui tre in casa contro squadre di bassa classifica. Non ricordo quasi più come ci si sente dopo una vittoria, per non parlare della sensazione che può dare un risultato largo, in nostro favore.

mercoledì 4 dicembre 2019


“My idea is to be protagonists” aveva detto Unai Emery, il giorno della sua presentazione alla stampa come erede di Arsène Wenger.
Freddie Ljungberg, il suo successore, non ha usato termini altrettanto altisonanti ma si è limitato a mandare in campo la squadra con istruzioni ben precise: gioco palla a terra, fraseggio, baricentro alto e sovrapposizioni costanti a destra, a sinistra e al centro.

Risultato, l’Arsenal è stato protagonista a Carrow Road, smentendo in appena venti minuti oltre diciotto mesi di parole a vuoto pronunciate da Mr. Good Ebening.

lunedì 2 dicembre 2019


Il regno ad interim di Freddie Ljungberg è iniziato.
Lo svedese, che ha temporaneamente preso le redini della squadra dopo l’esonero di Unai Emery, ha sorpreso tutti schierando un 4-3-3 ibrido e promuovendo titolari Joe Willock e soprattutto Shkodran Mustafi - una scelta che purtroppo ci è costata cara.

sabato 30 novembre 2019


Oggi a Carrow Road inizia ufficialmente l’era targata Freddie Ljungberg. Quanto durerà non ci è dato saperlo ma sarà comunque una bella ventata d’aria fresca dopo la lunga agonia che ha avuto come protagonista Unai Emery. Per quanto non ci si possano aspettare grosse rivoluzioni in così poco tempo, sono convinto che Freddie Ljungberg vorrà far passare in maniera chiara e veloce i suoi princìpi chiave: gioco offensivo, fraseggio palla a terra, voglia di dominare l’avversario.
Speriamo riesca nell’intento e che, così facendo, riporti sui visi dei giocatori e di noi tifosi un sorriso.

venerdì 29 novembre 2019


Unai Emery non è più l’allenatore dell’Arsenal.
Il verdetto è arrivato oggi, 29 novembre, 555 giorni dopo il suo insediamento come successore di Arsène Wenger.

giovedì 28 novembre 2019


Unai Emery ci sarà. Hector Bellerín, Sead Kolašinac e Dani Ceballos non ci saranno.
Granit Xhaka potrebbe esserci. I tifosi dell’Eintracht non ci saranno e probabilmente nemmeno quelli dell’Arsenal, stando alla disponibilità dei biglietti.
All’orizzonte si profila il minimo storico in termini di presenze all’Emirates Stadium, complice la disastrosa gestione della biglietteria: niente Ticket Exchange, niente accesso ai Red Members (figuriamoci ai non-membri), niente biglietti al Supporters Club ufficiale in Germania - il tutto per paura che i biglietti finiscano nelle mani dei tifosi avversari - ufficialmente banditi per questa partita.
L’ultima apparizione di Unai Emery sulla nostra panchina potrebbe passare del tutto inosservata.

mercoledì 27 novembre 2019


Nuno. Espírito. Santo.
Cosí, dal nulla, il nome dell’attuale allenatore dei Wolves comincia ad insinuarsi nei discorsi dei giornalisti bene informati ed ecco che i maggiori allibratori danno il portoghese come favorito nella corsa alla sostituzione di Unai Emery.

Com’è possibile?

lunedì 25 novembre 2019


Altro giro, altro risultato deludente, altra ondata di rabbia e delusione.
Il gol di Alexandre Lacazette al 96esimo della partita con il Southampton ci ha salvati da una sconfitta meritata contro la penultima in classifica e la reazione ad esso, anzi la non-reazione, ha spiegato più di mille parole lo stato attuale della squadra.

Ci è mancato poco che il centravanti francese si scusasse per aver spedito il pallone in fondo al sacco, anziché prendere il pallone e correre verso il centrocampo nella tipica scena da ultimo minuto. Sembrava quasi che Alexandre Lacazette si sentisse obbligato a segnare il gol del pareggio ma avrebbe evitato volentieri di farlo, se avesse potuto.

sabato 23 novembre 2019


Passato l’ultima sosta per le Nazionali del 2019, è tempo di tornare a giocare in Premier League e  - speriamo -  a vincere. L’avversario odierno il Southampton penultimo in classifica ma “pericoloso in trasferta”, secondo Unai Emery. Come successo a Leicester, anche questa partita restituisce l’immagine dell’ultima spiaggia per il tecnico basco, perennemente sotto esame. Abituiamoci, sarà così da qui alla fine dell’anno, almeno; l’atmosfera attorno alla squadra è quella che è, toccherà a Unai Emery e ai suoi giocatori trovare, da soli, il modo di ribaltare una situazione spinosa e, speriamo, riconquistare i tifosi.

L’AVVERSARIO
Otto punti in dodici partite, sei sconfitte nelle ultime sette partite, tra le quali spicca ovviamente lo storico 1-9 rimediato dal Leicester, al St. Mary’s stadium - questo è il Southampton. Non so se le parole di Unai Emery siano vere o semplicemente di facciata ma, per quanto le sole due vittorie del Southampton siano in effetti arrivate in trasferta, l’avversario di oggi non dovrebbe rappresentare un problema per una squadra come l’Arsenal.
Il condizionale è d’obbligo, visto quanto successo contro Sheffield United, Crystal Palace e Wolves, ma non vincere in casa contro il Southampton sarebbe un ulteriore tonfo, forse l’ultimo di Unai Emery. Di certo la sosta avrà permesso ai Saints di fare il punto e magari rivedere il 5-4-1 d’ordinanza, fino a qui deludente soprattutto in zona gol; il ritorno di Djenepo offirà un bell’auto a Ings, ex-Liverpool, che spesso si è trovato solo davanti.

CASA ARSENAL
Come detto, non c’è alternativa alla vittoria per noi: un altro passo falso ci allontanerebbe ulteriormente dalla zona Champions e potrebbe voler dire la fine della corsa per Unai Emery, nonostante il supporto della dirigenza. Nelle prossime tre settimane affronteremo rispettivamente la penultima, l’ultima e l’undicesima della classe, due delle quali in casa, quindi non fare bottino pieno sarebbe imperdonabile.
Mentre a tenere banco sono principalmente le vicende extra-calcistiche di Granit Xhaka, Lucas Torreira e Pierre-Emerick Aubameyang, Hector Bellerín ha lanciato un accorato appello all’unità, nello spogliatoio come sugli spalti, per risollevare le sorti e il morale di un ambiente depresso e disilluso. Basterà? No, a meno che non si assista ad una prestazione soddisfacente e una vittoria indiscutibile.
L’avversario sembra essere quello giusto per invertire una brutta tendenza, almeno sulla carta: non mi aspetto una vittoria-record come quella del Leicester ma sarebbe bello - e rassicurante - vedere una squadra decisa a vincere in maniera larga e convincente.

LA FORMAZIONE
Dani Ceballos è ancora infortunato e ne avrà per almeno altre tre settimane, mentre Rob Holding e Sokratis hanno accusato dei leggero fastidi e non ha partecipato all’allenamento di giovedi; stessa sorte è toccata a Nicolas Pépé, non infortunato ma rientrato in ritardo dagli impegni internazionali con la Costa d’Avorio. Tutti disponibili gli altri, tra i quali potrebbe rientrare anche Granit Xhaka: lo svizzero non ha ancora voltato pagina e dichiarato apertamente di non poter ancora accettare quanto successo, mentre Unai Emery ha confermato che l’ex capitano sta meglio e potrebbe essere preso in considerazione per la partita di oggi: dove sta la verità? Impossibile dirlo. Sarà interessante vedere se Unai Emery continuerà con il 3-4-1-2 nonostante l’impegno casalingo relativamente facile: così fosse, l’unico cambio di rilievo potrebbe riguardare la corsia sinistra, dove Kieran Tierney dovrebbe sostituire Sead Kolašinac. Se invece dovessimo tornare alla difesa a quattro, forse potremmo finalmente vedere Mesut Özil, Nicolas Pépé, Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang in campo contemporaneamente - ipotesi che però tenderei ad escludere. Questi gli XI che Unai Emery dovrebbe mandare in campo oggi pomeriggio: Leno, Chambers, Sokratis, David Luiz, Bellerín, Guendouzi, Torreira, Tierney, Özil, Aubameyang, Lacazette.

A disposizione: Martínez, Holding, Kolasinac, Willock, Saka, Pépé, Martinelli.